Accordo Ue-Mercosur, cosa prevede l’intesa e perché divide gli Stati membri

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Dopo più di vent’anni di stallo, l’accordo commerciale tra Unione europea e Mercosur smette di essere solo una promessa incompiuta. Il via libera arrivato dalla maggioranza degli Stati membri, attraverso gli ambasciatori riuniti al Coreper, apre infatti la strada alla firma dell’intesa con i Paesi del blocco sudamericano, grazie anche al voto decisivo dell’Italia. La decisione riporta al centro del dibattito uno dei dossier più controversi della politica commerciale Ue, tra promesse di crescita per l’industria e forti resistenze da parte del mondo agricolo e di alcuni governi nazionali.

 

In questo articolo:

 

  • Mercosur: cos’è il mercato comune del Sud
  • Le principali misure previste dall’accordo con l’Europa
  • Mercosur: ecco chi ha votato contro
  • Accordo Ue-Mercosur: la posizione dell’Italia

 

Mercosur: cos’è il mercato comune del Sud

Mercosur, acronimo di mercato comune del Sud, è il blocco commerciale sudamericano costituito nel 1991 che riunisce Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Bolivia. Il Venezuela, entrato nel 2012, è stato sospeso nel 2017. Oltre ai membri fondatori, il Mercosur annovera stati associati come Cile, Colombia, Ecuador, Guyana, Perù, Suriname e Panama. Complessivamente, i paesi del Mercosur costituiscono una delle principali economie mondiali, con una popolazione di oltre 285 milioni di persone e un prodotto interno lordo di quasi 3.000 miliardi di dollari.

Nel corso degli anni il blocco ha cercato di consolidarsi come uno spazio economico integrato, ispirandosi al modello dell’Unione europea, ma le difficoltà politiche e i cali negli scambi commerciali interni ne hanno rallentato l’integrazione reale. In termini di scambi commerciali, dopo anni di flessione, il commercio tra i quattro membri fondatori ha iniziato a riprendersi: nel 2023 il valore delle merci scambiate ha raggiunto circa 98 miliardi di dollari, il livello più elevato dell’ultimo decennio. Nel dicembre 2024 è stato finalizzato un accordo di libero scambio tra Mercosur e Unione europea, al termine di 25 anni di negoziati. L’intesa creerebbe una zona di libero scambio che coinvolge oltre 700 milioni di consumatori, configurandosi come la più ampia al mondo per popolazione.

 

Le principali misure previste dall’accordo con l’Europa

L’accordo Ue-Mercosur è stato formalmente firmato nel 2024 dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, al termine di negoziati avviati nel 2000. Per entrare in vigore, il trattato necessita dell’approvazione definitiva del Consiglio europeo e del Parlamento europeo. Il voto in Consiglio, inizialmente previsto per dicembre, è stato rinviato a gennaio a causa delle opposizioni di alcuni Stati membri. Ora, il via libera degli ambasciatori Ue ha sbloccato la procedura, che dovrebbe concludersi nelle prossime settimane.

L’intesa prevede la progressiva eliminazione dei dazi sul 91% degli scambi tra le due aree. Attualmente i Paesi del Mercosur applicano tariffe fino al 35% sulle auto europee, del 20% sui prodotti industriali, del 18% su quelli chimici e del 14% sui farmaceutici. L’accordo favorirebbe dunque le esportazioni europee nei settori industriale, automotive e chimico-farmaceutico. In cambio, il Mercosur otterrebbe un accesso agevolato al mercato europeo per alcuni prodotti agricoli, tra cui carne bovina, riso, zucchero e bioetanolo. L’intesa prevede inoltre risparmi per le imprese Ue stimati in circa 4 miliardi di euro l’anno in dazi e un accesso più semplice agli appalti pubblici nei Paesi sudamericani.

 

Mercosur: ecco chi ha votato contro

La Francia ha ribadito la propria opposizione all’accordo. Il presidente Emmanuel Macron ha definito l’intesa “appartenente a un’altra era”, sostenendo che le garanzie previste non siano sufficienti a proteggere il settore agricolo nazionale. Una posizione rafforzata dalle proteste degli agricoltori, tornate con forza nelle ultime settimane. Anche l’Irlanda ha votato contro, giudicando inadeguate le concessioni ottenute nel corso dei negoziati: secondo il vice primo ministro Simon Harris, le misure aggiuntive “non rispondono alle preoccupazioni espresse dall’opinione pubblica”, in particolare sul fronte della concorrenza agricola. Hanno espresso voto contrario anche Polonia, Austria e Ungheria, mentre il Belgio ha scelto di astenersi.

 

Accordo Ue-Mercosur: la posizione dell’Italia

Nonostante le proteste degli agricoltori, con decine di trattori schierati davanti alla sede del Consiglio regionale lombardo, balle di fieno scaricate sull’asfalto e clacson suonati come segno di dissenso, l’Italia ha sostenuto l’accordo dopo l’introduzione di nuove clausole di salvaguardia e il rafforzamento delle garanzie sulla Politica agricola comune. Su impulso italiano, gli ambasciatori Ue hanno confermato l’intesa con il Parlamento europeo introducendo una modifica alle clausole di salvaguardia: la soglia per l’avvio delle indagini in caso di perturbazioni del mercato è stata ridotta dall’8% al 5%, consentendo all’Unione di intervenire più rapidamente in presenza di aumenti improvvisi delle importazioni agricole. A ciò si affianca l’impegno della Commissione europea a rafforzare il sostegno alla futura Politica agricola comune (Pac), con risorse aggiuntive stimate in circa 45 miliardi di euro.

Secondo Confindustria, il Mercosur rappresenta per l’Italia un mercato dal valore di circa 14 miliardi di euro, con benefici attesi soprattutto nei settori dei macchinari, dell’automotive e del chimico-farmaceutico. Un’analisi d’impatto commissionata dal ministero degli Esteri nel 2021 stima che entro il 2036 l’Italia potrebbe intercettare il 14% dell’aumento complessivo delle esportazioni Ue legato all’accordo, pari a 3,5 miliardi di dollari.

Nonostante il via libera degli ambasciatori, le proteste degli agricoltori proseguono in diversi Paesi: al centro delle rivendicazioni, la richiesta di “un prezzo giusto per produttori e consumatori”, insieme a controlli efficaci e certi contro concentrazioni di mercato e fenomeni speculativi. In questo contesto, l’intesa con il Mercosur resta un dossier politicamente sensibile, sospeso tra le opportunità economiche offerte dall’apertura dei mercati e le tensioni generate lungo le filiere agricole. 

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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