I produttori europei di zucchero sono in difficoltà. Una serie di situazioni sta erodendo i profitti delle aziende e rischia di far chiudere molte fabbriche nel Vecchio continente. Le prospettive non sono delle migliori e il pessimismo avanza in maniera pericolosa. Quest’anno già cinque zuccherifici hanno terminato l’attività, riducendo a 83 il numero di impianti operativi. In questo articolo:
- Zucchero: cosa spiega la crisi delle aziende europee
- Numeri allarmanti
Zucchero: cosa spiega la crisi delle aziende europee
La recessione dell’industria europea dello zucchero ha diverse cause. La principale è il crollo dei prezzi della materia prima agricola al livello più basso degli ultimi tre anni. Secondo gli ultimi dati della Commissione europea, le quotazioni dello zucchero in Europa sono calate di oltre un terzo in circa un anno, raggiungendo 536 euro a tonnellata nel mese di giugno. Una tendenza confermata dalla posizione dei trader speculativi. Sulla base di quanto riportato dalla Commodity Futures Trading Commission, la quantità di short netti nei future sullo zucchero è la più grande dal 2019, il che indica una previsione di ulteriore discesa dei prezzi.
Una delle spiegazioni di questo calo è l’aumento delle esportazioni ucraine. Tra il 2023 e il 2024, il Paese in guerra contro la Russia ha esportato in Europa oltre 1 milione di tonnellate di zucchero, il che ha fatto salire i livelli delle scorte trascinando i prezzi verso il basso. “Le importazioni ucraine sono state particolarmente dannose”, ha affermato Pierre-Henri Dietz, direttore generale di Cristalco, il braccio commerciale del produttore francese Cristal Union.
Il crollo dei prezzi è motivato anche dall’aumento della produzione di barbabietole da zucchero, sebbene gli agricoltori prevedano di diminuire di quasi il 10% il numero di acri coltivati in questa stagione proprio per soppesare i prezzi più bassi. “Stiamo già assistendo a una drastica riduzione delle aree coltivate a barbabietola”, ha dichiarato Stanislas Bouchard, vice direttore generale di Cristal Union. “Questo avrà conseguenze per la produzione”. Il minor consumo di zucchero è un’altra ragione che spiega i prezzi in contrazione, essendo che alcune patologie in crescendo, come l’obesità e il diabete, impongono una dieta più sana a minore contenuto di glucosio. Dietz è scettico sul cambiamento del modello di consumo, contestualmente alla nuova ondata di farmaci per la perdita di peso e il diabete, come Wegovy e Ozempic di Novo Nordisk e Zepbound e Mounjaro di Eli Lilly. “Dieci anni fa la grande preoccupazione era la sostituzione del glucosio e questo non si è realizzato”, ha detto.
Il secondo fattore che sta mettendo in difficoltà gli zuccherifici europei è l’impennata dei costi. Questi è legata alle malattie delle piantagioni, ai rischi del clima e all’aumento dei prezzi dell’energia e di altri fattori di produzione, ha affermato David Souriau, direttore commerciale del più grande gruppo francese dello zucchero, Tereos. La società ha riportato che in Europa il costo medio di produzione dello zucchero è salito di 200 euro per tonnellata dal 2017.
Infine ci sono da considerare le pressioni normative sulla questione del clima. Souriau ha dichiarato che le politiche europee “impongono ai produttori del blocco standard ambientali più severi rispetto ai concorrenti stranieri, che beneficiano di un accesso senza dazi”. Ciò ha “gravemente minato la competitività europea”, ha aggiunto.
Numeri allarmanti
Sono diverse le aziende europee che hanno riportato numeri di bilancio allarmanti proprio a causa del contesto che investe la produzione dello zucchero. Nei tre mesi fino al 30 giugno, Tereos ha registrato ricavi in discesa del 25% su base annua a 1,2 miliardi di euro, mentre il margine operativo lordo è crollato del 79% a 56 milioni di euro. Inoltre, il risultato operativo ha registrato una perdita di 22 milioni di euro e il debito netto è salito a 2,27 miliardi di euro. Tuttavia, la società ha mantenuto la guidance per l’intero anno.
Non è andata meglio al secondo produttore francese, Cristal Union, che per l’anno finanziario 2024-25 ha realizzato un calo del 62% dell’utile netto a 117 milioni di euro, avvertendo di “condizioni di mercato molto più sfavorevoli in futuro”.
La tedesca Südzucker – il più grande produttore europeo di zucchero – ha registrato a luglio un calo dell’85% dell’utile operativo a 22 milioni di euro per il primo trimestre fino alla fine di maggio, con la sua divisione specializzata nella produzione di zucchero che ha riportato una perdita operativa di 56 milioni di euro. Tale perdita è prevista dalla società a 200 milioni di euro per l’intero anno, benché i prezzi siano stimati in aumento nella seconda parte del 2025.
In definitiva, la situazione è critica per l’industria della regione anche guardando al futuro. “I prezzi più bassi e l’aumento dei costi legati al clima, alle malattie e alla regolamentazione stanno mettendo in pericolo la redditività a lungo termine della produzione europea di zucchero”, ha detto Souriau di Tereos. A giudizio di Dietz di Cristalco, “ai livelli di prezzo attuali, il mercato non è sostenibile”. Quindi, “se i prezzi non correggono, vedremo ancora più zuccherifici chiudere in tutta Europa”.









