Amanda Staveley, chi è l’imprenditrice che potrebbe sbarcare al Tottenham

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Da più parti Amanda Staveley è considerata la donna più potente del calcio inglese. È stata lei ad aver svolto un ruolo chiave nell’orchestrare l’acquisto del Newcastle da parte del consorzio guidato dal PIF, il fondo sovrano saudita che sta investendo in modo massiccio anche nel golf e nella Formula 1. Un accordo da 300 milioni di sterline che ha posto fine ai quattordici anni di proprietà di Mike Ashley e ha condotto i Magpies nelle parti nobili della Premier. Nonostante sia coinvolta in un caso giudiziario con il magnate greco Victor Restis e dovrà pagare 3,4 milioni di sterline all’armatore, Staveley rimane una delle personalità più influenti nel football britannico, con un futuro tutto da scrivere.

 

Chi è Amanda Staveley

Classe 1973, nata e cresciuta a Ripon, Staveley viene da una famiglia importante: il padre Robert è l’imprenditore che ha creato il Lightwater Valley Family Adventure Park, famoso parco avventura nello Yorkshire. Staveley lascia gli studi alla Queen Margaret’s School di York nel 1996, quando ottiene un prestito di 180mila sterline per comprare il ristorante Stocks a Bottisham tra Cambridge e Newmarket. È grazie al ristorante che entra in contatto con gli addetti ai lavori della comunità ippica di Newmarket, gli operatori delle scuderie Godolphin Racing di proprietà della famiglia Al Maktoum di Dubai e i giovani manager delle aziende high-tech di Cambridge.

Le conoscenze maturate nel periodo di Stocks trasformano Amanda Staveley in un’attiva angel investor per aziende dot-com e biotech come Futura Medical, sviluppatore di prodotti innovativi per la salute sessuale come il gel Eroxon. Nel 2000 l’imprenditrice chiude il ristorante e apre Q.ton, struttura per conferenze e business center frutto di un investimento da 10 milioni di sterline realizzato in joint venture con Trinity College e Cambridge Science Park. Nello stesso anno, Staveley cede il 49% di Q.ton a EuroTelecom per 2 milioni: un’operazione complicata perché EuroTelecom di lì a poco cessa l’attività.

Chiusa l’esperienza Q.ton, Amanda Staveley si trasferisce a Dubai, dove con la sua PCP Capital Partners comincia il networking con le principali realtà economico-finanziarie degli Emirati. È in quel periodo che gioca un ruolo fondamentale nell’investimento da 7,3 miliardi di sterline da parte delle famiglie reali degli Emirati e del Qatar e del QIA (Qatar Investment Authority) nella ricapitalizzazione del gruppo Barclays. PCP Capital Partners diventa il nome di riferimento per lo sceicco Mansour, che investe 3,5 miliardi di sterline per controllare il 16% della banca e viene aiutato dalla business executive britannica nel takeover del Manchester City.

 

Da quanto tempo gravita nel calcio

Principale azionista di City Football Group, Abu Dhabi United Group completa l’acquisto del Manchester City nel settembre del 2008. Staveley affianca lo sceicco Mansour nell’operazione e incassa con PCP Capital Partners una commissione da 10 milioni di sterline. Nello stesso periodo la manager è coinvolta in una lunga trattativa (alla fine naufragata) che vede Dubai International Capital dello sceicco al Maktoum, emiro di Dubai e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti, interessato all’acquisto di una quota del 49% del Liverpool.

Il nome di Staveley in Premier League è legato soprattutto al passaggio di proprietà del Newcastle, club che nell’ottobre del 2021 diventa proprietà del fondo PIF dell’Arabia Saudita, con Yasir Al-Rumayyan nel ruolo di presidente. La spesa per la quota di controllo dell’80% dei Magpies è di 300 milioni di sterline. Dalla trattativa con Mike Ashley la mediatrice ottiene il 10% della società e viene nominata direttrice, specificando sempre che il fondo sovrano saudita e il governo di Mohammed bin Salman sono entità distinte e separate.

 

Dal Newcastle al Tottenham?

