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Alexander Knaster, chi è e che cosa fa il proprietario del Pisa

Alexander Knaster

L’arrivo di Alexander Knaster alla guida del Pisa ha impresso una svolta internazionale al glorioso club toscano. L’imprenditore britannico dal passaporto americano vuole ridefinire le prospettive dei nerazzurri: basta fallimenti societari ed esiti sportivi altalenanti, spazio ad un progetto in grado di potenziare la rosa (senza eccessi e con i conti in ordine) ed aumentare il valore del brand. Ma chi è Knaster e com’è arrivato al vertice della squadra che negli anni Ottanta, con lo “sciamano” Romeo Anconetani, faceva sognare i tifosi?

 

Alexander Knaster, chi è il proprietario del Pisa

Classe 1959, nato in Russia da una famiglia ebrea di accademici, Alexander Knaster si trasferisce negli Stati Uniti all’età di 16 anni. Il padre Mark collabora con istituzioni scientifiche di prestigio come la University of Southern California, la madre Tatyana insegna al Pennsylvania Institute of Technology. Dopo il diploma e la laurea in Ingegneria elettronica e matematica alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh grazie ad una borsa di studio, Alexander accetta un lavoro per la Schlumberger e nel 1980, a soli 21 anni, si ritrova sulle piattaforme petrolifere nel Golfo del Messico.

Il periodo alla Schlumberger gli permette di guadagnare i soldi sufficienti per iscriversi nel 1985 alla Harvard Business School, dove ottiene un Master che gli consente di cominciare a lavorare per alcune importanti banche d’investimento. Nel 1995 Knaster torna a Mosca perché nominato amministratore delegato della filiale russa di Credit Suisse First Boston. In Russia consegue pure un dottorato di ricerca in Economia alla RAS (l’Accademia delle scienze), ma nel 1998 molla CS First Boston e diventa il braccio destro del miliardario Mikhail Fridman come CEO di Alfa-Bank, la più grande banca privata russa.

L’esperienza ad Alfa-Bank si rivela un successo e nel 2004 Knaster si mette in proprio lanciando Pamplona Capital Management, società di private equity con quattro sedi (a Londra, New York, Boston e Malta) che aiuta le imprese russe ad investire all’estero. Nel giro di quasi vent’anni, Pamplona Capital Management (dalla città della Navarra dove andò in viaggio per festeggiare la laurea ad Harvard ed assistere alla celebre festa di San Firmino) si trasforma in una piattaforma di investimenti alternativi in private equity e TMT che arriva a gestire asset per 15 miliardi di dollari.

Amante dell’arte e della letteratura, Knaster sfoggia nel suo ufficio londinese a Park Lane la lettera originale (comprata all’asta per 157.326 dollari) che Ernest Hemingway scrisse nel 1925 all’amico Ezra Pound appena arrivato a Pamplona. È anche un conservatore convinto: sostiene regolarmente con ingenti donazioni i Tories, il Conservative Party inglese. Sposato con Irina e padre di quattro figli, Knaster ama l’Italia (parla bene la lingua, ha una villa nelle Cinque Terre e ha riqualificato l’antico Sentiero di Lawrence a Lerici) ma vive a New York ed è un attivo filantropo: finanzia le università dove ha studiato e altre istituzioni accademiche, con gli oligarchi ebrei russi Fridman, Petr Aven e German Khan ha fondato il Genesis Philanthropy Group e supporta la ricerca sul cancro tramite il Dana Farber Cancer Institute, la Dr. Maria I. New Children’s Hormone Foundation e la Mark Foundation for Cancer Research.

 

Il patrimonio del miliardario

Con quasi 3 miliardi di dollari, la maggiore fonte di capitale per Pamplona è LetterOne, holding privata guidata da Fridman con sede a Lussemburgo che attraverso le sue controllate investe nei settori dell’energia e delle tecnologie. Knaster chiude per l’amico e collega affari clamorosi. Nel marzo del 2013 Alfa Group vende la sua partecipazione nella joint-venture petrolifera TNK-BP per 28 miliardi di dollari: da quella cessione Knaster ottiene 600 milioni. Un anno dopo, la tedesca RWE, una delle principali aziende di servizi pubblici in Europa diventata attore chiave nel mercato delle rinnovabili, accetta di vendere ad Alfa RWE Dea – la controllata attiva nella produzione di petrolio e gas – per 5,1 miliardi di euro.

In quel periodo, il patrimonio di Knaster ammonta a 2,1 miliardi di dollari. Ma le sanzioni dell’Unione europea nei confronti di Fridman e la guerra in Ucraina si riflettono negli affari: oggi, stando ai dati di Bloomberg, il suo patrimonio è di 1,3 miliardi di dollari. “Sebbene Pamplona abbia ricevuto indicazioni chiare sul fatto che LetterOne non è un’entità sanzionata, la crisi in corso in Ucraina rende tali relazioni sempre più difficili per le nostre società in portafoglio, i loro team di gestione, i clienti, i dipendenti e le controparti in tutta Europa e nel resto del mondo”, si legge in una nota del fondo. Dal 2019 ad oggi, Pamplona continua a diversificare gli investimenti: il fondo ha ceduto la società di sicurezza informatica Cofense e la CRO statunitense Parexel e con un 5% è tra i grandi azionisti di Unicredit.

