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Alphabet, Apple e Meta Platforms nel mirino dell’UE, ecco cosa rischiano

Alphabet, Apple e Meta Platforms nel mirino dell'UE, ecco cosa rischiano

Vendite oggi a Wall Street per le azioni Apple, Alphabet e Meta Platform. Il sell-off è partito con la notizia che la Commissione europea ha aperto un’indagine sulle big tech per verificare la conformità al Digital Markets Act (DMA) entrato in vigore questo mese. Le strette si concentreranno sulle modalità che spingono i consumatori a preferire i servizi di Google nei risultati di ricerca, su come Apple renda difficile la scelta di alternative al suo browser Safari, e sulle nuove quote di abbonamento delle piattaforme Facebook e Instagram di Meta.

Nello specifico la Commissione europea sta esaminando se la visualizzazione dei risultati di ricerca di Google possa “portare a un’auto-preferenza per i servizi di Google, come Google Shopping, rispetto a offerte rivali simili”. Inoltre la Commissione ha dichiarato di essere “preoccupata che le misure di Apple, incluso il design della schermata di scelta del browser web, possano impedire agli utenti di esercitare veramente le loro preferenze” e vuole verificare che gli utenti possano facilmente disinstallare le app su iOS e modificare le impostazioni predefinite. Riguardo Meta, le preoccupazioni vertono sul fatto che il modello “pay or consent” dell’azienda “possa non fornire una reale alternativa nel caso in cui gli utenti non acconsentano, non raggiungendo così l’obiettivo di prevenire l’accumulo di dati personali da parte dei gatekeeper”.

Il direttore della concorrenza di Google, Oliver Bethell, ha dichiarato che il gruppo ha apportato delle modifiche significative ai servizi offerti in Europa e manterrà lo stesso approccio nei prossimi mesi. Apple e Meta hanno riferito di aver adeguato la loro offerta per rispettare il DMA. Tuttavia, il numero uno dell’antitrust dell’Unione europea, Margrethe Vestager, ritiene che ci sia il sospetto di “soluzioni suggerite dalle tre società non pienamente conformi al DMA”.

 

Alphabet, Apple e Meta Platforms: ecco cosa rischiano

L’indagine della Commissione sulle tre big tech USA sta lasciando con il fiato sospeso gli azionisti della società perché, in caso di irregolarità, le sanzioni potrebbero essere salate. Infatti, le aziende coinvolte potrebbero essere colpite da una multa fino al 10% delle entrate globali, che si estende al 20% se le violazioni vengono ripetute.

In particolare per Apple questa sarebbe un colpo non da poco, in quanto Cupertino in questo periodo è stretta all’angolo dai regolatori statunitensi ed europei. La scorsa settimana il Dipartimento di Giustizia USA, insieme a 15 Stati, ha avviato una causa giudiziaria nei confronti del produttore di iPhone accusandolo di impedire ai rivali di accedere alle funzionalità hardware e software dei suoi dispositivi. Questo mese è anche arrivata un’ammenda record di 1,8 miliardi di euro da parte dell’Ue per abuso di posizione dominante nel settore dello streaming musicale.

 

Quanto dureranno le indagini?

La Commissione europea ha come obiettivo quello di concludere le indagini in corso nell’arco di 12 mesi, ma ha sottolineato che il DMA non prevede una scadenza rigida. Ad ogni modo, le autorità di regolamentazione metteranno al corrente le società interessate circa i risultati preliminari dell’indagine e spiegheranno quali misure adotteranno, nonché quali sono le correzioni che le aziende dovranno attuare per rientrare nelle regole del DMA. “La legge è la legge. Non possiamo semplicemente sederci e aspettare”, ha detto in conferenza stampa il commissario europeo per il mercato interno e i servizi dell’UE, Thierry Breton.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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