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Argento: ecco perché le quotazioni potrebbero arrivare ai massimi di 10 anni

Argento: ecco perché le quotazioni potrebbero arrivare ai massimi di 10 anni

L’argento è sulla buona strada per collezionare il quinto mese consecutivo di rialzi nel mercato delle materie prime. Il metallo grigio è salito del 35% dai minimi di settembre 2022, sulle attese che un rallentamento delle strette sui tassi d’interesse della Federal Reserve possa rilanciare l’economia, e quindi l’utilizzo dell’argento, e ridurre il costo opportunità di detenere un’attività che per sua configurazione non è redditizia.

Il metallo prezioso viene usato normalmente in una serie di attività industriali, come quelle relative alla produzione di automobili, pannelli solari, gioielli e materiali elettronici. Di conseguenza, è facile presupporre che, se venissero dimeno le condizioni per una recessione economica, la domanda potrebbe crescere e con essa le quotazioni dell’argento. In questo momento, il prezzo staziona intorno ai 24 dollari l’oncia, muovendosi da un mese in un range ristretto tra 23 e 25 dollari.

 

Argento: per gli analisti i prezzi saliranno fino a 30 dollari

Gli analisti prevedono però che l’argento possa arrivare quest’anno a 30 dollari l’oncia, livello massimo da febbraio 2013, il che corrisponde a un guadagno del 25% dai prezzi attuali. Le motivazioni derivano dal fatto che il metallo tende a essere più performante dell’oro nei periodi in cui l’inflazione è alta e le forniture risultano essere insufficienti rispetto alle richieste. Un dato storico supporta questa ipotesi. Nel 1976, con il tasso d’inflazione USA al 5,7%, l’argento era scambiato a 4 dollari l’oncia; nel 1980 il prezzo è balzato al record storico di 49,45 dollari, allorché l’inflazione ha raggiunto un livello del 13,5%. “L’argento ha storicamente generato guadagni di quasi il 20% annuo negli anni in cui l’inflazione è stata elevata. Dato questo track record e quanto l’argento rimanga economico rispetto all’oro, non sorprenderebbe vedere l’argento dirigersi verso 30 dollari l’oncia quest’anno, anche se ciò probabilmente offrirà una resistenza significativa”, ha dichiarato Janie Simpson, amministratore delegato di ABC Bullion.

La carenza di argento potrebbe sostenere il prezzo. A giudizio di Nicky Shiels, responsabile della strategia dei metalli presso la società di metalli preziosi MKS PAMP, c’è un notevole calo di scorte fisiche disponibili nei centri di stoccaggio a New York e Londra. E questo è in maniera più accentuata rispetto all’oro, osserva l’esperto. Sulla base delle sue previsioni, il deficit di argento dovrebbe superare le 100 milioni di once nei prossimi cinque anni con la crescita della domanda industriale, che corrisponde al 50% della richiesta complessiva. Per queste ragioni, Shiels stima che le quotazioni possano salire a 28 dollari in uno scenario base e a 30 dollari in uno più ottimistico.

Dello stesso avviso risulta Randy Smallwood, presidente di Wheaton Precious Metals, secondo cui la produzione di argento su base mondiale è in calo e non si sta vedendo tanta produzione dalle miniere. “Quando i prezzi dell’argento salgono, non è che le miniere possano aumentare la produzione, perché queste forniscono solo circa il 25% del materiale”, ha affermato. Tuttavia, “mentre non sarebbe sorprendente vedere l’argento toccare 30 dollari l’oncia, non penso che il prezzo reggerà. Ma credo che i prezzi rimangono comodamente sopra i 20 dollari l’oncia”, ha aggiunto.

 

I rischi per il metallo prezioso

In realtà l’argento non è al riparo da rischi che possono condizionare le quotazioni. Uno di questi è il calo sostenuto dell’inflazione. “Se la Fed continua a stringere, e se l’inflazione scende più rapidamente di quanto il mercato si aspetti, questo sarà un vento contrario per l’argento”, ha affermato Simpson di ABC Bullion. Un altro rischio potrebbe essere l’arrivo di una recessione profonda che faccia crollare la domanda industriale. In questo scenario, i prezzi dell’argento potrebbero scivolare fino a 18 dollari l’oncia, secondo Shiels di MKS PAMP.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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