Adidas, Nike e Puma: l’effetto Mondiale sui tre marchi

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Ci sono discrepanze tra gli analisti sull’effetto traino del Mondiale sull’economia Usa. Più concordi le previsioni sulla spinta ai marchi di abbigliamento sportivo, in particolare Adidas, Nike e Puma. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).

 

I Mondiali di calcio rappresentano il catalizzatore commerciale più potente al mondo per i marchi di abbigliamento sportivo, in grado di generare ritorni miliardari e ridefinire le gerarchie tra i brand. Il Mondiale nordamericano 2026 è atteso come l’edizione più ricca della storia. La Fifa dovrebbe toccare un giro d’affari di oltre 11 miliardi di dollari, +56% rispetto all’edizione 2022 in Qatar. Un incremento trainato dal nuovo modello di competizione, con il format a 48 squadre e 104 partite complessive. Una crescita accompagnata da uno sviluppo economico globale. Per Fifa e Wto il Mondiale nordamericano contribuirà per circa 40,9 miliardi al Pil globale, con oltre 824mila posti di lavoro creati.

Numeri su cui converge BofA, secondo cui “il primo Mondiale dell’era dell’intelligenza artificiale” vedrà la generazione di ricavi record per i settori tecnologico, delle telecomunicazioni e dei media. Numeri che invece non convincono altre banche d’affari, che definiscono risibile il contributo al Pil americano. E se per Barclays i benefici sul prodotto interno lordo Usa saranno “circoscritti nel tempo”, l’impatto sui brand e sui media genererà un valore di gran lunga più duraturo grazie a un’audience stimata superiore ai 6 miliardi di spettatori.

In questa direzione, Adidas, Nike e Puma faranno la parte del leone. Sulle 48 nazionali partecipanti, Adidas ha accordi con 14 di esse, Nike con 12 e Puma con 11. I titoli nelle prossime settimane potrebbero sfruttare anche in Borsa il traino commerciale dell’evento, tra evidenze cicliche e incremento delle vendite. Storicamente Adidas e Nike tra il periodo di inzio del torneo e i tre mesi successivi hanno sovraperformato l’S&P 500. Da un punto di vista commerciale Nike sarà avvantaggiata da un lungo cammino degli Usa. Aumenti del giro d’affari, favoriti dal boom senza precedenti del calcio in America che la manifestazione consoliderà e amplierà, che Adidas potrà sfruttare per proseguire la strada del recupero di marginalità emerso negli ultimi mesi.

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Redazione

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