WhatsApp lancia la trascrizione dei vocali: ecco come funziona

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Per alcuni è un importante segnale di accessibilità, per altri è una semplice comodità: la nuova funzione introdotta da WhatsApp per la trascrizione dei messaggi vocali in testo è finalmente disponibile in alcune lingue e arriverà anche in Italia nei prossimi mesi, presumibilmente tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025. L’app di messaggistica istantanea di Meta Platforms, utilizzata da oltre 2,5 miliardi di utenti unici in tutto il mondo, di cui 33 milioni di italiani, ha lanciato le trascrizioni per dispositivi Android e iOS.

Su Android le lingue supportate al momento del debutto sono quattro: inglese, portoghese, spagnolo e russo. Su iOS dipendono dal sistema operativo: inglese, spagnolo, francese, tedesco, italiano, giapponese, coreano, portoghese, russo, turco, cinese e arabo sono supportate su iOS 16+; danese, finlandese, ebraico, malese, norvegese, olandese, svedese e thailandese su iOS 17+.

 

Perché WhatsApp punta sulla trascrizione dei vocali

La strategia di WhatsApp con le trascrizioni è raggiungere molteplici obiettivi. Innanzitutto venire incontro a chi è “allergico” ai vocali, specie quelli dal minutaggio corposo o considerati superflui. In secondo luogo, facilitare la vita a chi si trova in ufficio, a scuola o in riunione, luoghi in cui è inappropriato ascoltare vocali, oppure per strada o in un posto rumoroso e quindi è impossibilitato ad ascoltare un messaggio vocale.

C’è poi la questione dell’inclusività digitale: trasformare un messaggio vocale in testo significa renderlo accessibile anche alle persone sorde e a tutte quelle che hanno difficoltà uditive. Garantire una transizione fluida tra audio e testo e permettere di leggere il contenuto di un vocale invece di ascoltarlo vuol dire eliminare un’importante barriera alla comunicazione. La trascrizione dei vocali è infine un modo per fare concorrenza a competitor che hanno già introdotto da tempo questa funzione nei loro sistemi di messaggistica.

 

Dove attivare la funzione e come funziona

L’opzione per la trascrizione dei messaggi vocali non è automatica ma va abilitata: di default la trascrizione è disattivata. Per abilitarla bisogna accedere a WhatsApp, toccare il menu (i tre puntini accanto alla ricerca in alto a destra) e selezionare Impostazioni, poi Chat e infine il pulsante Trascrizioni dei messaggi vocali. Il bottone appare insieme a Pulsante Invia per inviare, Visibilità dei media e Dimensioni carattere.

È necessario premere il pulsante per attivare o disattivare le trascrizioni e selezionare la lingua di testo. Dopo aver attivato le trascrizioni dei messaggi vocali, per trascrivere un vocale basta tenere premuto il messaggio (come quando si reagisce con un emoticon) e toccare Trascrivi, in modo simile a quanto già avviene su applicazioni come Telegram e WeChat. Per visualizzare l’intera trascrizione bisogna selezionare il menu di apertura e chiusura (la freccia rivolta verso il basso) nel messaggio vocale.

Un esempio della trascrizione dei messaggi vocali in testo su WhatsApp
Un esempio della trascrizione dei messaggi vocali in testo (foto: WhatsApp)

 

È sufficiente attivare una volta l’opzione Trascrizioni dei messaggi vocali per poterla sfruttare sempre: non va fatta una richiesta di trascrizione vocale per vocale, una volta attivata la funzione si può scegliere quando usarla. La trascrizione richiede qualche istante d’attesa e a volte non è disponibile: succede quando la lingua del vocale non è supportata, quando le impostazioni della lingua di trascrizione non corrispondono alla lingua del vocale e quando alcune parole non vengono riconosciute perché c’è rumore in sottofondo.

Il mittente non può vedere le trascrizioni e il sistema garantisce il rispetto assoluto della privacy: le trascrizioni dei vocali sono personali e vengono generate sul telefono o sul computer di chi le riceve restando protette dalla crittografia end-to-end. Nessun altro, nemmeno WhatsApp, può ascoltare i messaggi ricevuti o leggere il contenuto delle trascrizioni.

WhatsApp, tuttavia, non garantisce sull’accuratezza della trascrizione, per esempio nei casi in cui chi manda il vocale ha una particolare inflessione (linguistica o dialettale), usa termini tecnici che il traduttore non riesce a comprendere oppure c’è rumore di fondo. In ogni caso, dall’app di messaggistica istantanea si dichiarano “entusiasti di lavorare a questa esperienza per migliorarla ancora di più e renderla più semplice”. I primi responsi degli utenti sono positivi, ma ora sono in molti a chiedere anche un’opzione per negare la ricezione dei vocali.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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