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I 10 dischi in vinile più costosi venduti all’asta

Un vinile sul piatto

Negli ultimi vent’anni, in tempi di musica liquida e librerie digitali, il mercato dei dischi in vinile ha registrato un costante aumento delle vendite: i 33 giri, sia classici che contemporanei, sono ormai tra gli oggetti più costosi nel segmento del collezionismo. La linea vintage ha colpito anche gli investimenti alternativi: alle aste e online si registrano prezzi di vendita record tra chi vuole accaparrarsi album in edizioni limitate, con copertine e storie uniche e particolari alle spalle.

 

I 10 dischi in vinile più costosi venduti all’asta

Questa lista esamina esclusivamente i 10 dischi in vinile più costosi venduti all’asta fino ad oggi, senza prendere in considerazione i titoli più ricercati e quotati. Una serie di indizi utili in tal senso, specie per chi si muove per la prima volta in questo campo, arriva da Discogs, la piattaforma di riferimento per le compravendite di LP. Il canale e-commerce ha pubblicato un elenco dei 50 vinili più costosi venduti sul portale: il primo posto spetta al raro 12″ Choose Your Weapon del producer britannico Scaramanga Silk, comprato per la bellezza di 27.500 dollari. Ma non è da meno un gioiello del genere: The Black Album di Prince, uno degli album più rari e desiderati di sempre perché il geniale artista di Minneapolis, convinto fosse un album maledetto, ne ordinò la distruzione.

 

Caustic Window – Caustic Window

Richard D. James, meglio noto come Aphex Twin, registra tra il 1992 e il 1994 un pugno di tracce acid techno con l’alias Caustic Window. La pubblicazione dell’album, prevista per il 1996, viene cancellata e in circolazione rimangono soltanto cinque copie test pressing. Nel giugno del 2014 una di queste finisce all’asta su eBay, venduta per 46.300 dollari. L’acquirente è Markus “Notch” Persson, il creatore di Minecraft con un patrimonio da oltre un miliardo di dollari. I proventi della vendita vengono dati a Medici senza frontiere, Aphex Twin e i contributori di Kickstarter che hanno avviato una raccolta fondi per ristampare il disco.

 

The Beatles – Till There Was You / Hello Little Girl

Cover di un brano di Meredith Willson cantata da Barbara Cook e poi da Shirley Jones per il musical The Music Man e resa famosa da Anita Bryant, Till There Was You è pubblicata in una demo del 1963 (con la B-side Hello Little Girl) prima di essere inclusa nelle Decca Tapes, dentro The Complete Silver Beatles e nel primo volume dell’Anthology. Il 12″, con tanto di scritte a mano del manager Brian Epstein, arriva all’asta nel marzo del 2016 da Omega Auctions, casa inglese specializzata in vinili e memorabilia musicali: prezzo di vendita 77.500 sterline.

 

Rammellzee vs K-Rob – Beat Bop

È un pezzo di archeologia di hip hop old school questo lungo brano inciso da Rammellzee (performance artist e graffiti writer scomparso nel 2010 a soli 49 anni) con K-Rob, famoso sui muri di New York con il tag Crane. Nel 1983 i due uniscono le forze con Jean-Michel Basquiat (in qualità di arrangiatore e produttore) per realizzare questo autentico oggetto di culto: un 45 giri uscito per Profile Records in appena 500 copie con artwork griffato Basquiat. Nel settembre del 2020 una copia del singolo debutta all’asta da Sotheby’s: da una stima tra i 2.500 e i 3.000 dollari, fa fermare il martelletto a 125.000 dollari.

 

Frank Wilson – Do I Love You (Indeed I Do)

Autore e produttore di casa Motown, Wilson ha alle spalle collaborazioni con stelle del soul come Marvin Gaye, le Supremes, Brenda Holloway e i Temptations. Nel 1965 incide per la Soul (etichetta sussidiaria della Motown) questo singolo prodotto da Hal Davis e Marc Gordon e pubblicato in 250 copie. Leggenda vuole che Berry Gordy, il boss della Motown, abbia costretto Wilson ad abbandonare la carriera da cantante per tornare nei ranghi della label-madre e per farlo abbia fatto distruggere tutte le copie di questo 45 giri, tranne le cinque ancora esistenti in circolazione. Una di queste finisce nelle mani del collezionista e trader britannico John Manship che nell’agosto del 2020, in un’asta privata, la vende per 100.000 sterline.

 

The Beatles – Yesterday and Today

Uscito nel 1966 negli Stati Uniti e in Canada, è il nono album dei Fab Four per Capitol Records e resta confinato ai mercati americano e giapponese, pur contenendo in scaletta classici come Yesterday, Day Tripper, Drive My Car e I’m Only Sleeping. Grazie alla tiratura e alla controversa copertina di Robert Whitaker passata alla storia come butcher cover (la foto vede i quattro in pose da macellaio tra bambole fatte a pezzi e brandelli di carne) che viene subito ritirata dallo stock originale messo sul mercato, una prima copia di Yesterday and Today con firma autografa di John Lennon finisce all’asta da Julien’s Auctions nel maggio del 2019 e viene venduta per 180.000 sterline.

