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Zalando: frenano i conti nel 2022, cosa attendersi ora dall’azione?

Una sede di Zalando il colosso tedesco dell'abbigliamento e-commerce

È un giornata volatile e in leggero territorio negativo quella odierna per il titolo Zalando, con la società che in mattinata ha comunicato i risultati riguardanti il 2022. Nello specifico, il colosso tedesco dell’e-commerce di articoli di moda ha chiuso il bilancio 2022 con un fatturato che si è attastato a 10,3 miliardi di euro, in leggero calo rispetto all’anno precedente. Nonostante una crescita dei clienti attivi sopra i 51 milioni,  l’utile netto è passato dai 234,5 milioni di euro del 2021 agli attuali 16 milioni di euro, mentre il risultato operativo (ebit) si è attestato a 185 milioni di euro e si confronta con i 468 milioni di euro registrati 12 mesi prima.

Per quanto riguarda il 2023 Zalando prevede ricavi compresi tra -1% e +4% rispetto allo scorso anno e un ebit rettificato che dovrebbe attestarsi tra i 280 e i 350 milioni di euro. Inoltre l’azienda si aspetta di avvicinarsi alla fascia più alta del proprio obiettivo di margine di ebit rettificato del 3-6% entro il 2025 e di raggiungere margini a due cifre nel lungo termine. Per cercare di raggiungere questi target la società continuerà a lavorare per migliorare il proprio margine, semplificare l’organizzazione e investire in maniera selettiva per sfruttare le opportunità di crescita. In questo contesto si inquadra anche il licenziamento di oltre un centinaio di lavoratori.

 

Azioni Zalando: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo a vedere come si sta comportando l’azione sul mercato azionario tedesco. I prezzi che, dopo un apertura in gap up, transitano leggermente sotto la soglia dei 39 euro. Nel breve termine per mettere in un angolo quella fase correttiva innescatasi i primi di febbraio dai 45,7 euro e che ha spinto le quotazioni fin sotto i 37 dollari, l’azione dovrebbe riportarsi oltre le prime resistenze situate sui 41,50 euro. Dal punto di vista operativo una conferma oltre questi livelli andrebbe a riattivare quel trend ascendente partito nel settembre dello scorso anno dai 19 euro. In questo caso i primi target rialzisti sono posti sui massimi degli ultimi 10 mesi in area 45,7 euro. Nel caso in cui anche queste aree resistenziali dovessero essere messi alla spalle, si avrebbe una prosecuzione del recupero con ulteriori obiettivi sui 51,5 euro.

Al contrario solo con una discesa dei corsi sotto i 36,7 euro, che rappresentano i minimi della scorsa settimana, si avrebbe un indebolimento della struttura grafica con possibili discese in direzione dei 34,9 euro e successivamente verso i 31-30,7 euro. L’eventuale rottura di questi sostegni aprirebbe le porte per ulteriori vendite fin verso i 28,5 euro, che rappresenta l’ultimo onde evitare un test sugli ex massimi di ottobre 2022 in area 25,75 euro.

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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