Assegno sociale 2025 sotto la lente dell’Inps. Con il Messaggio n. 1173 del 4 aprile 2025, l’Istituto nazionale della previdenza sociale ha annunciato una nuova campagna di verifica reddituale per i titolari dell’assegno riferita all’anno 2020. L’iniziativa riguarda tutti coloro che non hanno trasmesso una dichiarazione fiscale completa o non hanno presentato alcuna dichiarazione.
La normativa impone di comunicare i redditi percepiti anche in assenza di obbligo fiscale. In caso di mancata regolarizzazione, verrà inviata una raccomandata con avviso di sospensione. Se non si interviene in tempo, si rischia la revoca definitiva della prestazione e la restituzione degli importi incassati.
Vediamo nel dettaglio chi deve fare la comunicazione, quando farla, chi è esonerato e come evitare di perdere il beneficio.
In questo articolo:
- Cos’é l’Assegno sociale 2025 e chi può richiederlo
- Comunicazione dei redditi: quando va inviata all’Inps
- Assegno sociale 2025: chi è obbligato a comunicare i redditi
- Esclusi
- Come inviare la comunicazione
- Cosa si rischia in caso di inadempienza
Cos’è l’Assegno sociale 2025 e chi può richiederlo
L’Assegno sociale 2025, precedentemente noto come pensione sociale, è una misura economica destinata a persone in difficoltà economica con almeno 67 anni compiuti. La prestazione è di tipo assistenziale e non richiede contributi previdenziali versati.
Il diritto all’assegno è subordinato al rispetto di precisi limiti di reddito, aggiornati annualmente. I tetti massimi 2025 sono stati così definiti:
- € 6.947,33 annui per persone sole;
- € 13.894,66 annui per coppie conviventi o coniugi.
L’importo viene calcolato in base al reddito personale o familiare. Se il reddito supera la soglia minima, ma resta sotto il tetto massimo, l’assegno viene ridotto proporzionalmente.
Comunicazione dei redditi: quando va inviata all’Inps
Ai sensi dell’art. 35, comma 10-bis del DL n. 207/2008, la comunicazione dei redditi all’Inps è necessaria nei seguenti casi:
- assenza di dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle Entrate
- presenza di una dichiarazione incompleta, priva di redditi rilevanti
Lo scopo è consentire all’Inps di accertare la reale condizione economica del cittadino e assicurare la legittimità della prestazione.
Assegno sociale 2025: chi è obbligato a comunicare i redditi
Per evitare la sospensione dell’Assegno sociale 2025, l’Inps richiede la comunicazione obbligatoria dei redditi a titolari che nel 2020:
- non hanno trasmesso alcuna dichiarazione fiscale (né Modello 730 né Modello Redditi)
- hanno omesso redditi rilevanti ai fini del beneficio (rendite catastali, pensioni estere, assegni di mantenimento, ecc.)
L’Inps ha individuato i soggetti interessati mediante controlli incrociati con l’Agenzia delle Entrate. Tali utenti riceveranno una raccomandata A/R che invita alla regolarizzazione entro la scadenza indicata. La mancata risposta comporterà gravi conseguenze sul piano previdenziale.
Esclusi
Non sono tenuti, invece, alla comunicazione dei redditi Inps coloro che risultano in regola con la documentazione fiscale:
- dichiarazione completa per l’anno 2020, inclusi i redditi esenti ma rilevanti
- trasmissione già avvenuta attraverso canali ufficiali Inps
Nessun adempimento richiesto per chi non riceve comunicazioni da parte dell’Istituto. In questi casi, la prestazione continua a essere erogata regolarmente.
Come inviare la comunicazione
La comunicazione Inps per evitare la sospensione o la revoca dell’Assegno sociale 2025 può essere inviata:
- Online tramite MyINPS – accedendo alla propria area personale con SPID, CNS o CIE. Effettuato il login, è necessario seguire il percorso “Pensione e Previdenza”- “Domanda di Pensione” – “Aree Tematiche” – “Domanda Pensione/Ricostruzione/Ratei/Certificazioni/APE Sociale e Beneficio Precodi”- “Variazione Pensione”- “Ricostituzione reddituale per sospensione art. 35 comma 10-bis D.L. 207/2008”;
- Tramite patronato o intermediari abilitati (caf).
Cosa si rischia in caso di inadempienza
In caso di mancato invio della comunicazione si rischia la sospensione immediata dell’Assegno Sociale. Se la situazione non viene sanata si va incontro alla:
- sospensione cautelativa dell’erogazione
- revoca definitiva della prestazione
- richiesta di restituzione delle somme già corrisposte
È fondamentale, dunque, rispondere alla raccomandata e completare la comunicazione per evitare di perdere un sostegno economico essenziale.