La butcher cover di Yesterday and Today dei Beatles
La butcher cover di Yesterday and Today

The Beatles – Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band

Nel 1967 i Beatles smettono di esibirsi dal vivo, cominciano a sperimentare con le droghe psichedeliche e cambiano per sempre le sorti della musica leggera con quello che diventa l’album più importante nella storia del rock. Ogni edizione di questo capolavoro ha un suo valore e una sua importanza, ma la copia autografata da tutti e quattro i Fab Four è qualcosa di davvero speciale per collezionisti e investitori. All’asta da Heritage a Dallas nel marzo del 2013, fa alzare le palette fino a 290.500 dollari.

 

Elvis Presley – My Happiness

È il 1953 quando Elvis, molto prima di diventare famoso, registra le sue prime demo ai Sun Studios di Memphis. Insieme a That’s When Your Heartaches Begin, c’è questa versione di un vecchio standard portato al successo prima da Jon e Sondra Steele e poi da Ella Fitzgerald. Mai pubblicata in vita, la canzone è su un test pressing che è subito ambito come una reliquia tra gli appassionati. Nel gennaio del 2015 è Graceland, la fondazione che gestisce l’eredità di Presley, a organizzare un’asta per mettere in vendita l’ambita copia. A spuntarla è un collezionista d’eccezione: Jack White. Il chitarrista e cantante dei White Stripes paga 300.000 dollari per ottenere quello che definisce the holy grail of rock-n-roll e con la sua etichetta, la Third Man Records, lo fa uscire come 7″ con tanto di ripulitura digitale affidata ad Alan Stoker.

 

The Beatles – White Album

Scritto nel 1968, quando le divergenze creative e caratteriali stanno ormai distruggendo la band, il capolavoro dei Beatles è il disco che contiene la loro musica più sperimentale, audace e selvaggia mai scritta in carriera. L’album viene pubblicato dalla Apple e diventa un clamoroso successo commerciale. Ringo Starr capisce che c’è qualcosa di magico legato a questo LP e propone ai compagni di comprare le prime copie del vinile: dalla 0000001 alla 0000004. Nel 2015, il batterista mette all’asta la sua copia (la numero 0000001) da Julien’s Auctions a Beverly Hills: partita da una stima tra i 40.000 e i 60.000 dollari, dopo 19 rilanci la copia arriva a 790.000 dollari.

 

John Lennon e Yoko Ono – Double Fantasy

È il settimo ed ultimo disco in studio registrato da Lennon, uscito a cinque anni da Rock ‘n’ Roll e pubblicato dalla Geffen il 17 novembre 1980, soltanto tre settimane prima dell’omicidio del cantautore. Proprio poche ore prima del fatidico 8 dicembre, Lennon firma una copia di Double Fantasy ad un fan: secondo le ricostruzioni, la persona che gli ha chiesto l’autografo è Mark David Chapman, il suo assassino. Questa macabra rarità finisce all’asta da Goldin nel novembre del 2020: prezzo finale di vendita 900.000 dollari.

 

Wu-Tang Clan – Once Upon a Time in Shaolin

C’è una storia incredibile dietro il settimo album in studio del collettivo di RZA, GZA, Method Man e compagni, uno dei gruppi più importanti ed originali nella storia dell’hip hop. Nel 2015 il clan newyorkese stampa la sua Gioconda in un’unica copia, che RZA vende tramite la casa d’aste Paddle8 al controverso imprenditore del settore farmaceutico Martin Shkreli per 2 milioni di dollari. Quando Shkreli è arrestato per frode e condannato a sette anni di carcere, i suoi beni vengono confiscati e tra questi c’è proprio l’unica copia esistente di Once Upon a Time in Shaolin, custodita in un prezioso cofanetto con la clausola di non diffusione in pubblico fino al 2103, ovvero 88 anni dopo la sua vendita.

Nel 2021 il Department of Justice statunitense sequestra il disco e lo mette nuovamente all’asta: da allora appartiene ad un gruppo di investitori, artisti digitali e collezionisti di NFT riuniti nel collettivo PleasrDAO che sborsa 4 milioni di dollari per averlo. Per rispettare la volontà del Wu-Tang Clan ma permettere l’ascolto a più persone possibili, PleasrDAO presta una copia digitale del disco al Mona – Museum of Old and New Art di Hobart, nell’isola australiana della Tasmania, in occasione della mostra Namedropping organizzata ai Frying Pan Studios dal 15 giugno 2024 al 21 aprile 2025. L’ingresso al listening party è su prenotazione e rigorosamente limitato.

Once Upon a Time in Shaolin nelle mani del collettivo PleasrDAO
Once Upon a Time in Shaolin nelle mani del collettivo PleasrDAO

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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