La nuova frontiera dell’AI: alimentare la gamification nei social media

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Qualcosa di nuovo sta succedendo nel mondo dei social media: la sperimentazione della gamification a base di AI. Non solo per le operazioni di marketing, la creazione di contest e l’utilizzo di veri e propri videogame all’interno delle piattaforme. L’intelligenza artificiale permette agli utenti di generare i propri mondi preferiti, simulando qualsiasi personaggio e vivendoci dentro. Un’evoluzione del metaverso e della connessione digitale.

È il caso di Status, app social con dinamiche ludicizzate basata sull’AI e sviluppata dalla startup WishRoll: gli utenti possono assumere qualsiasi ruolo e identità nel mondo virtuale dell’applicazione, trasformando il social in un’esperienza di intrattenimento interattivo. Lanciata dai co-founders Fai Nur, Amit Bhatnagar e Pritesh Kadiwala, Status ha raccolto 17 milioni di dollari tra round seed e di Serie A.

In questo articolo:

 

  • L’impatto dell’AI su gamification e social media
  • Arriva il social entertainment immersivo
  • Cosa fa Status, l’app in cui puoi essere chiunque
  • Come funziona il social network di simulazione
  • Perché Vc, studios e streamer sono interessati

 

L’impatto dell’AI su gamification e social media

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando i media digitali e i processi di gamification, trasformando i social in laboratori dove passare da un’esperienza statica a una iper-personalizzata. L’obiettivo di queste integrazioni è aumentare il coinvolgimento, la motivazione e il divertimento degli utenti: consumatori e consumatrici saranno portati a immergersi completamente nei mondi e nei personaggi che creano, dentro comunità online personalizzate in base ai loro interessi.

I social si apprestano a diventare meno generalisti e più focalizzati sui fandom e sulle community di nicchia, incentrate sugli interessi specifici degli utenti. “La comunità non è una funzionalità aggiuntiva, ma il prodotto stesso”, ha spiegato Natalie Dillon della venture capital firm Maveron e della piattaforma di automazione Jampack in un’intervista a TechCrunch. Grazie all’ingresso massiccio dell’AI, i social media gamificati riuniranno familiarità, utilità e creatività in un unico ecosistema.

 

Arriva il social entertainment immersivo

Il futuro dei social media non sarà il feed: al flusso continuo di contenuti che scorre sullo schermo si sostituiranno comunità con passioni condivise, ospitate su piattaforme che offrono giochi e spazi comuni dove guardare film, serie, programmi ed eventi sportivi insieme. È la fine del modello fondato su intrattenimento passivo e puro consumo, ossessione dell’algoritmo e dittatura di like e follower.

Tra i precursori di questo cambiamento ci sono diverse app partecipative. Su tutte spiccano Beli (per scoprire i migliori ristoranti del mondo e socializzare con chi ha gusti simili), Co-Star (per gli appassionati di astrologia e relazioni umane), Fizz (per condividere contenuti con chi frequenta la stessa università) e Partiful, la preferita dalla Gen Z per organizzare e scoprire feste, eventi e incontri.

Nel mondo social si sono fatte notare Blacksky e Spill, piattaforme inclusive incentrate sulla diversità e sulle comunità emarginate, mentre la prima generazione di app basate sull’intelligenza artificiale ha avuto come pionieri Chai e Character.AI. Le due piattaforme sono state tra le prime a permettere di chattare con personaggi virtuali, celebrità immaginarie e chatbot personalizzati, interagire con altri utenti e scrivere storie interattive.

 

Cosa fa Status, l’app in cui puoi essere chiunque

Nella realtà ibrida di oggi in cui l’intelligenza artificiale è un’infrastruttura pervasiva e invisibile, Status è un’app basata sull’AI che guarda agli utenti più giovani (donne in particolare) per creare esperienze coinvolgenti e divertenti. Disponibile sia in funzione single-player che multiplayer, permette agli iscritti di interpretare personaggi originali, famosi o di finzione, interagendo con altri utenti in una sorta di The Sims per i social media.

Per utilizzare l’applicazione, gli iscritti generano prima un personaggio e poi vengono trasportati in un mondo costruito su misura attorno a loro. Lo sviluppo – ambientazioni, storie, personaggi – deriva completamente dall’interazione con gli altri. “Un utente può diventare una celebrità con milioni di follower, entrare nell’universo del suo programma o libro preferito, candidarsi alla presidenza o diventare virale su internet”, ha specificato Fai Nur a TechCrunch.

 

Come funziona il social network di simulazione

Nell’ecosistema di Status non ci sono limiti alla fantasia. Si può scegliere di diventare il leader di una rock band, una popstar o un’attrice di successo, un politico controverso, un imprenditore tech della Silicon Valley, il protagonista di un libro, un film o una serie oppure un personaggio di finzione inventato di sana pianta. L’obiettivo è ottenere follower, sviluppare relazioni con gli altri personaggi e completare traguardi unici.

Gli utenti interagiscono con le storie in modo fresco e attivo e si immergono nei mondi e nei personaggi che immaginano. Se ad esempio si sceglie Harry Potter, l’AI dell’app genera dinamicamente profili social per Hermione, Voldemort, Albus Silente e persino per maghi e streghe della scuola di Hogwarts, tutti impegnati a pubblicare contenuti e interagire interpretando il proprio personaggio.

 

Perché Vc, studios e streamer sono interessati

Status ha attirato l’attenzione di società di venture capital e acceleratori quali General Catalyst, Y Combinator, LightShed Partners e Abstract, che hanno partecipato ai due round di finanziamento di WishRoll. I 17 milioni di dollari raccolti dalla startup serviranno per espandere la piattaforma, uscita ufficialmente dalla fase di sviluppo in modalità stealth nel 2025 e già con più di cinque milioni di profili di personaggi e oltre tredici milioni di mondi all’attivo.

Nel passaggio dalla versione beta limitata al lancio su larga scala, Status ha contato oltre 500.000 utenti attivi giornalieri. Numeri che hanno richiamato l’interesse da parte di studi cinematografici, media company e streamer che “vedono Status come un modo per sviluppare il pubblico prima di riunire i fan nei cinema o nelle arene”, ha rivelato Nur. È una tendenza che cambia il panorama social: un mercato saturo che vira verso l’entertainment interattivo e i franchise di proprietà intellettuale che ne derivano.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari