In Cina è scattato l’allarme sull’acciaio. A lanciare l’avvertimento è Hu Wangming, presidente del colosso siderurgico China Baowu, che da sola produce circa il 7% dell’acciaio mondiale. Parlando al personale durante la riunione semestrale dell’azienda, Hu ha detto che le condizioni in Cina nel mercato siderurgico sono come “un inverno rigido più lungo, più freddo e più difficile da sopportare di quanto ci aspettassimo”.
Sono parole pesanti queste, considerando che quello cinese è di gran lunga il più grande mercato del mondo nel settore. Senza enunciare le cause che hanno portato a questa situazione tesa nell’industria dell’acciaio, il presidente ha incoraggiato i dipartimenti finanziari a tutti i livelli a “prestare maggiore attenzione alla sicurezza dei finanziamenti dell’azienda”, in quanto “il denaro è più importante del profitto”, ha detto. Per questo si rende necessario “rafforzare i controlli, anche per i pagamenti scaduti e l’individuazione di operazioni false”, si legge nella dichiarazione.
Cina: riuscirà a superare la crisi dell’acciaio?
La Cina ha subito in passato altre due grandi crisi sull’acciaio: la prima nel biennio 2008-2009, quando il mondo intero è stato travolto da uno dei più giganteschi crolli finanziari della storia; e la seconda nel 2015-2016. In entrambe le circostanze, il Dragone è riuscito a superare il periodo nero grazie ai massicci stimoli monetari delle autorità. Oggi questa prospettiva sembra più remota, perché il presidente Xi Jinping sta cercando di rimodellare l’economia mettendo più ordine e limitando il denaro facile in nome della prosperità comune. Pechino però sta naufragando sotto un’agonizzante crisi immobiliare, che giocoforza sta tirando giù il settore siderurgico.
Le difficoltà dell’economia cinese potrebbero essere esacerbate se gli Stati Uniti andranno in recessione come alcuni temono, ma questo rischia di riflettersi anche sui rivali della Cina, in Asia, Europa e Nord America. Allo stato attuale, le esportazioni di acciaio dalla Cina sono sulla buona strada per raggiungere circa 100 milioni di tonnellate nel 2024, secondo i dati ufficiali. Si tratterebbe del numero più alto degli ultimi otto anni. Il problema è che ciò è compensato da un forte rallentamento interno. La produzione di acciaio è sempre meno redditizia e mette sotto pressione le acciaierie per ridurre la produzione.