 

Da quanto tempo gravita nel calcio

Knaster è nel calcio dal 20 gennaio 2021: è in questa data che il Pisa Sporting Club diventa l’ennesima proprietà straniera in Italia, annunciando che il finanziere ha comprato il 75% della società (la quota di maggioranza) dalle famiglie Ricci e Paletti. Il restante 25% resta di proprietà della Ma.Gi.Co S.r.l. detenuta dalla famiglia Corrado “come simbolo di continuità e come testimonianza della validità del progetto societario e sportivo avviato”.

La società di revisione contabile Ersnt & Young assiste Knaster per i servizi di due diligence finanziaria e fiscale. Gli advisor legali dell’operazione sono lo studio legale Grimaldi, l’avvocato Giovanni Polvani e lo studio legale Cuccio di Milano. Gianluca Vialli, Fausto Zanetton e Marco Re fanno da consulenti, mentre la piattaforma di crowdfunding sportivo Tifosy agisce come advisor finanziario esclusivo nella trattativa. “Il mio investimento è solo l’inizio di un percorso che accompagnerà la squadra e la società verso nuovi traguardi sportivi e non”, annuncia il proprietario nelle sue prime dichiarazioni da patron nerazzurro.

 

Quanto ha investito nel Pisa

Per rilevare il 75% delle quote della società Knaster spende 12 milioni di euro. L’operazione avviene tramite l’AK Calcio Holdings Ltd., società fondata ad hoc dall’imprenditore a Malta per il closing. AK Calcio chiude il suo bilancio al 30 giugno 2022 con il capitale massimo di 50 milioni di euro e quello versato di 37,5 milioni. Crescono gli introiti del merchandising (408.000 euro) e soprattutto il valore complessivo del club: nonostante perdite per 16,2 milioni, il Pisa mostra una forte solidità finanziaria.

Il credito di finanziamento verso la controllata ha un valore nominale di 27 milioni di euro, soggetti a interessi pari all’Euribor 12 mesi annuo, con tasso base Euribor limitato allo 0%. Nel 2022 l’interesse è stato rimosso con rinnovo automatico salvo diversa comunicazione da parte di una delle parti. Il finanziamento è stato classificato come non corrente in quanto non è previsto il rimborso entro 12 mesi dalla data di bilancio.

La holding assicura di ammortizzare gli investimenti in dieci anni: ingenti saranno quelli per la costruzione del nuovo centro sportivo nel quartiere di Gagno (è già stato speso mezzo milione di euro per l’acquisto dei terreni) e per il progetto di ristrutturazione complessiva dell’Arena Garibaldi. Quanto al team, la rosa dei giocatori è passata in un anno da 8,5 a 11,8 milioni: ad oggi, secondo i dati Transfermarkt, l’acquisto più costoso realizzato dal tycoon nerazzurro è quello dell’attaccante sloveno Jan Mlakar, arrivato dall’Hajduk Spalato per 3,5 milioni.

 

I risultati sportivi da quando è in Italia

Knaster diventa proprietario del Pisa nel gennaio del 2021, quando la società di via Battisti, reduce dal fallimento e dall’esclusione dai campionati, è tornata da qualche anno nel professionismo navigando tra la Serie C e la Serie B. La prima stagione a guida Knaster è la 2021-2022, cominciata con entusiasmo e voglia di fare dopo il deludente quattordicesimo posto in B dell’annata precedente.

Assunta la denominazione di Pisa Sporting Club, i nerazzurri si presentano ai nastri di partenza con una rosa completamente rinnovata grazie all’arrivo di molti giocatori internazionali e con l’allenatore Luca D’Angelo confermato per la quarta stagione consecutiva alla guida del club. La formazione gioca un calcio spettacolare nel girone d’andata e si laurea campione d’inverno, ma chiude la regular season al terzo posto, strappando l’accesso diretto alla semifinale dei play-off.

Dopo aver battuto il Benevento in semifinale grazie al miglior piazzamento in campionato, la finale play-off per la promozione in A (ad oggi il miglior risultato del Pisa di Knaster) è folle e amara: contro il Monza della Fininvest di Berlusconi e Galliani, i toscani perdono 2-1 all’andata e 4-3 al ritorno dopo i supplementari, fallendo il ritorno in A che ormai manca dal 1991. Non va meglio nella stagione 2022-2023: complice l’esonero di Rolando Maran (dopo appena sei giornate) e il ritorno di D’Angelo, la squadra toscana finisce in campionato all’undicesimo posto.

La stagione 2023-2024 si apre con un cambiamento radicale: l’ingaggio di Alberto Aquilani in panchina (l’ex centrocampista della Roma, conseguito il Master Uefa Pro a Coverciano, è alla sua prima esperienza importante dopo aver allenato la Primavera della Fiorentina) e di Stefano Stefanelli come direttore sportivo. Due figure giovani e in rampa di lancio, pronte ad affiancare il presidente e il direttore generale Giuseppe e Giovanni Corrado per rilanciare il progetto sportivo e l’ambizione mai nascosta: il sogno della Serie A.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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