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Airlite, come funziona la vernice mangia smog che purifica l’aria

Una persona usa la pittura Airlite

Intesa Sanpaolo

ha acquisito il 18% del capitale di The Blue Planet, l’innovativa start-up milanese che produce Airlite, la vernice ecologica che purifica l’aria, elimina le muffe e abbatte virus e batteri. Il gruppo bancario guidato da Carlo Messina punta sulla holding che tramite AM Technology ha sviluppato una tecnologia ecosostenibile già sperimentata con successo su scuole, infrastrutture, negozi, murales e installazioni. Ma come funziona di preciso questa pittura e in che modo riesce a ridurre l’inquinamento atmosferico?

 

Airlite, come funziona la pittura mangia smog

Airlite

è una pittura naturale che non utilizza alcuna sostanza chimica. Grazie all’energia combinata di luce e umidità dell’aria, la vernice crea una barriera di ossidanti capace di decomporre le sostanze organiche nocive (ossidi di azoto, biossido di zolfo, composti organici volatili, particolato fine ed extrafine, muffe, virus e batteri) trasformandole in sali minerali innocui per la salute. Questa pittura minerale è quindi particolarmente adatta a purificare l’aria di spazi affollati come uffici e luoghi pubblici, centri commerciali, scuole e ospedali. Ma non solo.

Le applicazioni di Airlite sulle superfici hanno numerose destinazioni: tanto in ambienti interni come le case e gli uffici quanto in ambienti esterni quali ponti, sottopassi, tunnel, gallerie e garage. Oltre a ridurre le sostanze inquinanti, fermare il diffondersi di agenti patogeni dannosi e bloccare la formazione e lo sviluppo di virus e batteri, la vernice green impedisce allo sporco di depositarsi sui muri (è autopulente perché respinge la polvere) ed elimina i cattivi odori espellendo alla radice e ossidando le molecole che trasportano effluvi sgradevoli. In aggiunta, Airlite ha il più basso contenuto di anidride carbonica del settore e permette di ridurre dell’80% l’immissione di CO2 nell’ambiente.

Con i continui investimenti in ricerca e sviluppo, Airlite non è destinata esclusivamente al settore delle pitture architettoniche ma può funzionare come rivestimento in mercati specifici come l’automotive, i dispositivi elettrici e la moda. Inoltre, quando viene applicata all’esterno, la pittura riflette la componente calda della luce del sole e impedisce il passaggio eccessivo di calore, consentendo di risparmiare energia elettrica per il raffreddamento tra il 15 e il 30%.

Inorganica e ad elevata traspirabilità, Airlite si applica come una nomale vernice (con rullo, pennello o spray) su tutte le superfici (calcestruzzo, muri a secco, metalli, legno, tetti degli edifici) sia di nuova costruzione che già verniciate. L’unica eccezione è il vetro. Bastano una prima mano di base e una seconda di finitura, purché la temperatura sia compresa tra i 5 e i 35 gradi. L’asciugatura si completa in tre ore dopo l’applicazione: in caso di bassa temperatura o di alto tasso di umidità, l’essiccazione richiede tempi più lunghi.

 

Chi c’è dietro Airlite

Airlite è sviluppata da AM Technology, società nata nel 2014 e controllata al 100% da The Blue Planet, la holding che riunisce i soci fondatori e i nuovi investitori. I due co-fondatori sono Massimo Bernardoni (laureato in Ingegneria ed esperto di sostenibilità, un passato da responsabile commerciale e attualmente componente di importanti comitati scientifici come il centro studi CETRI-TIRES) e Antonio Cianci, imprenditore laureato in Ingegneria elettronica al Politecnico di Milano e Kauffman Fellow al Center for Venture Education di Palo Alto, ex direttore generale di DLC Partners ed e-Work, direttore della piattaforma di cooperazione China-Italy Technology Transfer Center (CITTC) e co-fondatore e CEO di Advanced Materials.

La sperimentazione di Airlite è durata un periodo lungo circa dieci anni: la ricerca nel campo della fotosensibilità ha permesso al prodotto di presentarsi come una semplice polvere da diluire con acqua. Senza additivi derivati dal petrolio, la vernice è composta al 40% di materie prime ottenute da materiali riciclati. La pittura viene prodotta in Svizzera in uno stabilimento completamente automatizzato che usa solo energia proveniente da fonti 100% rinnovabili. L’azienda ha ottenuto la certificazione EPD (Environmental Product Declaration: la dichiarazione ambientale di prodotto che mette in evidenza i risultati ottimali in termini di impatto ambientale), è coperta da cinque brevetti internazionali e ha ottenuto una trentina tra premi e certificazioni in tutto il mondo.

AM Technology ha collaborato a progetti speciali come il bosco verticale Ca’ delle Alzaie di Treviso (il recupero di un’ex area produttiva e la sua trasformazione in 60 appartamenti, da un progetto dell’architetto Stefano Boeri), il Collegio San Carlo e il Milano Luiss Hub, il movimento no-profit Retake Milano, l’hub Garage Italia che ha riqualificato l’ex stazione Agip Cortemaggiore di Piazzale Accursio e lo studio di architettura sostenibile Life Edited fondato alle Hawaii dal designer statunitense Graham Hill. Tra i suoi partner figurano la società di consulenza, promozione e sviluppo immobiliare EuroMilano, l’azienda belga di edilizia green Aruliere e il gruppo immobiliare britannico Grosvenor. Airlite è stata scelta anche da Vaillant, Acorn, Hertz, Copernico, Triennale di Milano e Autogrill per le loro sedi e stazioni di servizio.

Nel mondo dell’arte e della riqualificazione urbana, sono numerosi i murales mangia-inquinamento che hanno sfruttato quest’eccellenza tutta italiana in diverse città del mondo. L’opera più grande realizzata finora si trova a Costanza: è su un muro di 2.000 metri quadrati e porta la firma di Alex Baciu per Act for Tomorrow e Kaufland Romania. La blue technology di Airlite è arrivata persino a Dubai all’interno dell’Office of the Future (il primo ufficio al mondo realizzato con una stampante 3D, inaugurato nel 2016 ai piedi delle Emirates Towers) e a Londra per il primo progetto di smart street: la pittura italiana è stata utilizzata da Pavegen Systems per rivestire parte della superficie di Bird Street (una traversa di Oxford Street, una delle strade più inquinate d’Europa), assorbire i gas nocivi e rilasciare aria pulita.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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