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A2A ancora interessata a Edison, cosa fare in Borsa con le azioni?

Auto elettriche di servizio di A2A

A Piazza Affari A2A potrebbe essere tra le protagoniste dell’M&A nei mesi a venire. Nonostante recenti smentite ufficiali, i rumor su un interessamento per Edison continuano. Entro giugno Edf, la multinazionale francese dell’energia, potrebbe mettere sul mercato la controllata italiana. La decisione sembra inevitabile, visto che Edf ha bisogno di monetizzare per completare la sua strada verso il controllo dello Stato francese e deve finanziare la manutenzione dei suoi 56 reattori nucleari. La spesa prevista, pari a 52 miliardi di euro, comprende anche la costruzione ex novo di sei reattori Epr di nuova generazione.

La cessione di Edison potrebbe fornire tra i 7 e gli 8 miliardi di lire, questo il valore attribuito dagli analisti alla società italiana controllata da Edf. Gli stessi analisti affermano che il dossier, pur non essendo stato ancora ufficialmente aperto, finirà prima o poi sul tavolo di alcune società potenzialmente interessate all’acquisto di Edison.

Nemmeno in A2A il dossier per una eventuale acquisizione è stato ufficialmente aperto ma la possibilità di farlo viene presa in considerazione tanto che l’amministratore delegato, Renato Mazzoncini ne ha parlato in una recente intervista. Per la multinazionale controllata dai comuni di Milano e Brescia, tuttavia, si tratterebbe di un esborso rilevante. Per questa ragione alcuni dirigenti di A2A ritengono inevitabile cercare alleati non appena Edf ufficializzerà la messa in vendita di Edison. Un aiuto potrebbe arrivare per esempio da Cassa Depositi e Prestiti, che potrebbe offrire la possibilità di un accordo con un fondo controllato. Potrebbe essere F2i che, proprio in queste settimane, sta lavorando alla creazione di una holding dipartecipazioni nel settore dell’energia.

 

A2A: respinta dal doppio massimo in area 1,40

Presente all’interno dell’indice FTSE Mib di Borsa italiana, il titolo A2A sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, anche grazie alle performance negative registrate questa settimana. Infatti, dopo il rialzo iniziato a metà ottobre, avvenuto con i doverosi ritracciamenti (il più importante dei quali a fine dicembre sul livello 1,2400), l’azione ha raggiunto con decisione la soglia dei 1,4000 euro senza riuscire ad andare oltre. In realtà vi è stato anche un secondo tentativo di sfondamento, anch’esso non riuscito, tant’è che il grafico giornaliero presenta ora un evidente doppio massimo, preludio a una discesa delle quotazioni. Il ribasso a cui si sta assistendo potrebbe essere solo l’inizio di un movimento più pronunciato, che potrebbe arrivare fino al primo supporto più credibile in area 1,3300.

L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sotto dell’indicatore Parabolic Sar mentre sia l’indicatore Supertrend che la media mobile a 25 sono rialzisti da diverse settimane. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’indicatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 57. Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 1,4000 con target nell’intorno dei 1,4420 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 1,3625 con obiettivo molto vicino al livello 1,3220.

 


L’andamento di breve termine del titolo A2A

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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