Azioni italiane ai massimi dal 2008, sono ancora convenienti?

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Le azioni italiane sono entrate nelle grazie degli investitori quest’anno. L’indice Ftse Mib ha guadagnato finora circa 22 punti percentuali, portandosi a livelli che non si vedevano dal periodo della grande crisi del 2007-2008 e sovraperformando lo Stoxx 600 di circa l’8%. A trascinare il più importante benchmark della Borsa italiana sono stati soprattutto i titoli delle banche e della difesa, con Unicredit che è cresciuta di oltre 70 punti percentuali e Leonardo balzata di circa il 90%. In questo articolo:

 

  • Azioni italiane: cosa spinge gli investitori all’acquisto
  • Azioni italiane: sono da comprare adesso?
  • Deutsche Bank punta sulle banche

 

Azioni italiane: cosa spinge gli investitori all’acquisto

Perché gli investitori stanno preferendo le azioni italiane rispetto ad altre europee? Lanciando uno sguardo a livello macroeconomico, l’Italia proviene da un paio di decenni di crescita stagnante, con il secondo debito pubblico più alto in Europa rispetto al Pil (138%). Tra l’altro, ad aprile il governo italiano ha dimezzato le sue previsioni di crescita per il 2025 allo 0,6% e ha ridotto le stime per l’anno successivo dall’1,1% allo 0,8%. Ci sono però dei segnali positivi. Per il 2026 l’Italia prevede di mantenere il deficit al 3,3%, nei pressi dei parametri imposti dall’Europa al 3%. Nel contempo, punta a tenere stabile il debito intorno al 135% sul Pil. L’Italia riceverà il sostegno del fondo europeo per la ripresa attivato dopo la pandemia fino al 2026 e questo aiuterebbe il Paese a effettuare gli investimenti necessari per mettere in moto l’economia.

Il vero punto di forza però sembra essere la stabilità politica. Il governo guidato da Giorgia Meloni può contare su una forte maggioranza parlamentare e gode anche della fiducia politica internazionale e dei mercati. Lo conferma il fatto che lo spread tra i Btp decennali e gli equivalenti Bund tedeschi si colloca ben al di sotto dei 100 punti base, minimo dal 2010. Basti pensare che durante le turbolenze del 2020, il divario si era allargato a oltre 300 basis point. L’importanza della stabilità politica viene percepita soprattutto se si fa il paragone con quanto sta accadendo in Francia, dove il governo è al collasso e gli asset transalpini sono costantemente sotto pressione. 

Quest’anno S&P Global ha migliorato il rating dell’Italia, attribuendo la decisione al calo del deficit, alla forza dell’export, all’elevato tasso di risparmio del Paese e alla prospettiva che la Banca centrale europea farà di tutto per contenere l’inflazione.

 

Azioni italiane: sono da comprare adesso?

Grazie a una serie di venti favorevoli, le azioni italiane sono cresciute. Il problema è che le valutazioni sono diventate meno economiche in confronto a qualche tempo fa. Rispetto alle azioni globali, le italiane ora scambiano con uno sconto del 34% (dati LSEG Datastream), al di sotto del 50% del 2023 quando la quota ha toccato il livello più alto in 35 anni. Tuttavia, Piazza Affari è ancora relativamente economica. Nel 2020 lo sconto era appena del 13% e la Francia – in questo periodo in preda a una crisi di natura economica e politica – presenta azioni più economiche di appena il 19% rispetto agli indici globali. Se ne deduce, quindi, che ci sarebbe ancora uno spazio per crescere nei mercati italiani.

Secondo Emmanuel Cau, responsabile della strategia azionaria europea di Barclays, il motivo per cui gli asset italiani sono convenienti è da ascrivere alla preoccupazione “per gli squilibri strutturali dell’economia italiana e per la mancanza di riforme strutturali”. Evelyne Gomez-Liechti, strategist multi-asset di Mizuho International, non è convinta degli sviluppi della terza economia europea e ha dichiarato di non aspettarsi ulteriori aggiornamenti dei rating con una crescita inferiore all’1%. “Se guardiamo un po’ avanti, il quadro della crescita italiana non sembra così convincente”, ha affermato. Più ottimista è il gestore patrimoniale Algebris Investments, secondo cui “la ripresa degli utili industriali” delle società italiane” si protrarrà fino al 2026″.

 

Deutsche Bank punta sulle banche

Qualora si decidesse di investire sulle azioni italiane, su cosa bisognerebbe puntare? Gli analisti di Deutsche Bank vedono bene alcune banche. L’istituto finanziario tedesco ha avviato la copertura di Banca Mps, con un rating “buy” e un prezzo obiettivo a 9,20 euro per azione che implica uno spazio di crescita di circa 20 punti percentuali rispetto all’ultima chiusura del titolo a 7,63 euro. “Scambiando a uno sconto significativo rispetto ai concorrenti, riteniamo che il titolo sia molto attraente”, ha affermato Giovanni Razzoli, analista della banca tedesca. A suo avviso, la banca toscana è solida sotto il profilo patrimoniale, con un Cet1 Ratio del 19,6% e un capitale in eccesso di oltre 3 miliardi di euro. Inoltre, l’esperto ha citato la possibile acquisizione di Mediobanca come una mossa strategica “convincente” che permette a Mps di “diversificare gli utili e accelerare i rendimenti del capitale”.

Un’altra banca da tenere d’occhio, a giudizio di Deutsche Bank, è Banca Generali. L’istituto controllato da Assicurazioni Generali ha ricevuto un rating “buy“, con un target price di 61 euro (+25% rispetto all’ultima chiusura). Secondo l’istituto con sede a Francoforte, l’azienda di credito italiana presenta ottime prospettive grazie “alla sensibilità ai tassi di interesse, alle nuove iniziative strategiche e ai benefici derivanti dal consolidamento”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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