ARK Venture Fund: il nuovo ETF di Cathie Wood punta sul private equity

ARK Venture Fund: il nuovo ETF di Cathie Wood punta sul private equity

ARK Venture Fund: nasce il nuovo ETF di Cathie Wood che investe sul private equity

Arriva l’ARK Venture Fund e per Cathie Wood la prossima sfida si chiama private equity. La regina dell’innovazione di Wall Street ha depositato la documentazione presso la Securities and Exchange Commission giovedì della scorsa settimana per la creazione di un fondo chiuso, denominato ARK Venture Fund. Il fondo non sarà pubblico ed è rivolto soprattutto agli investitori che sono disposti a tollerare una maggiore rischiosità. In genere il private equity è appannaggio degli investitori istituzionali o di coloro che hanno un patrimonio elevato. Tuttavia, l’ARK Venture Fund spalanca le porte anche agli investitori al dettaglio, consentendo loro un investimento minimo per partecipare al fondo di 1.000 dollari.

L’ETF comunque sarà improntato sulla falsariga degli altri fondi ARK, ossia investirà in società tecnologiche e innovative, solo che lo farà attraverso un canale diverso e soprattutto inserendo società che hanno potenzialità di crescita esponenziale. Cathie Wood quindi cerca un riscatto dopo oltre un anno tribolato a Wall Street, dove il suo fiore all’occhiello, ARK Innovation, è crollato del 23% quest’anno, dopo una perdita del 25% nel 2021 e un guadagno del 157% nel 2020.

 

ARK Venture Fund: ecco come funziona

L’ARK Venture Fund non investe in società quotate ed esso stesso non avrà una quotazione a Wall Street. Questo significa che i partecipanti non possono vendere le proprie quote in qualsiasi momento come farebbero con gli altri ETF ARK. Agli investitori però sarà concesso ogni trimestre di cedere allo stesso fondo le azioni, fino a un massimo del 5% complessivo dei titoli in circolazione. L’offerta di riacquisto iniziale parte 2 trimestri dopo il lancio del fondo e i rimborsi verranno pagati al valore patrimoniale netto.

Il limite del 5% alla fine potrebbe far risultare più azioni in vendita di quanto il fondo è disposto ad acquistarne. La cosa riduce la pressione sul fondo di vendere a prezzi bassi e di dover mantenere una certa liquidità per il riscatto delle quote. Giocoforza, l’ottica d’investimento deve necessariamente essere di lungo periodo e non programmata per fare trading. In sostanza, l’investitore che punta su ARK Venture Fund lo fa perché crede che le private equity su cui viene messo il denaro abbiano grandi potenzialità in futuro attraverso proprio gli investimenti sulla tecnologia e sull’innovazione.

In base al deposito, il prodotto può anche utilizzare la leva per aumentare i rendimenti. Ciò farebbe aumentare notevolmente il rischio in periodi di forte volatilità, dal momento che gli azionisti non potrebbero tirarsi indietro in qualsiasi momento vendendo le proprie quote. In aggiunta a questo vi è anche il fatto che di per sè le società private sono considerate più rischiose, in quanto vi sono meno requisiti normativi per l’informativa finanziaria a tutela dell’investitore.

 

Cathie Wood: sì all’innovazione, ma no ai FAANG

Cathie Wood rimane nell’occhio del ciclone in questo momento. I suoi investimenti più azzardati stanno naufragando, vedi Coinbase, Teladoc, Roke e Zoom Video Communications, per esempio. La stock picker però non si perde d’animo e continua nella sua idea indistruttibile di puntare sull’alta tecnologia, curandosi poco delle dinamiche sui tassi d’interesse.

In un’intervista rilasciata la scorsa settimana ha dichiarato che probabilmente la Federal Reserve effettuerà un aumento del costo del denaro a marzo, ma non ce ne saranno altri per quest’anno, perché l’inflazione è principalmente un problema che riguarda l’offerta, risolvibile naturalmente con il calo della domanda.

Inoltre ha aggiunto che i suoi obiettivi riguardano settori come l’intelligenza artificiale, l’accumulo di energia, il sequenziamento genomico e la tecnologia blockchain, i quali sono visti in crescita di almeno il 25% l’anno. Mentre vede un declino nelle big tech di Wall Street come i FAANG, che dichiara di non possedere.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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