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Argentina: Milei prende la motosega e svaluta il peso del 54%

Il nuovo presidente dell'Argentina, Javier Milei, di spalle sul balcone della Casa Rosada saluta la folla riunita in Plaza de Majo

L’Argentina ha svalutato il peso di oltre il 50% a 800 per dollaro da una quotazione di 366,5 precedente. Lo ha comunicato il ministro dell’Economia Luis Caputo il quale ha aggiunto che la Banca centrale svaluterà la moneta del 2% ogni mese. La mossa, che ha ricevuto il plauso del Fondo Monetario Internazionale, è uno dei primi provvedimenti presi dalla nuova amministrazione del presidente Javier Milei, insediatosi ufficialmente domenica alla guida del Paese.

A inizio settimana il governo aveva chiuso le porte dell’export dell’Argentina, un passaggio che spesso è preludio per una svalutazione monetaria. Durante la campagna elettorale Milei aveva incoraggiato gli argentini a liberarsi del peso, in quanto valuta ormai priva di valore, per dar vita alla dollarizzazione. La decisione di svalutare la valuta locale è sembrata una mossa inevitabil, in un contesto in cui l’inflazione ha raggiunto cifre insostenibili del 140% annuo, con previsioni di ulteriore salita tra il 20% e il 40% nei prossimi mesi.

La svalutazione ha superato le aspettative degli analisti. JPMorgan Chase, ad esempio, aveva stimato un calo del peso di circa il 27% nella prima settimana del nuovo governo, mentre le società di consulenza private locali in media prevedevano un indebolimento di circa 44 punti percentuali. Gli esperti di mercato hanno affermato che le nuove disposizioni hanno inviato un messaggio forte. “La svalutazione annunciata ha superato le aspettative del mercato”, ha dichiarato Shamaila Khan, responsabile del reddito firro dei mercati emergenti e l’Asia-Pacifico di UBS Asset Management.

 

Peso: l’Argentina vuole risolvere il problema alla radice

Fino ad oggi l’Argentina ha cercato di rallentare il crollo del peso sul mercato ufficiale attuando restrizioni alle importazioni e controlli valutari in modo da proteggere le riserve in diminuzione. In particolare, il precedente governo ha cercato di mantenere stabile la valuta a 350 per dollaro attraverso la limitazione della quantità di dollari che le banche potevano detenere. Con questa politica, però, ha di fatto polverizzato le riserve estere e messo un freno alle imprese, limitando gli investimenti. Inoltre, nei mercati paralleli, il peso è scivolato fino a 1.000 per dollaro.

Caputo ha riferito che i provvedimenti del passato non hanno fatto altro che cercare di frenare gli effetti del problema ma non risolverne la causa. “Quello che vogliamo fare è l’opposto di quello che è stato sempre fatto e cioè risolvere il problema alla radice” ha affermato.

 

Argentina: gli altri provvedimenti del governo

La svalutazione del peso rientra in un pacchetto di provvedimenti del nuovo governo mirati a far uscire l’Argentina dalle sabbie mobili. La spesa verrà tagliata al 2,9% del PIL, con notevoli risparmi secondo le stime. Ad esempio, i tagli ai sussidi per l’energia consentiranno di risparmiare lo 0,5% del PIL, le riduzioni dei sussidi ai trasporti comporteranno lo 0,2% di spese in meno, mentre la sforbiciata alla previdenza sociale e alle pensioni consentiranno un risparmio dello 0,4%. Tra l’altro, l’amministrazione Milei ha in programma di mettere fine all’indicizzazione delle pensioni.

Altri tagli sono previsti nella pubblica amministrazione, con il dimezzamento del numero dei ministeri, la sospensione dei lavori pubblici e la riduzione dei trasferimenti alle province. Secondo quanto stimato dal Ministero delle Finanze, il gettito tributario dovrebbe crescere del 2,2% nel 2024. “Non ci sono più soldi, l’Argentina ha bisogno di risolvere la dipendenza dai deficit fiscali”, ha rimarcato Caputo.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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