Ariston strappa Riello dalle mani dei cinesi

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Riello resta sotto controllo nazionale, respingendo l’assalto cinese grazie a un accordo con Ariston Group. Il produttore globale di sistemi per il comfort termico e la transizione energetica acquisirà il 100% del leader della termomeccanica da Carrier Global, sventando le velleità dei giganti asiatici Haier e Midea. Il governo e i sindacati italiani possono così tirare un sospiro di sollievo, dopo settimane in cui si è temuto che uno degli asset storici della nazione potesse finire in mani straniere. In questo articolo:
 
  • Riello–Ariston: i termini dell’accordo
  • Chi è Riello
  • Ariston: cosa significa l’acquisizione di Riello
  • L’Italia esulta
 

Riello–Ariston: i termini dell’accordo

L’acquisizione di Riello da parte di Ariston avverrà sulla base di un corrispettivo di 289 milioni di euro, con struttura cash and debt free, che rappresenta un multiplo EV (Enterprise Value) / Ebitda rettificato 2026 pari a circa 5x, inclusivo delle sinergie a regime. Secondo le stime, l’operazione genererà un impatto positivo sull’utile per azione rettificato già a partire dal secondo anno successivo al closing. Il finanziamento della transazione avverrà tramite fondi propri di Ariston, mentre il pagamento è previsto al completamento dell’operazione, che resta soggetta alle consuete condizioni di closing. La chiusura dell’accordo è prevista entro la fine del primo semestre 2026. Ariston Group ha ricevuto consulenza finanziaria da Mediobanca, Ardea Partners e BNP Paribas, e assistenza legale da PedersoliGattai e BonelliErede.
 

Chi è Riello

Fondata nel 1922 a Legnago, in Veneto, Riello Group è un operatore di primario standing nei settori del comfort climatico e delle combustion technologies. Circa due terzi del business dell’azienda sono rappresentati dal comfort climatico, ambito nel quale il gruppo è noto — attraverso il marchio Riello — per offrire soluzioni climatiche ed energetiche rinnovabili e tradizionali per applicazioni residenziali, commerciali e industriali. A completare l’attività nel comfort climatico vi è il marchio Beretta, con cui vengono serviti i clienti residenziali. In questo segmento Riello opera anche a livello internazionale, vantando una presenza significativa in Nord America, Regno Unito, alcuni Paesi europei selezionati e Cina. La divisione combustion technologies, che rappresenta il restante terzo del business, è specializzata in bruciatori e sistemi di combustione utilizzati per il riscaldamento residenziale e commerciale, nonché per i processi industriali in Europa, Nord America e Cina.
Per il 2025, Riello prevede ricavi di circa 400 milioni di euro, con un Ebitda rettificato di circa 35 milioni di euro. L’accordo con Ariston prevede il trasferimento all’acquirente di tutte le principali strutture industriali, mentre i marchi Riello e Beretta continueranno a operare in Italia e all’estero. I circa 1.150 dipendenti di Riello entreranno a far parte dell’organigramma di Ariston Group.
 

Ariston: cosa significa l’acquisizione di Riello

La mossa di Ariston ha un significato strategico rilevante. In primo luogo, consente al gruppo di accedere a canali di vendita, linee di prodotto e reti di assistenza complementari, rafforzando il proprio ruolo nel comfort climatico nazionale. In secondo luogo, migliora il posizionamento di Ariston nel segmento delle combustion technologies, grazie al know-how distintivo di Riello. Terzo, permette ad Ariston di estendere il proprio portafoglio prodotti nei segmenti commerciale e industriale. Infine, rafforza ulteriormente la sua presenza in Nord America.
“In continuità con le ragioni alla base della nostra quotazione in Borsa nel 2021 e con le numerose acquisizioni realizzate nell’ultimo decennio, inclusa Wolf-Brink, siamo determinati a svolgere un ruolo attivo nel processo di consolidamento del nostro settore”, ha affermato Paolo Merloni, presidente esecutivo di Ariston. “Scala e innovazione sono elementi fondamentali per la transizione energetica e per gestire la crescente sofisticazione del mercato”.
 

L’Italia esulta

Il pericolo cinese è stato domato. Ieri i vertici di Carrier hanno incontrato, in via riservata, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Dai colloqui è emerso che una cessione ai pretendenti asiatici avrebbe con ogni probabilità attivato lo strumento del golden power.
La preoccupazione dell’esecutivo, condivisa anche dai sindacati, era che una proprietà cinese avrebbe potuto utilizzare la capillare rete commerciale di Riello per immettere nel mercato europeo prodotti realizzati in Cina, aggirando tariffe e normative ambientali sulle materie prime. In pratica, si sarebbe concretizzato il rischio di un impoverimento produttivo. Con Ariston che ha assunto le redini dell’azienda, la continuità industriale e il mantenimento delle fabbriche dovrebbero ora essere garantiti.
Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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