3G Capital compra Skechers: perché il fondo scommette sul footwear

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Catene di fast food e ristoranti, aziende manifatturiere e ora anche brand di scarpe alla moda: 3G Capital ha comprato il marchio Skechers, specializzato in sneakers, calzature sportive e casual economiche. L’azienda statunitense, attualmente in un periodo di incertezze per via dei dazi che hanno reso difficili e costose le importazioni dai fornitori in Cina e Vietnam, ha annunciato in una nota pubblicata sul suo sito ufficiale che la sua proprietà passerà al fondo di investimento per la cifra di 9,4 miliardi di dollari.

Il pagamento sarà di 63 dollari ad azione in contanti, oltre a un premio del 30% sul valore di mercato dell’azienda. L’attuale presidente e amministratore delegato di Skechers, Robert Greenberg, rimarrà in carica e continuerà a supervisionare le strategie commerciali con il figlio Michael e il direttore operativo David Weinberg, ma alla fine dell’operazione l’azienda californiana non sarà più quotata sulla Borsa americana, diventando una società privata. 

 

In questo articolo: 

 

  • Cosa fa e chi c’è dietro 3G Capital
  • Il portfolio del fondo di investimento
  • L’acquisizione di Skechers e la reazione del footwear

 

Cosa fa e chi c’è dietro 3G Capital

3G Capital è un fondo di private equity nato nel 2004 in Brasile all’interno dell’investment office degli imprenditori Jorge Paulo Lemann, Beto Sicupira e Marcel Herrmann Telles. I tre sono i principali azionisti del gruppo AB InBev, il maggior produttore di birra al mondo, sorto dalla fusione tra la belga-brasiliana InBev (nata da Interbrew e AmBev) e la statunitense Anheuser-Busch. Lemann, Sicupira e Telles hanno patrimoni miliardari, rispettivamente di 17,5 miliardi di dollari (Lemann è l’uomo più ricco del Brasile), 7,8 miliardi e 2,2 miliardi.

Il fondo è guidato dai due soci dirigenti e co-fondatori Alex Behring e Daniel Schwartz. Classe 1967, laureato in Ingegneria elettrica alla Pontifícia Universidade Católica di Rio de Janeiro e con un MBA alla Harvard Business School, Alex Behring è il co-fondatore di Modus OSI Technologies ed ex chairman di Kraft Heinz. Durante il periodo professionale trascorso lavorando per il fondo GP Investments, ha conosciuto Lemann e Daniel Schwartz, manager newyorkese nato nel 1981, laureato in Giurisprudenza e con un Bachelor of Science in Economia applicata e Management alla Cornell University.

Oggi 3G Capital ha sede a New York sulla Third Avenue e conta circa 80 dipendenti. Il fondo è specializzato in fusioni e acquisizioni strategiche nel settore agroalimentare. Con il marchio Restaurant Brands International controlla la maggioranza delle azioni delle catene Burger King, Tim Hortons, Popeyes e Firehouse Subs. AB InBev è il nome di riferimento per il beverage che riunisce Anheuser-Busch, InBev e AmBev. Nel manifatturiero è sua la maggioranza di Hunter Douglas, multinazionale olandese di controsoffitti in legno per interni e facciate. L’acquisto di Skechers, la terza azienda che vende più scarpe al mondo con due terzi delle vendite realizzate al di fuori degli Stati Uniti, arriva dopo un lungo corteggiamento e porta dentro 3G Capital “una storia di creatività e innovazione”, come ha spiegato Schwartz.

 

Il portfolio del fondo di investimento

Gli accordi raggiunti nel tempo da 3G Capital sono particolarmente significativi. L’operazione Burger King risale al 2010 ed è stata chiusa per 3,3 miliardi di dollari. L’acquisto di Tim Hortons, avvenuto nel 2014 in concomitanza con il lancio del conglomerato Restaurant Brands International, è arrivato per una cifra pari a 12,5 miliardi. La partnership del 2015 con Warren Buffett ha portato all’acquisizione della metà del capitale di Heinz per 40 miliardi, alla fusione con Kraft nell’entità Kraft Heinz e all’operazione che nel 2021 ha inglobato il marchio brasiliano di salse Hemmer e il brand Assan Foods, il principale produttore turco di ketchup e maionese.

Nel mezzo, Restaurant Brands International ha rilevato Popeyes Louisiana Kitchen nel 2017 per 1,8 miliardi di dollari e Firehouse Restaurant Group nel 2021 per 1 miliardo. L’acquisto del 75% di Hunter Douglas, avviato nel 2021 e perfezionato nel 2022, è stato chiuso per 7,1 miliardi. L’operazione Skechers, da ultimare entro la fine del 2025, è unica nel suo genere: il passaggio di proprietà è il più grande buyout avvenuto fino ad oggi nell’industria statunitense del footwear. Secondo gli analisti, la strategia di 3G di incrementare i margini attraverso tagli ai costi ed efficienze lascia aperta la possibilità di un ritorno in Borsa in futuro.

 

L’acquisizione di Skechers e la reazione del footwear

Robert Greenberg di Skechers ha dichiarato che nel corso degli ultimi trent’anni, l’azienda ha registrato un’enorme crescita. “Il nostro successo è dovuto all’impegno per l’eccellenza e l’innovazione di tutta l’organizzazione, all’offerta di prodotti particolarmente richiesti incentrati sul comfort e ai partner fedeli – sottolinea il chairman –. Con una comprovata esperienza, Skechers sta entrando nel suo prossimo capitolo in partnership con 3G Capital. Data la loro notevole storia nell’agevolare il successo di alcune delle più iconiche aziende di portata globale, crediamo che questa collaborazione sosterrà il nostro team quando la loro esperienza verrà messa al servizio delle esigenze dei nostri consumatori e clienti, consentendo al contempo la crescita a lungo termine del marchio”.

Le repliche del settore calzaturiero alla vendita di Skechers non si sono fatte attendere. In una recente lettera aperta indirizzata dal Footwear Distributors and Retailers of America al presidente Donald Trump, i principali marchi di calzature, inclusi Adidas, Nike e Under Armor, hanno definito i dazi una “minaccia esistenziale” per l’intera industria. Per evitare un aumento dei costi di vendita delle scarpe, la richiesta dei 76 marchi rappresentati dall’associazione di categoria è un’esenzione dall’imposta applicata sulle merci in arrivo dai Paesi stranieri. Il settore è particolarmente colpito dalle tariffe, che prevedono prelievi di base del 10% sulla maggior parte dei partner commerciali statunitensi. Il 97% delle calzature vendute nel mercato interno sono importate e Vietnam e Cina sono nazioni soggette a dazi del 46% e del 145%, a meno di un accordo dell’ultimo minuto con Trump.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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