Vodafone: Xavier Niel rileva il 16,2%, il risiko delle tlc europee si riaccende

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Vodafone cambia padrone di casa. Il patron di Iliad, Xavier Niel, attraverso il veicolo Vega, sigla un accordo vincolante con Emirates Telecommunications Group (e&) per l’acquisizione dell’intera partecipazione detenuta dal gruppo emiratino nell’operatore britannico, diventandone il principale azionista con una quota che sfiora il 16,2% del capitale. 

L’operazione, valutata circa 6 miliardi di dollari, si inserisce in un momento cruciale per il settore delle telecomunicazioni europee, tra la maxi-fusione Sfr in Francia e il possibile matrimonio Poste-Tim in Italia: due fronti che, insieme all’ingresso di Niel in Vodafone, ridisegnano la mappa competitiva del comparto continentale. Intanto il titolo vola in Borsa a Londra, dove segna un rialzo del 12,24% a 109,45 pence.

 
In questo articolo:
 
  • Vodafone, l’uscita di scena di e&
  • Il risiko delle telecomunicazioni europee alza la posta
  • Chi è Xavier Niel, il nuovo azionista di maggioranza di Vodafone
 

Vodafone, l’uscita di scena di e&

Secondo la nota diffusa da Emirates Telecommunications Group, il contratto prevede la cessione di 3.944.743.685 azioni Vodafone, pari al 17,13% dei diritti di voto, a un prezzo di 1,104792 sterline per azione. Il corrispettivo complessivo in contanti ammonta a circa 4,4 miliardi di sterline, equivalenti a 5,1 miliardi di euro. e& incasserà inoltre il dividendo finale di 2,3625 centesimi di euro che Vodafone distribuirà il 30 luglio. Il regolamento delle azioni avverrà tramite operazioni di blocco fuori mercato, gestite da alcuni istituti finanziari a scopo di copertura nell’ambito degli strumenti stipulati da Vega. Il passaggio fisico dei titoli è atteso entro la fine dell’anno, subordinato alle autorizzazioni delle autorità regolatorie britanniche, con cui Vega avvierà a breve i contatti necessari. Per e& l’operazione consente di monetizzare l’investimento e di uscire dalla governance del gruppo, con le dimissioni del proprio rappresentante dal consiglio di amministrazione.

L’investimento di Vega sarà finanziato interamente da Xavier Niel e da istituzioni finanziarie, senza ricorso e senza impatto sulla leva finanziaria delle altre entità controllate dal gruppo della famiglia Niel. Il veicolo, costituito esclusivamente per detenere azioni Vodafone, ha precisato l’intenzione di agire come azionista di lungo periodo e partner del management, escludendo il lancio di un’offerta sull’intero capitale della società. Alla Borsa di Londra il titolo Vodafone ha reagito con un rialzo dell’11,2%, portandosi a 109,70 pence attorno alle 10,30.

L’ingresso di Niel nel capitale di Vodafone risale al 2022, quando l’imprenditore francese acquisì una quota del 2,5% sostenendo la necessità di accelerare il consolidamento del settore europeo delle telecomunicazioni. Con la nuova operazione la sua partecipazione sale al 16,2%, davanti ai principali investitori istituzionali del gruppo: BlackRock, Vanguard e Norges Bank, ciascuno con quote comprese tra il 3% e il 5%. Nel capitale di Vodafone non resteranno altri azionisti industriali di peso paragonabile. Secondo Xavier Niel, dopo la semplificazione del gruppo e il rifocalizzarsi sulle attività europee e africane, Vodafone è pronta per una nuova fase di crescita, con un potenziale sostanziale ancora da sbloccare nelle sue operazioni in Europa e Africa.

 

Il risiko delle telecomunicazioni europee alza la posta

L’operazione su Vodafone si inserisce in una fase di intenso movimento sul mercato europeo delle telecomunicazioni, con la Francia nel ruolo di apripista di un consolidamento atteso da tempo dall’industria del settore. Ad aprile, Bouygues Telecom, Orange e Iliad hanno annunciato l’ingresso in negoziazioni esclusive con Altice France per l’acquisizione di Sfr, secondo operatore del Paese, con un’offerta che valuta gli asset 20,35 miliardi di euro, in rialzo rispetto ai 17 miliardi inizialmente respinti dal patron di Altice, Patrick Drahi. Sfr conta oltre 25 milioni di clienti retail, ricavi per 10 miliardi di euro nel 2024 e una rete in fibra da oltre 40 milioni di connessioni. L’operazione ridurrebbe da quattro a tre il numero di operatori mobili francesi, e il consorzio acquirente indica tra gli obiettivi il rafforzamento degli investimenti nella resilienza delle reti a banda ultralarga, nella cybersicurezza e nell’intelligenza artificiale. Il perfezionamento del deal resta subordinato alla consultazione delle rappresentanze sindacali e alla verifica delle autorità antitrust competenti, che dovranno esprimersi separatamente su ciascun operatore acquirente, come confermato a Reuters da un portavoce di Orange.

In Italia il contesto competitivo rende particolarmente significativo l’esito del caso francese. È in corso un potenziale processo di aggregazione tra Poste Italiane e Tim, che darebbe vita a un operatore digitale integrato con una rete distributiva di circa 13.000 uffici postali e 4.000 negozi Tim, configurando un grande player a controllo pubblico. In questo scenario, secondo Websim gli operatori minori come Wind3 e Iliad avrebbero un forte incentivo al consolidamento.

 

Chi è Xavier Niel, il nuovo azionista di maggioranza di Vodafone

Classe 1967, Xavier Niel è tra gli imprenditori più influenti delle telecomunicazioni europee. Ha fondato Iliad nel 1990 e successivamente il marchio Free, che ha rivoluzionato il mercato francese della telefonia fissa e mobile con offerte low cost. Il gruppo opera oggi in Francia, Italia e Polonia, con una presenza internazionale che si estende a 26 Paesi tra Europa e America Latina attraverso marchi come Salt, Monaco Telecom, Eir, Tele2 e Millicom, per un totale di 139 milioni di abbonati, 45.000 dipendenti, 24 miliardi di euro di fatturato annuo e oltre 9 miliardi di euro di Ebitda.

Attraverso la holding personale NJJ, Niel controlla diversi operatori di telecomunicazioni e detiene numerosi investimenti nei media, nel venture capital e nella tecnologia, con circa 4 miliardi di euro investiti dal 2022 in progetti europei di intelligenza artificiale. È inoltre co-proprietario del quotidiano francese Le Monde.

L’Italia rappresenta uno dei mercati strategici per Niel. Iliad è sbarcata nel Paese nel 2018, diventando in pochi anni uno dei principali operatori mobili e ampliando successivamente l’offerta alla fibra. Negli anni successivi l’imprenditore ha tentato più volte di consolidare il mercato italiano: dopo il fallimento dei negoziati per l’acquisizione di Vodafone Italia, aveva presentato una proposta di fusione tra Iliad Italia e Vodafone Italia, valutando l’operazione oltre 10 miliardi di euro. L’offerta non fu accettata e Vodafone scelse di cedere le attività italiane a Swisscom. In precedenza Niel aveva detenuto una partecipazione del 15% in Telecom Italia, acquistata nel 2015 e ceduta nel 2016. Attraverso Iliad, nel 2021 era inoltre entrato nel capitale di Unieuro con una quota di circa il 12%, investimento successivamente liquidato nell’operazione che ha portato al delisting della società da parte di Fnac Darty

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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