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Assegno di inclusione, la guida: requisiti, domanda e calendario dei pagamenti

Una mamma con neonato che percepisce l'assegno di inclusione

L’AdI, l’assegno di inclusione su cui il governo Meloni punta come strumento di lotta alla povertà, entra ufficialmente in azione. Si stima che saranno 737.000 le famiglie che potranno accedere al sostegno nel 2024: una platea ristretta rispetto a 1.324.104 nuclei percettori di almeno una mensilità di reddito e pensione di cittadinanza nei primi sei mesi del 2023 per un totale di 2.805.447 persone coinvolte, stando ai numeri dell’INPS. Ma come funziona questo sussidio, quali sono i requisiti per averlo e quando arriveranno i primi pagamenti?

 

Assegno di inclusione: i requisiti per averlo

Introdotto dal Decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48 insieme al supporto per la formazione e il lavoro (SFL), l’assegno di inclusione è la misura sociale e lavorativa che sostituisce il reddito di cittadinanza. Con la nuova normativa, in caso di disagio gli ex beneficiari del RdC devono rivolgersi ai servizi sociali o ai centri per l’impiego se abili al lavoro. Il principio è che chi può lavorare lavora, con le imprese supportate tramite un sistema di incentivi per assumere giovani e disoccupati, mentre viene assistito soltanto chi non può lavorare. A favorire l’incrocio di domanda e offerta per le assunzioni è il SIISL, il sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa che riunisce le piattaforme GePI, MyAnpal e SIU.

L’assegno di inclusione si rivolge a nuclei familiari con determinati requisiti:

 

  • un ISEE che non deve superare i 9.360 euro, con la soglia che può alzarsi nei casi di famiglie con minorenni;
  • almeno un componente con disabilità, o minorenne o con almeno 60 anni oppure in condizione di svantaggio e inserito in un programma di cura e assistenza dei servizi sociosanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione;
  • un patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro, come determinato ai fini IMU e calcolato decurtando dal patrimonio immobiliare complessivo il valore della casa di abitazione fino ad un massimo di 150.000 euro;
  • un patrimonio finanziario non superiore a 10.000 euro (ridotto a 8.000 per le coppie e a 6.000 per i single), incrementato di 5.000 euro per ogni componente in condizione di disabilità, di 7.500 euro per ogni componente in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza e di 1.000 euro per ogni figlio successivo al secondo;
  • un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il parametro corrispondente della scala di equivalenza AdI.

 

Se il nucleo familiare è composto interamente da persone con un’età pari o superiore a 67 anni e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, la soglia di reddito familiare è fissata a 7.560 euro annui, anche questi moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

Naturalmente i richiedenti devono essere cittadini dell’Unione europea (o loro familiari titolari di diritto di soggiorno) o lungo soggiornanti, apolidi in possesso dello stesso titolo di soggiorno, titolari di permesso di protezione internazionale (asilo politico o protezione sussidiaria) e aver risieduto in Italia per almeno cinque anni, di cui gli ultimi due in via continuativa. Anche gli altri componenti del nucleo familiare devono essere residenti al momento della presentazione della domanda.

Per fare richiesta non bisogna essere sottoposti a misura cautelare personale o a misura di prevenzione e non avere sentenze definitive di condanna. Va ricordato che i coniugi possono mantenere lo stesso nucleo anche dopo la separazione o il divorzio, a patto che siano autorizzati a risiedere nella stessa abitazione. Inoltre, il rinnovo del modello della DSU produce alcuni cambiamenti all’ISEE che vanno tenuti in considerazione nel momento della compilazione dell’indicatore.

Chi non soddisfa i requisiti necessari per avere l’assegno di inclusione può fare domanda per l’SFL, il supporto per la formazione e il lavoro. Questo incentivo ammonta a 350 euro, è concesso a persone di età compresa tra i 18 e i 59 anni che hanno un ISEE pari o inferiore a 6.000 euro ed è legato esclusivamente alla partecipazione a percorsi di formazione lavorativa. I beneficiari sono infatti avviati ai centri per l’impiego e ai soggetti accreditati ai servizi per il lavoro.