L’esperienza di Amanda Staveley al Newcastle dura tre anni: nel 2024 la manager lascia il club bianconero (insieme a suo marito e socio d’affari Mehrdad Ghodoussi) e vende la sua quota di minoranza nei Toons, già diluita al 6%, ai fratelli inglesi David e Simon Reuben e al fondo PIF. “Io e Mehrdad siamo desiderosi di essere ancora attivi – commenta Staveley a The Athletic –. Siamo persone che lavorano sodo, mi piace essere impegnata, farmi coinvolgere e immergermi nel calcio. Sfortunatamente, dobbiamo esplorare altre strade, che potrebbero comportare l’acquisizione di una partecipazione in un altro club, anche se è un’impresa difficile. Ma non impossibile”.

Le parole sibilline della business executive lasciano pensare a un suo interesse in altri asset della Premier. Durante un incontro della NFL tra i Chicago Bears e i Jacksonville Jaguars disputato all’Hotspur Stadium di Londra, Staveley viene fotografata in tribuna seduta tra il pubblico. L’apparizione scatena immediatamente speculazioni su un suo potenziale coinvolgimento nel Tottenham, club di proprietà di ENIC Group da più di vent’anni. D’altronde il presidente degli Spurs, Daniel Levy, non ha mai nascosto la volontà di attrarre nuovi investitori “per realizzare il nostro potenziale a lungo termine e continuare a investire nella squadra e nei progetti futuri”.

 

Il suo patrimonio

Il patrimonio di Amanda Staveley è stimato da Football.London in 130 milioni di sterline. Una cifra che viene considerata insufficiente per ottenere una quota significativa (anche se di minoranza) nel Tottenham. Il club del nord di Londra è valutato da Forbes 2,6 miliardi di sterline e si ritiene che Levy sia disposto a cedere fino al 25% delle azioni della società. I nuovi potenziali investitori dovrebbero quindi portare nelle casse degli Spurs circa 600 milioni. Tuttavia, grazie agli affari di PCP Capital Partners, ai suoi contatti con fondi di investimento in tutto il mondo e al suo fiuto per gli affari, Staveley potrebbe mettere insieme gli elementi necessari per lanciare un’acquisizione.

In realtà, il Times ritiene che gli asset controllati da Staveley e dalla sua private equity firm valgano oltre 28 miliardi di sterline. Tramite PCP e con la sua abilità nella mediazione di accordi con il Medio Oriente, l’imprenditrice ha contatti importanti dal Golfo alla Cina e si è guadagnata una solida reputazione come broker. A contribuire al periodo di pausa dagli affari è soprattutto la malattia di Huntington, una malattia genetica neurodegenerativa che le è stata diagnosticata nel 2013.

 

I risultati sportivi raggiunti

Nei suoi tre anni da direttrice del Newcastle, Staveley porta i Magpies ai vertici della Premier League. Dopo quattordici anni di gestione Ashley e di risultati altalenanti, i nuovi proprietari sauditi ingaggiano il manager Eddie Howe e intervengono sulla rosa con una faraonica campagna acquisti. Dal rischio della retrocessione in Championship, il Newcastle risale la classifica e chiude il campionato all’undicesimo posto. Il miglior risultato arriva nella stagione 2022-2023: finale di Carabao Cup (persa 2-0 con il Manchester United) e soprattutto quarto posto in Premier che vale una storica qualificazione per la fase a gironi della Champions League.

Staveley lascia il Newcastle dopo un’altra stagione positiva, terminata con il rilancio della squadra femminile (dalla quarta serie alla National League North), il settimo posto in campionato e un’esperienza significativa in Champions League. La formazione di Howe esce ai gironi, ma in un gruppo durissimo con i futuri finalisti del Borussia Dortmund, il Paris Saint-Germain (battuto 4-1 a St James’ Park) e il Milan. Ora il futuro del club è nelle mani dell’amministratore delegato Darren Eales e del direttore sportivo Paul Mitchell subentrato a Dan Ashworth, passato al Manchester United. Se invece Staveley dovesse davvero sbarcare al Tottenham, seppure in un potenziale ruolo minoritario, sarebbe un cambiamento rivoluzionario per gli Spurs, vogliosi come non mai di scrollarsi di dosso l’etichetta di Spursy: quelli che vanno a un soffio dal successo ma non vincono mai.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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