Sotto osservazione nella seduta odierna a Wall Street troviamo il titolo Amazon che nella serata di ieri ha annunciato alcune importanti novità: la prima riguarda uno split azionario di 20 a 1 a cui si aggiunge un buyback fino a 10 miliardi di dollari. Il colosso dell’e-commerce segue quindi quello che era stato fatto in passato da altre big di Wall Street come Tesla, Apple ed Alphabet, che con lo split azionario hanno offerto la possibilità agli investitori retail di tornare ad investire sul titolo (le quotazioni dagli attuali 2.785 dollari passerebbero ai 139 dollari).
Statisticamente queste operazioni raccolgono spesso e volentieri il favore del mercato con i prezzi che dovrebbero trarre beneficio; nello specifico questo è il 4° split che viene lanciato da Amazon e dall’ultimo, fatto nel 1999, i prezzi si sono apprezzati di quasi il 4.300%.
Per quanto riguarda invece il buyback, quello approvato dal Cda ha un valore fino a $10 miliardi e l’operazione non ha una data di scadenza. Il nuovo piano di acquisto di azioni sostituisce l’autorizzazione del 2016 all’acquisto di azioni ordinarie per un valore fino a 5 miliardi di dollari. A oggi Amazon riacquistato “solo” 2,12 miliardi di dollari.
Azioni Amazon: analisi grafica e strategie operative
Andiamo ora a vedere cosa ci dice l’analisi grafica del titolo per capire quali sono i livelli interessanti su cui operare. In questi primi 70 giorni del 2022 il titolo è in calo di quasi il 18% con i prezzi che stanno proseguendo quella fase correttiva partita nel mese di novembre quando le quotazioni viaggiavano in area 3.750 dollari. Nel breve termine importante sarà ora la tenuta dei 2.700 dollari per evitare che questa fase discendente possa proseguire e spingere il titolo in direzione dei 2.630 dollari e a seguire 2.530 dollari.
Al contrario il superamento dei 2.800 dollari dovrebbe innescare un rimbalzo del titolo che avrebbe un primo target rialzista situato sui 2.900 dollari e a seguire 3.080 dollari. Tutto questo naturalmente non indebolirebbe il trend ribassista in atto che invece verrebbe messo in un angolo solo con il superamento dei massimi di febbraio situati nei pressi dei 3.270-3.280 dollari.