Sono previste sanzioni penali (da 2 a 6 anni di carcere) per chi rende dichiarazioni false o omette informazioni essenziali allo scopo esclusivo di percepire l’assegno. In aggiunta, si perde il beneficio se un componente del nucleo familiare non si presenta ai servizi sociali o all’agenzia nella data prevista senza un giustificato motivo, non sottoscrive il PAD, non partecipa ai percorsi formativi, non accetta un’offerta di lavoro congrua, lavora di nascosto e non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo.

 

A quanto ammonta l’AdI e quando fare domanda

L’importo massimo dell’assegno di inclusione è di 6.000 euro all’anno (500 euro al mese) moltiplicati per il parametro della scala di equivalenza, incrementabili a seconda della composizione del nucleo familiare e delle necessità abitative. Si arriva a 7.560 annui (630 euro al mese) se la famiglia è composta da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni, da 67enni e over 67 e da altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza, moltiplicati per il corrispondente parametro della scala di equivalenza.

A questo importo si può aggiungere un contributo per l’affitto pari all’ammontare del canone annuo previsto nel contratto di locazione fino ad un massimo di 3.360 euro all’anno oppure di 1.800 euro se il nucleo familiare è residente in abitazione di proprietà e composto da persone tutte di età pari o superiore a 67 anni o con altri familiari tutti in condizioni di disabilità grave o di non autosufficienza. In ogni caso, il sussidio sarà sempre pari ad almeno 480 euro all’anno e può arrivare ad un massimo di 9.360 euro per un singolo individuo e di 16.560 euro per famiglie numerose.

L’AdI, versato su una specifica carta di inclusione, è erogato per massimo 18 mesi ed è rinnovabile per periodi ulteriori di 12 mesi. Allo scadere dei periodi di rinnovo è sempre prevista la sospensione di un mese. Il nucleo familiare perde il beneficio se uno dei suoi membri abili al lavoro rifiuta un’offerta lavorativa definita congrua, ossia un contratto di lavoro a tempo indeterminato oppure a tempo determinato con luogo di lavoro in una zona distante meno di 80 chilometri dall’abitazione del percettore.

La domanda va presentata all’INPS online nell’apposita sezione del portale tramite SPID, CNS o CIE: è l’ente di previdenza a verificare il possesso dei requisiti e delle condizioni richieste e a riconoscere l’assegno. In alternativa, la richiesta può essere fatta presso i patronati e i centri di assistenza fiscale (CAF) a partire dall’8 gennaio. L’ok per la presentazione delle prime domande per ottenere il sostegno è scattato il 18 dicembre 2023.

Contestualmente alla presentazione della domanda, è fondamentale iscriversi al SIISL e sottoscrivere il PAD, ovvero il patto di attivazione digitale del nucleo familiare. I beneficiari devono presentarsi per il primo appuntamento presso i servizi sociali entro 120 giorni dalla sottoscrizione. Chi sottoscrive il PAD successivamente alla domanda per l’AdI, riceverà il primo pagamento a partire dal mese successivo a quello della sottoscrizione del patto.

 

Quando arrivano i pagamenti: il calendario

Per chi ha fatto domanda dall’8 al 31 gennaio, con relativa sottoscrizione del PAD entro il 31 gennaio ed esito positivo dell’istruttoria da parte dell’INPS, l’assegno verrà versato il mese successivo insieme a quello di febbraio. Chi si è anticipato partendo dal 18 dicembre, sempre con PAD e verifica positiva dei requisiti, vedrà l’accredito arrivare già dal 26 gennaio. Il calendario relativo alle domande presentate a fine 2023 e per i primi due mesi del 2024 è il seguente:

 

  • dal 18 dicembre 2023 al 7 gennaio 2024: pagamento dal 26 gennaio;
  • dall’8 al 31 gennaio 2024: pagamento dal 14 febbraio (due mensilità: gennaio e febbraio);
  • dall’1 al 29 febbraio 2024: pagamento dal 15 marzo.

 

Quindi chi farà la domanda per l’assegno di inclusione da febbraio e nei mesi successivi, con esito positivo dell’istruttoria e sottoscrizione del PAD entro lo stesso mese, riceverà il primo pagamento dal giorno 15 del mese successivo a quello di sottoscrizione del patto di attivazione digitale. I pagamenti successivi, infine, verranno disposti il giorno 27 del mese di competenza.

AUTORE

Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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