Non solo multinazionali dell’IT e Big tecnologiche come Apple, Google, Microsoft e Meta: ci sono le startup dell’intelligenza artificiale dietro l’esplosione di un mercato che raggiungerà un valore tra i 780 e i 990 miliardi di dollari entro il 2027. Lo dicono i dati del Global Technology Report 2024 di Bain & Company: per la società di consulenza il tasso di crescita annuo sarà tra il 40% e il 55%, mentre i ricavi arriveranno a 1.270 miliardi nel 2028 stando alle stime dello studio Navigating the AI Era di Sopra Steria.
Il presente e il futuro dell’intelligenza artificiale sono legati a doppio filo alle evoluzioni delle innovative “matricole” specializzate nella ricerca e sviluppo di applicazioni di AI generativa, machine learning e modelli linguistici di grandi dimensioni. Il mercato è in rapida espansione e le startup sono in prima fila nella sfida operativa e finanziaria ai colossi tech: ecco quali sono le prime dieci con valutazioni da miliardi di dollari, a fronte di numeri sempre più ristretti di dipendenti.
Le 10 startup dell’intelligenza artificiale che valgono di più
In testa non può che esserci OpenAI con una valutazione di 300 miliardi di dollari. Cnbc ha calcolato che l’incremento della startup di Sam Altman, complice il lancio di ChatGPT, è di 1,1 miliardi al giorno rispetto a ottobre 2024. La società di San Francisco ha raccolto ingenti finanziamenti dai colossi tecnologici e dai principali fondi di venture capital della Silicon Valley: oggi conta 2.000 dipendenti, dai 770 del novembre 2023.
Startup fondata dai fratelli Dario e Daniela Amodei (che in passato hanno lavorato come ricercatori per OpenAI) con Jared Kaplan, Jack Clark e Ben Mann, Anthropic è la tech firm dietro la famiglia di LLM Claude. La sua valutazione è di 61,5 miliardi di dollari. L’azienda californiana ha circa 500 dipendenti (dai 240 del 2023), ha raccolto 15,8 miliardi nell’ultimo round ed è in trattativa avanzata per raccoglierne altri 2, oltre ad aver chiuso collaborazioni strategiche con Amazon e Google che hanno partecipato al finanziamento iniziale con, rispettivamente, 4 e 2 miliardi. Il sito specializzato The Information prevede che i ricavi di Anthropic potrebbero raggiungere i 34,5 miliardi di dollari nel 2027: una cifra notevole rispetto ai 2,2 miliardi del 2025.
Nata nel 2023, xAI è lo spin-off di Elon Musk focalizzato sull’intelligenza artificiale. Dal laboratorio di San Francisco è sbucato l’irriverente Grok, il chatbot senza filtri e censure connesso ad X, l’ex Twitter, e concentrato sulla ricerca scientifica. La startup ha raccolto 6 miliardi di dollari nel dicembre 2024 e oggi è valutata 50 miliardi. xAI ha appena una cinquantina di dipendenti, anche se pianifica massicce assunzioni entro la fine del 2025.
Quanto valgono le maggiori startup dell’AI
L’AI made in Europe poggia innanzitutto su Mistral AI, la startup francese nata all’École polytechnique di Parigi e specializzata nello sviluppo di LLM, fresca di lancio della novità Le Chat, considerato l’assistente AI più veloce al mondo. Dopo un round di Serie B da 651 milioni di euro, la sua valutazione è di 5,8 miliardi di euro. Nonostante sia ancora una underdog del settore, conta 208 dipendenti e una partnership significativa con Microsoft.
Presentata come l’anti OpenAI, la canadese Cohere è specializzata in LLM e tecnologie AI per le imprese. Al centro del suo ecosistema ci sono soluzioni per la finanza, la salute e le scienze della vita, il manifatturiero, le pubbliche amministrazioni, l’energia e le utilitiy. Fondata nel 2019 da Aidan Gomez, Nicholas Frosst e Ivan Zhang, la startup ha un personale di 400 dipendenti e ha ottenuto un finanziamento di 500 milioni di dollari nel luglio 2024 con una valutazione di 5,5 miliardi.
Focalizzata sul market intelligence all’avanguardia nell’analisi finanziaria, AlphaSense è la startup fondata a New York nel 2008 dal finlandese Jaakko “Jack” Kokko. La piattaforma di ricerca e intelligence di mercato è valutata 4 miliardi di dollari dopo un round di finanziamento da 650 milioni, guidato da Viking Global Investors e BDT & MSD Partners. Con più di 1.500 dipendenti, AlphaSense vanta collaborazioni prestigiose con Generali Investments e investitori quali CapitalG di Alphabet, Goldman Sachs Alternatives e JPMorgan.
