Anthropic accelera su tutti i fronti. La società guidata da Dario Amodei ha chiuso un round da 30 miliardi di dollari che la proietta a una valutazione di 380 miliardi e, quasi in contemporanea, ha presentato un aggiornamento strategico del modello Claude, rafforzando il presidio nel segmento enterprise e nei servizi ad alta intensità di calcolo. Sul piano interno, tuttavia, l’espansione si accompagna a un passaggio sensibile, ossia le dimissioni del responsabile della ricerca su sicurezza e affidabilità dell’AI, motivate da ragioni di natura etica.
In un settore in cui la velocità dell’innovazione e l’entità dei capitali raccolti crescono in modo esponenziale, gli standard di controllo e responsabilità sono chiamati a evolvere con la stessa rapidità. Non sempre, però, l’equilibrio tra ambizione tecnologica e coerenza valoriale risulta lineare.
In questo articolo:
- Anthropic raccoglie 30 miliardi e raddoppia la valutazione
- Il lancio di Claude Cowork e la pressione sui titoli software
- Le dimissioni del capo della sicurezza AI e il nodo etico
Anthropic raccoglie 30 miliardi e raddoppia la valutazione
Anthropic ha annunciato di aver raccolto 30 miliardi di dollari in un finanziamento Serie G, che hanno portato la valutazione dell’azienda a toccare i 380 miliardi di dollari, più del doppio rispetto ai 183 miliardi attribuiti alla società nel settembre 2025, in occasione della Series F. L’operazione, inizialmente ipotizzata tra i 10 e i 20 miliardi, è stata ampliata per effetto di una domanda superiore alle attese. A guidare il round sono stati il fondo sovrano di Singapore Gic e Coatue Management. Hanno partecipato Microsoft e Nvidia, insieme a investitori istituzionali quali JPMorgan Chase, BlackRock e Sequoia Capital, oltre a fondi sovrani come Qatar Investment Authority e Mgx.
Sul piano operativo, Anthropic ha comunicato ricavi su base annua pari a 14 miliardi di dollari, con una crescita indicata come decuplicata anno su anno negli ultimi tre esercizi. Il prodotto Claude Code avrebbe superato i 2,5 miliardi di dollari di run-rate, raddoppiando dall’inizio del 2026. Le risorse raccolte saranno destinate all’espansione dell’infrastruttura di calcolo e alla ricerca sui modelli di frontiera, attualmente focalizzata su Claude 4.6. La società ha indicato l’obiettivo di raggiungere il break-even entro il 2028, in un quadro in cui il mercato considera plausibile un’offerta pubblica iniziale nel 2026.
Intanto, il quadro competitivo rende ancora più evidente la dimensione della sfida. Nel 2025 OpenAI ha chiuso un round superiore ai 40 miliardi di dollari guidato da SoftBank, mentre Google ha annunciato per il 2026 spese in conto capitale fino a 185 miliardi, con una parte significativa destinata allo sviluppo dei modelli Gemini. Una corsa all’intelligenza artificiale senza precedenti e che porta a restringere il campo ai soli gruppi capaci di sostenere investimenti plurimiliardari nel lungo periodo.
Il lancio di Claude Cowork e la pressione sui titoli software
Sul fronte tecnologico, qualche giorno fa Anthropic ha presentato Claude Opus 4.6, aggiornamento del modello Opus 4.5 rilasciato a novembre. Secondo quanto dichiarato dalla società, il nuovo modello può operare su compiti più lunghi e complessi con maggiore affidabilità, mostrando progressi nelle applicazioni di programmazione e finanza. La capacità di elaborare fino a un milione di token in un singolo prompt, già rivendicata in precedenza da altri operatori, viene confermata come elemento centrale dell’evoluzione dei modelli. All’interno dell’ecosistema prodotto, Claude Code introduce la possibilità di suddividere i compiti tra agenti autonomi, con l’obiettivo di accelerare l’esecuzione di progetti informatici.
