WebSoft: Amazon si conferma regina dei ricavi e della forza lavoro - Borsa&Finanza

WebSoft: Amazon si conferma regina dei ricavi e della forza lavoro

WebSoft: Amazon si conferma regina dei ricavi e della forza lavoro

Amazon mantiene la palma della prima azienda WebSoft per quel che riguarda i ricavi e la forza lavoro. Lo conferma uno studio realizzato da Mediobanca che analizza i dati dei primi nove mesi del 2022 e dei tre anni dal 2019 al 2021 delle 25 maggiori WebSoft internazionali con ricavi superiori ai 12 miliardi di euro. Le WebSoft sono società che operano attivamente nei settori dell’internet retailing, dello sviluppo software e dei servizi. Dalla ricerca emerge che in Italia, Amazon ha prodotto 2,8 miliardi di euro di entrate, impiegando 11.911 addetti in un settore che complessivamente ne conta 23.000.

 

I ricavi e l’occupazione delle WebSoft

I dati di Mediobanca mettono in luce un aspetto significativo, ossia che vi è stato un calo nella crescita di queste società nei primi nove mesi del 2022 rispetto al boom pandemico. Infatti, tra gennaio e settembre vi è stato un incremento solo in termini di fatturato aggregato, con un +9,5% rispetto allo stesso periodo del 2021. Si rileva anche una certa differenza a livello geografico, con l’America Latina in salita del 24,9%, il Nord America del 13,7%, l’Europa dell’8,2% e l’Asia in coda del 6,6%. Il maggior apporto proviene dai settori che durante la pandemia sono stati più penalizzati, come la sharing mobility, che ha registrato un salto dei ricavi su base annua del 111,6%, e le vendite di viaggi online, che hanno riportato un balzo del 55,5%. I settori dove i consumatori avevano cambiato le loro abitudini hanno segnato un incremento più limitato, tipo il food delivery, cresciuto in termini di ricavi del 27%, il cloud computing in rialzo del 21,3% e l’e-commerce con una crescita appena del 3,8%.

Il 2021 comunque è stato impressionante, con le 25 WebSoft che hanno toccato un fatturato di 1.584 miliardi di dollari. In questo ambito, le prime tre rappresentano il 50% dei ricavi totali, ossia Amazon, Alphabet e Microsoft. Amazon occupa la prima posizione dal 2014 con entrate complessive per 414,8 miliardi di dollari, di cui oltre la metà derivante dal retail. A livello geografico gli introiti complessivi sono appannaggio di Stati Uniti e Cina. Washington rappresenta il 67% del fatturato delle WebSoft, mentre Pechino il 28%. Per quel che concerne l’occupazione, alla fine dello scorso anno WebSoft contava quasi quattro milioni di occupati in tutto il mondo, in aumento di oltre 1 milione rispetto al 2019, con un incremento di 810 mila unità della sola Amazon, che a fine 2021 contava 1,608 milioni di dipendenti.

 

Le WebSoft in Borsa

Nel 2022 vi è stata una flessione significativa dei titoli in Borsa delle WebSoft, con un crollo del 29,2% al 18 novembre, dopo un massimo di capitalizzazione raggiunto a dicembre 2021 di 8.628 miliardi di dollari. L’analisi osserva che le 25 maggiori WebSoft alla fine dello scorso anno avevano un valore di mercato corrispondente all’8,3% delle Borse mondiali; oggi tale cifra si attesta al 6,6%, ossia 10 volte l’intera Borsa di Milano. Le aziende più quotate risultano essere Microsoft, con una capitalizzazione di 1.735 miliardi di dollari, Alphabet con un valore di 1,219 miliardi di dollari e Amazon che ha una quotazione complessiva di mercato di 927 miliardi di dollari. A registrare performance particolarmente positive da dicembre 2021 a metà 2022 sono stati Pinduoduo (+32,1%), Vipshop (+22,3%), Activision Blizzard (+22,2%), IBM (+21,2%) e ADP (+14,0%).

 

Le tasse

I ricavi e soprattutto l’utile prodotto dalle WebSoft farebbero la gioia del fisco in molti paesi in cui operano, se non fosse per il fatto che nel 2021 il 30% dei guadagni prima delle imposte è stato realizzato in Stati che applicano una fiscalità agevolata, il che ha determinato un risparmio fiscale per tali aziende di 12,4 miliardi di dollari, mentre se si considera il triennio 2019-2021 la cifra ammonta a 36,3 miliardi di dollari. Questo grazie a un’aliquota fiscale che in media è stata del 15,4%, rispetto a una teorica del 21,9%. Secondo lo studio, se ci fosse un accordo tra i paesi sulla Global minimum tax, la tassazione effettiva salirebbe al 16,3%. In Italia, le WebSoft presenti tramite società controllate hanno raggiunto un fatturato aggregato di 8,3 miliardi di dollari lo scorso anno, versando 150 milioni di tasse con un’aliquota effettiva del 25,1%.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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