L’argento ha fatto un dietrofront clamoroso nel mercato delle materie prime, dopo aver raggiunto un nuovo massimo storico a 82,62 dollari l’oncia in apertura di settimana. Al momento in cui si scrive, il metallo è scambiato intorno ai 75 dollari, con i trader che probabilmente hanno monetizzato i profitti in seguito a un rally record. Il balzo iniziale dell’argento aveva mandato in orbita anche le quotazioni delle società minerarie come Sun Silver, Silver Mines, Toho Zinc e Hunan Silver, tutte con guadagni a due cifre nei rispettivi mercati azionari di appartenenza.
In questo articolo:
- Argento: Elon Musk soffia sulle quotazioni
- Bolla o no? Cosa aspettarsi nel 2026
Argento: Elon Musk soffia sulle quotazioni
Le oscillazioni di oggi sono arrivate dopo che, nel fine settimana, l’amministratore delegato di Tesla e SpaceX, Elon Musk, ha risposto a un commento su X relativo alle restrizioni cinesi alle esportazioni, scrivendo che ciò “non va bene”, perché “l’argento è necessario in molti processi industriali”. Il metallo, infatti, è impiegato in una moltitudine di settori, tra cui: elettronica, fotovoltaico, data center, infrastrutture AI, gioielleria e orologeria, medicina, chimica, batterie e accumulo energetico, automotive e produzione delle monete.
La Cina è uno dei primi tre produttori mondiali di argento e quindi una stretta all’export può avere un impatto pesante sul mercato e sui prezzi del metallo. Tuttavia, il Dragone è anche il maggiore consumatore mondiale, quindi solo una quota residuale è destinata al commercio estero. Il problema è che, in Cina, l’argento conservato nei depositi collegati allo Shanghai Futures Exchange ha raggiunto il livello più basso dal 2015. La differenza rispetto all’oro sta proprio nelle riserve: mentre il metallo giallo a Londra può contare su 700 miliardi di dollari di lingotti che possono essere prestati in caso di carenza, l’argento non gode di questo privilegio.
Se a tutto ciò si aggiungono altri catalizzatori importanti — come gli acquisti delle Banche centrali, il taglio dei tassi della Federal Reserve e l’appeal come bene rifugio in seguito alle tensioni in Venezuela, dove gli Stati Uniti hanno bloccato le petroliere, e agli attacchi di Washington contro l’Isis in Nigeria — si spiega il motivo per cui l’argento ha registrato nuovi top storici.
Bolla o no? Cosa aspettarsi nel 2026
Il rally dell’argento quest’anno è stato prorompente, ma è lecito chiedersi quanto di questa ascesa sia giustificata dai fondamentali e quanto invece sia frutto di una bolla speculativa. Secondo Wang Yanqing, analista di China Futures, “l’atmosfera speculativa è molto forte”. A suo avviso, qualsiasi discussione sulle possibili restrizioni di Pechino alle esportazioni è infondata. Dello stesso avviso è Tony Sycamore, analista di IG Australia. “Non c’è dubbio: stiamo assistendo a una bolla generazionale sull’argento“, ha dichiarato. “Con le nuove miniere che impiegano fino a 10 anni per essere sviluppate e capitali che vengono attratti nella bolla dei metalli preziosi, è impossibile prevedere quando l’aria (della bolla n.d.r.) potrebbe uscire”. L’esperto ritiene che il fattore dominante del rally dell’argento sia “un grave squilibrio strutturale tra domanda e offerta che ha scatenato una corsa al metallo fisico”. Gli acquirenti ora pagano “un sorprendente premio del 7% per la consegna immediata rispetto a quella entro un anno”, ha osservato.
Guardando al 2026, Tim Waterer, analista capo di Kcm Trade, pronostica che “l’argento potrebbe molto plausibilmente essere scambiato nella fascia dei 90-100 dollari, mentre le carenze di offerta restano un tema ricorrente per il mercato dei metalli preziosi”.








