A Piazza Affari crolla Azimut, cosa fare con le azioni?

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A Piazza Affari è la peggiore seduta dai tempi del Covid per le azioni Azimut che, con un ribasso del 15%, si avvicinano alla soglia dei 30 euro. A scatenare il crollo è stato l’annuncio arrivato nella serata di ieri da parte della società, di alcuni rilievi avanzati da Bankitalia nell’ambito di unispezione condotta sulla controllata Azimut Capital Management SGR tra il 10 marzo e il 13 giugno 2025.

In una nota, la società ha riportato che gli organi di vigilanza avrebbero constatato un quadro connotato da rilevanti carenze di governance e organizzative. Risulta quindi necessario che l’intermediario avvii con tempestività un’incisiva azione di rimedio volta a rimuovere le carenze riscontrate e a definire un assetto di governo e di controllo compatibile con la complessità operativa dell’intermediario stesso e del gruppo.

Inoltre, l’istituto di via Nazionale ritiene che la situazione aziendale non è idonea a sostenere la partecipazione della società a operazioni rilevanti, quali quelle previste dal regolamento sulla gestione collettiva del risparmio e segnatamente fusioni, scissioni, acquisti di partecipazioni, acquisti e cessioni di aziende o rami d’azienda che riguardano servizi e attività di investimento e di gestione collettiva del risparmio.

Un punto interrogativo riguarda anche il progetto Tnb, la nuova banca digitale annunciata nei mesi passati dal gruppo e il cui spin-off era atteso entro il primo trimestre del prossimo anno. Anche qui la Banca d’Italia ha chiesto un piano di rimedio, eliminando tutte le carenze riscontrate e dimostrando l’effettivo superamento delle criticità operative e organizzative. 

 

Azioni Azimut: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni Azimut sulla Borsa Italiana. Con volumi che a fine giornata potranno essere oltre 15 volte la media giornaliera mensile, è una seduta in forte territorio negativo, con un calo vicino al 15% verso la soglia dei 30 euro.

Se l’impostazione di fondo rimane ancora al rialzo, nel breve termine la violazione dei livelli appena menzionati dovrebbe far proseguire la fase correttiva verso i minimi degli ultimi 3 mesi situati sui 29,7-29,6 euro. Nel caso in cui anche tali sostegni dovessero essere persi, si avrebbe un indebolimento del trend di medio periodo, con prossimi target i 29 euro e a seguire i 28,20 euro, dove verrebbe messa sotto pressione la media mobile di lungo periodo.

Al contrario, solo con il recupero dei 31,30-31,40 euro, minimi intraday toccati lo scorso 17 ottobre, che il titolo potrebbe aprire la strada a un recupero il cui primo obiettivo sarebbe posizionato sulla soglia dei 32 euro. Il superamento di tali livelli dovrebbe far proseguire il rimbalzo verso i 32,45-32,50 euro, dove troviamo la media mobile a 10 giorni, e successivamente i 33-33,10 euro, dove le azioni recupererebbero la trendline ascendente che parte dai minimi toccati nello scorso mese di agosto. Fondamentale diventerebbe la tenuta di questi ultimi livelli per proseguire il recupero fin verso i 33,50-33,55 euro.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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