È online la quindicesima edizione del ReportCalcio, il documento ufficiale con cui la Figc, in collaborazione con Arel e PwC Italia, fotografa ogni anno la dimensione economica, sociale e sportiva del calcio italiano. L’analisi, articolata e aggiornata, restituisce una visione dettagliata dell’intero ecosistema calcistico, confermandone la centralità non solo nello sport, ma nel sistema economico e sociale del Paese.
In questo articolo:
- Calcio, un asset nazionale da 12,4 miliardi di euro (ma occhio alle infrastrutture)
- Segnali di risanamento
Calcio, un asset nazionale da 12,4 miliardi di euro (ma occhio alle infrastrutture)
Il calcio italiano oggi genera un impatto complessivo pari a 12,4 miliardi di euro sul Pil, con 141.000 posti di lavoro attivati. Si tratta di una crescita di oltre un miliardo rispetto all’anno precedente, che coinvolge numerosi comparti: dal professionismo ai settori giovanili, dal turismo calcistico alle scommesse sportive. I ricavi diretti sfiorano i 7 miliardi di euro, mentre il gettito fiscale aggregato del settore professionistico ha toccato quota 20 miliardi negli ultimi 17 anni.
Il nodo più critico resta quello infrastrutturale. Negli ultimi 18 anni, l’Italia ha inaugurato appena sei nuovi stadi, contro i 226 costruiti in Europa. Il risultato è un impianto sportivo su tre con copertura parziale o nulla, un’età media superiore ai 60 anni, e solo l’8% di stadi di proprietà privata. Tuttavia, 31 progetti di nuovi stadi sono attualmente in fase di sviluppo, con investimenti attesi per 5,1 miliardi di euro, un impatto potenziale sul Pil pari a 6,1 miliardi e 80.000 nuovi posti di lavoro.
Aspetto evidenziato dallo stesso presidente della Figc Gabriele Gravina: “Il miglioramento registrato non è ancora strutturale. Serve una strategia forte su impiantistica e sostenibilità finanziaria per garantire futuro al calcio italiano”.
Segnali di risanamento
Nonostante le perdite cumulative di 9,3 miliardi dal 2007 e una struttura di bilancio fragile (l’83% dei bilanci è in rosso), il sistema sta mostrando segnali di ripresa. Nell’ultima stagione, il valore della produzione ha superato i 4,5 miliardi, con una crescita del +32,3% rispetto al 2021-2022, a fronte di un contenimento del costo del lavoro (+7,2%). Le perdite aggregate si sono dimezzate in tre anni, passando da 1,4 miliardi a 731 milioni. Anche il ticketing ha segnato un record: 478 milioni di euro, il massimo storico. La Serie A ha registrato oltre 11,8 milioni di spettatori, superando la Liga spagnola e posizionandosi terza in Europa per affluenza, dietro solo a Bundesliga e Premier League.
Il calcio femminile continua a crescere: le giocatrici tesserate sfiorano le 50.000, e gli investimenti Figc nel settore hanno superato i 9 milioni di euro nel 2023-2024 (+21,8%). L’interesse è in forte espansione: 530.000 spettatori per la finale di Coppa Italia, 7 milioni di tifosi appassionati, 3,2 miliardi di euro di impatto economico e quasi 12.000 posti di lavoro creati. Grande attenzione anche ai temi dell’inclusione, con oltre 60.000 giovani calciatori nati all’estero, progetti per rifugiati e detenuti, e 4.000 tesserati nella Divisione Calcio Paralimpico e Sperimentale.
Sul fronte sportivo, il calcio italiano è tornato competitivo a livello internazionale: 6 finali europee in 3 anni, record nel ranking Uefa e 5 club italiani qualificati alla Uefa Champions League 2024-2025. La Serie A è seguita da 710 milioni di fan nel mondo, e l’audience televisiva complessiva ha raggiunto 2,8 miliardi di spettatori a livello globale.









