Lagarde: “There are no limits”. Ancha la Bce imbraccia il bazooka

Nuovo piano da 750 miliardi fino a fine 2020: si chiama Pandemic Emergency Purchase Programme. E la Lagarde “supera” anche Draghi. Gli analisti: pacchetto promosso

 

 

Ha imparato la lezione (di buona comunicazione) Christine Lagarde. O forse il board direttivo della Bce ha capito che la situazione è ben più grave di quanto si potesse pensare. Sta di fatto che, dopo la Fed, ad armare il bazooka, per davvero, si è aggiunto anche l’Eurotower, ultima grande istituzione che ancora mancava al riarmo del Quantitative Easing dopo che persino la Bank of England, qualche giorno fa, aveva promesso “aiuti illimitati” per sostenere l’economia inglese. Lo ha fatto, Christine Lagarde, cambiando anche il messaggio di accompagnamento, che spietatamente l’aveva etichettata all’ultimo meeting nonché conferenza stampa a Francoforte. “Lo spread? Non spetta alle banche centrali regolarli”. Così aveva causato un Black Thursday che si poteva evitare, dopo il lunedì nero del 9 marzo scorso a cui poi è seguito anche quello successivo del 16 marzo. Una gaffe, termine che per molti è un eufemismo, che la Banca Centrale Europea stessa ha dovuto rettificare per ben due volte: la prima, la notte stessa del meeting, la seconda, nella giornata di ieri, mercoledì 18 marzo. Poi sempre ieri, Lagarde ha rilanciato, con uno… slogan per certi versi ancora più incisivo e teatrale di quello di Mario Draghi: “There are no limits”. Non ci sono limiti per sostenere l’euro. E così sia. 

 

Il nuovo Quantitative Easing

Il nuovo programma temporaneo previste acquisti di asset sia del settore privato che di quello pubblico. Obiettivo: contrastare i rischi posti al meccanismo di trasmissione della politica monetaria e all’outlook dell’area dell’euro dalla rapida diffusione del coronavirus. Il nuovo QE, detto anche Pandemic Emergency Purchase Programme (Pepp) avrà una dote complessiva di 750 miliardi di euro. Gli acquisti verranno condotti fino alla fine del 2020 e includeranno tutte le categorie di asset eleggibili in base all’attuale programma di acquisto di asset (App), ovvero il Qe. Per gli acquisti di titoli del settore pubblico le banche centrali nazionali continueranno ad applicare il principio delle capital keys ma al tempo stesso, gli acquisti effettuati in base al nuovo Pepp saranno condotti in modo flessibile, per consentire fluttuazioni nella distribuzione dei flussi degli acquisti nel tempo, sia per quanto riguarda le classi di asset che le giurisdizioni. Saranno dunque possibili acquisti mirati, per attenuare le tensioni che si presentino sul mercato del debito sovrano dei paesi maggiormente in difficolta.

 

Acquistabili anche i titoli emessi dal governo greco

Secondo quanto deciso dal consiglio direttivo inoltre verrà concessa una deroga ai requisiti di eleggibilità dei titoli emessi dal governo greco, che potranno dunque rientrare fra quelli acquistabili in base al nuovo programma. Il consiglio direttivo metterà fine agli acquisti netti in base al nuovo programma allorché riterrà che la fase di crisi legata al Covid-19 sia terminata, “ma in ogni caso non prima della fine dell’anno”. Infine la Bce ha deciso di allentare gli standard dei collaterali modificando i principali parametri del rischio. In particolare verrà esteso il ventaglio dei prestiti bancari aggiuntivi conferibili a garanzia delle operazioni di finanziamento dell’Eurosistema in modo che le controparti possano continuare a fare pieno ricorso alle operazioni principali di rifinanziamento.

 

“Faremo di tutto per permettere all’economia di assorbire questo shock”

“Il consiglio direttivo della Bce – prosegue il comunicato – è impegnato a svolgere il proprio compito nel sostenere tutti i cittadini dell’eurozona in questo periodo estremamente difficile. A questo fine, la Bce si assicurerà che tutti i settori dell’economia possano beneficiare di condizioni finanziarie di supporto che permettano loro di assorbire questo shock. Questo vale allo stesso modo per le famiglie, le imprese, le banche e i governi”. “Il consiglio direttivo – conclude il comunicato – fara’ tutto quello che e’ necessario nel rispetto del suo mandato. Il consiglio direttivo e’ pienamente pronto ad aumentare l’entita’ dei suoi programmi di acquisto di asset e ad adeguare la loro composizione nella misura necessaria e per tutto il tempo necessario. Esplorera’ tutte le opzioni e modalita’ per supportare l’economia in questa fase di shock”.

 

Il giudizio degli analisti

Unanimamente positivo. La sensazione di fondo è che la Bce abbia finalmente messo in campo il “whatever it takes” che serviva ed era richiesto dall’eccezionalita’ della situazione. Secondo  Western Asset sono due passi avanti nella reazione di politica monetaria europea. uno quantitativo, visto che la cifra annunciata da qui a fine anno corrisponde, per ora, al 6% del Pil dell’eurozona e l’altro qualitativo, essendo uno strumento molto flessibile, che di fatto elimina alcune restrizioni precedenti. Secondo Amundi dalle banche centrali sono in arrivo ulteriori azioni, e quella della Bce si tratta dell’ultima di una serie di misure volte a contrastare il rischio per le prospettive dell’eurozona rappresentato dall’epidemia di coronavirus e a preservarne la stabilita’ finanziaria. Per Bank Of America, la Bce guidata da Christine Lagarde è l’autorità più agile dell’Eurozona e proprio per questo dovrebbe poter permettere la chiusura degli spread, almeno per un po’. Infine, Morgan Stanley: “Il nuovo pacchetto assomiglia molto a quel whatever it takes in cui speravano i mercati. Riteniamo che queste misure in aggiunta a quelle della scorsa settimana sulla fornitura di liquidità alle banche con le nuove aste Ltro e l’allentamento dei requisiti per le aste Tltro esistenti rappresenti un backstop significativo per l’economia, che trarrà anche beneficio dalle misure di carattere fiscale”.