Amazon ha impiegato 16 anni per raggiungere un traguardo che Anthropic ha centrato in meno di tre. La startup di San Francisco fondata dai fratelli Amodei (nella foto) ha annunciato un fatturato annualizzato che, per la prima volta, supererebbe quello di OpenAI, mentre chiude con Google e Broadcom un accordo per garantirsi 3,5 gigawatt di capacità computazionale a partire dal 2027. Sullo sfondo resta lo scontro con il Pentagono, che ha rischiato di costarle centinaia di milioni di dollari ma che, paradossalmente, si è trasformato in un inatteso acceleratore della sua crescita.
In questo articolo:
- Anthropic, i numeri che cambiano gli equilibri del settore
- L’accordo con Google e Broadcom
- Anthropic vs OpenAI: la battaglia si combatte anche nei palazzi di Washington
Anthropic, i numeri che cambiano gli equilibri del settore
Appena dodici mesi fa i ricavi si attestavano intorno ai 9 miliardi di dollari. Oggi, le proiezioni della startup di San Francisco parlano di 30 miliardi di dollari di fatturato annuo nel 2026. Una crescita superiore al 230% che, se confermata, ridisegna i rapporti di forza con OpenAI e pone Anthropic come il principale sfidante nella corsa all’intelligenza artificiale generale. A rendere la traiettoria ancora più significativa è la qualità della domanda che la alimenta. Al momento dell’annuncio del round di finanziamento Serie G a febbraio, Anthropic aveva comunicato che oltre 500 clienti aziendali spendevano ciascuno più di un milione di dollari su base annua. A distanza di meno di due mesi, quella soglia è stata superata da oltre 1.000 aziende: un raddoppio che segnala non soltanto volumi in crescita, ma un’adozione enterprise sempre più strutturale e difficile da invertire.
Le imprese stanno integrando Claude nei processi critici, con budget plurimilionari che implicano dipendenza tecnologica e costi di uscita elevati. Un vantaggio competitivo difficile da replicare riguarda la distribuzione. Claude è oggi l’unico modello AI all’avanguardia disponibile simultaneamente su tutte e tre le principali piattaforme cloud mondiali: Amazon Web Services tramite Bedrock, Google Cloud tramite Vertex AI e Microsoft Azure tramite Foundry. Per i clienti enterprise che operano in ambienti multi-cloud, questa ubiquità abbassa le barriere all’adozione e consolida il posizionamento di Anthropic come fornitore neutrale e affidabile.
L’accordo con Google e Broadcom
Crescere a questi ritmi richiede una base computazionale proporzionata. Ed è qui che entra in gioco l’accordo annunciato con Google e Broadcom: un’intesa per l’accesso a circa 3,5 gigawatt di capacità TPU di nuova generazione, con entrata in funzione prevista a partire dal 2027. Si tratta, secondo quanto dichiarato dal cfo Krishna Rao, del più significativo investimento in capacità di calcolo nella storia dell’azienda, concepito per reggere una crescita che Anthropic definisce “senza precedenti”. L’operazione si inserisce in una strategia di diversificazione hardware già consolidata. Anthropic addestra ed esegue i propri modelli su un portafoglio eterogeneo che include AWS Trainium, Google TPU e GPU NVIDIA, abbinando i carichi di lavoro ai chip più adatti caso per caso. Amazon rimane il principale fornitore cloud e partner per l’addestramento nell’ambito del Project Rainier, ma la nuova partnership con Google e Broadcom amplia significativamente i margini di manovra.
La quasi totalità delle nuove risorse sarà ubicata negli Stati Uniti, rafforzando l’impegno da 50 miliardi di dollari annunciato da Anthropic a novembre 2025 per lo sviluppo dell’infrastruttura informatica americana. Sul fronte dei mercati, la notizia ha avuto un effetto immediato su Broadcom, il cui titolo ha guadagnato il 3,7% nelle contrattazioni pre-mercato di martedì. Un rimbalzo significativo per un’azione che aveva perso quasi il 10% da inizio anno, penalizzata dall’incertezza degli investitori sui titoli tecnologici e dalla turbolenza seguita all’attacco israelo-americano all’Iran del 28 febbraio. Citi ha confermato il rating “Buy” sul titolo, stimando che Broadcom possa superare l’obiettivo di 100 miliardi di dollari di ricavi da chip AI nel 2027, raggiungendo oltre 130 miliardi di dollari grazie proprio all’intesa con Google, un obiettivo che l’amministratore delegato Hock Tan aveva già anticipato agli analisti il mese scorso.
Anthropic vs OpenAI: la battaglia si combatte anche nei palazzi di Washington
Mentre sui mercati Anthropic insegue OpenAI sui ricavi, il cui fatturato a fine marzo si fermava a 2 miliardi mensili, proiettabili in circa 24 miliardi annui contro i 30 miliardi dichiarati da Anthropic, sul fronte istituzionale il rivale guidato da Sam Altman segna un punto decisivo. A fine febbraio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth aveva dato ad Anthropic un ultimatum: rimuovere entro il 27 febbraio le restrizioni sull’utilizzo di Claude per armi autonome e sorveglianza di massa, pena la cancellazione dei contratti. Anthropic aveva rifiutato: quei paletti erano condizioni etiche non negoziabili, inserite nella propria policy già dal 2024 e accettate in precedenza dallo stesso Pentagono. La risposta dell’amministrazione Trump è stata immediata e Anthropic è stata designata come un “rischio per la catena di approvvigionamento”, un’etichetta solitamente riservata a entità straniere, con l’ordine a tutte le agenzie federali di cessare l’uso dei suoi strumenti entro sei mesi.
A dispetto del contratto bruciato, nei giorni successivi i download di Claude sono cresciuti tra il 37% e il 51% su base giornaliera: il paradosso di un’azienda che guadagnava in immagine proprio mentre perdeva commesse governative. Anthropic ha quindi avviato due azioni legali contro il Pentagono, definendo la designazione una punizione ideologica e una violazione della libertà di parola. Nell’accordo poi firmato da OpenAI con il Pentagono figurano esattamente le stesse restrizioni che il Dipartimento della Difesa aveva rifiutato di mantenere nel contratto con Anthropic, quindi niente sorveglianza di massa, niente armi autonome senza supervisione umana. Altman lo ha scritto apertamente, invitando il Pentagono a offrire gli stessi termini a tutti i player del settore. Il Dipartimento di Stato, il Tesoro e quello della Salute hanno nel frattempo completato la migrazione verso OpenAI, certificata pubblicamente dal segretario Bessent su X.