Piattaforma californiana di assicurazioni digitali per Pmi e lavoratori autonomi che si basa su tecnologie di intelligenza artificiale e scienza dei dati, NEXT Insurance è la insurtech di Palo Alto che ha raggiunto una valutazione di 2,5 miliardi di dollari. Lanciata nel 2016 da Alon Huri, Nissim Tapiro e Guy Goldstein, oggi ha circa 730 dipendenti e ha chiuso una partnership con Amazon Business per offrire le sue polizze alle piccole imprese che vendono sull’e-commerce.
Usa, Europa, Cina: la competizione è globale
Tornando in Europa, DeepL è l’azienda tedesca di traduzioni basata sull’AI, ormai rivale assoluto di Google Translate. Nel maggio 2024 la startup di Colonia ha raccolto 300 milioni di dollari in nuovi finanziamenti (tra gli investors c’è Index Ventures) arrivando a una valutazione di 2 miliardi di dollari. Pioniere nell’AI applicata alla linguistica, DeepL ha oltre 1.000 dipendenti e ha appena svelato l’assistente di scrittura DeepL Write con un nuovo LLM di ultima generazione.
In Italia è iGenius il primo unicorno nel campo dell’AI: la startup milanese guidata da Uljan Sharka ha sviluppato il modello Italia (il primo LLM fondativo addestrato nativamente in italiano) e ha annunciato una raccolta da 650 milioni di euro che porta la deep-tech a una valutazione di 1,05 miliardi di euro pre-money (prima di incassare il finanziamento) e di 1,7 miliardi post. L’azienda ha circa 90 dipendenti.
Dalla Cina arriva DeepSeek, la startup fondata da Liang Wenfeng che ha sconvolto il mercato con il suo R1, un modello open source e a basso costo che spopola sugli app store superando le tecnologie sviluppate dai rivali statunitensi. Con 150 dipendenti, DeepSeek è valutata almeno 1 miliardo di dollari: secondo gli analisti di Forbes, potenzialmente vale molto di più, nonostante non generi ancora molti ricavi. La società cinese non ha investitori esterni al di fuori di Liang e dei suoi tre cofondatori, i quali stanno negoziando un round da 1 miliardo con Alibaba Group e High-Flyer, l’hedge fund quantitativo specializzato in AI in seno al quale DeepSeek è nata. Riepilogando, ecco quanto valgono le 10 maggiori startup dell’intelligenza artificiale:
- OpenAI: 300 miliardi di dollari;
- Anthropic: 61,5 miliardi;
- xAI: 50 miliardi;
- Mistral AI: 6,2 miliardi;
- Cohere: 5,5 miliardi;
- AlphaSense: 4 miliardi;
- NEXT Insurance: 2,5 miliardi;
- DeepL: 2 miliardi;
- iGenius: 1,1 miliardi;
- DeepSeek: 1 miliardo.
Fuori dalla Top 10 merita una citazione il caso della statunitense Adept, laboratorio di San Francisco che lavora ad agenti di intelligenza artificiale capaci di tradurre in azioni i comandi di testo. Fondata da David Luan, Niki Parmar e Ashish Vaswani, top researchers di OpenAI e Google, Adept ha raccolto 450 milioni di dollari in finanziamenti, con investimenti da parte di Microsoft e Nvidia, Greylock e General Catalyst, con una valutazione di 1 miliardo di dollari. La startup californiana ha circa 100 dipendenti, nonostante sia stata “saccheggiata” da Amazon che ha ingaggiato i suoi maggiori talenti con una serie di assunzioni di massa.
È difficile prevedere con certezza i numeri che queste realtà raggiungeranno nell’immediato futuro, ma le valutazioni stratosferiche che hanno strappato sono significative. Le proiezioni di Statista indicano una crescita globale del settore che raggiungerà i 243,70 miliardi di dollari nel corso del 2025, con un tasso di crescita annuo del 27,67% fino a 826,70 miliardi nel 2030. Il mercato principale resta quello statunitense con una quota prevista nel 2025 di 66,21 miliardi. Il segmento trainante resta il machine learning, seguito da elaborazione del linguaggio naturale (NLP, Natural Language Processing), robotica con AI, visione artificiale, tecnologie autonoma e dei sensori.