Parallelamente, Anthropic sta sviluppando Claude Cowork, soluzione orientata al segmento enterprise che mira a eseguire attività informatiche a supporto degli impiegati e a integrarsi con software esistenti. Il responsabile dei prodotti enterprise, Scott White, ha indicato che l’obiettivo è collegare l’AI agli strumenti tradizionali per aumentarne l’efficienza e abbassare la soglia di accesso al valore generato. progettati per attività come revisione contratti, analisi documentale e controlli di conformità. Il sistema, pensato come un sorta di assistente legale, punta ad automatizzare il lavoro ripetitivo e supportare i team interni, senza sostituire gli avvocati.
La reazione dei mercati non si è fatta attendere. Con l’AI sempre più integrata nei processi aziendali e nella programmazione, diversi titoli del software tradizionale sono finiti sotto pressione, in particolare il comparto legal tech e dei servizi informativi, dove l’evoluzione dei modelli generativi alimenta timori di compressione dei margini e revisione dei modelli di business. Thomson Reuters e RELX hanno registrato ribassi marcati e alcune stime parlano di una contrazione complessiva di valore per centinaia di miliardi nei comparti tecnologici e professionali. Nelle sedute successive al lancio, anche Salesforce e Workday hanno ceduto intorno al 3%, proseguendo una fase di debolezza già in atto.
L’impatto più marcato si è visto in India, hub globale dell’outsourcing IT con un’industria stimata intorno ai 280 miliardi di dollari. Tra il 4 e il 5 febbraio l’indice Nifty IT ha perso oltre il 6%, peggior calo degli ultimi sei anni, con circa 22 miliardi di dollari di capitalizzazione evaporati. Infosys, Tata Consultancy Services e Wipro hanno lasciato sul terreno tra il 4% e il 7%.
Le dimissioni del capo della sicurezza AI e il nodo etico
Nel pieno di questa fase espansiva, Anthropic ha registrato le dimissioni di Mrinank Sharma, ingegnere che guidava il team di ricerca su sicurezza, affidabilità e responsabilità dell’intelligenza artificiale. In un messaggio pubblicato su X, Sharma ha annunciato il proprio addio richiamando motivazioni personali e un nuovo percorso di studi, ma anche espressioni come “il mondo è in pericolo” e la difficoltà di garantire che i valori guidino concretamente le azioni. Con un PhD a Oxford e una laurea a Cambridge in machine learning, Sharma aveva lavorato su temi quali l’AI sycophancy, la tendenza dei modelli linguistici a risultare compiacenti nei confronti dell’utente anche a scapito dell’accuratezza, e sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale in ambiti sensibili come il rischio di utilizzo per la creazione di agenti biologici. In uno dei suoi ultimi paper aveva analizzato il potenziale dei sistemi AI di influenzare la percezione della realtà da parte degli utenti.
L’uscita del responsabile della sicurezza interviene in una fase in cui la governance delle società AI è oggetto di crescente attenzione pubblica e regolatoria. Anthropic ha recentemente rafforzato il presidio etico, assumendo tra gli altri la filosofa Amanda Askell per lavorare sui principi morali integrati nei modelli Claude. Le dimissioni di Sharma non sono accompagnate da dichiarazioni ufficiali di conflitto interno, ma si inseriscono in un contesto in cui la velocità di sviluppo dei modelli di frontiera e la scala dei capitali raccolti rendono sempre più centrale il bilanciamento tra innovazione, sicurezza e responsabilità. Anthropic si trova così a operare su un crinale delicato: da un lato la necessità di competere su potenza di calcolo e penetrazione commerciale; dall’altro l’esigenza di dimostrare che la crescita esponenziale può convivere con standard robusti di controllo e trasparenza. In un settore in cui le valutazioni hanno ormai raggiunto livelli assimilabili ai grandi gruppi tecnologici quotati, la sostenibilità industriale e quella etica tendono a convergere in un’unica questione di fiducia.









