Il 2026 segna un passaggio importante per l’Assegno Unico, la misura che sostiene milioni di famiglie con figli a carico. Con l’aggiornamento dell’Isee e la rivalutazione annuale, gli importi cambiano e si modificano anche le fasce di accesso, con effetti immediati sugli accrediti di marzo. Il nuovo anno porta inoltre una revisione delle maggiorazioni, che diventano più consistenti per alcune categorie di nuclei familiari. A questo punto è naturale chiedersi: come cambiano gli importi dell’Assegno Unico? Quali sono le nuove fasce Isee? E in che modo vengono aggiornate le maggiorazioni per figli piccoli, famiglie numerose e situazioni di disabilità? Scopriamolo insieme.
In questo articolo:
- Nuovi importi dell’Assegno Unico: cosa cambia con l’Isee aggiornato
- Come cambiano le maggiorazioni: aumenti per figli piccoli, famiglie numerose e disabilità
- Arretrati, scadenze e cosa succede senza Isee aggiornato
Nuovi importi dell’Assegno Unico: cosa cambia con l’Isee aggiornato
Marzo è il primo mese in cui l’Assegno Unico viene calcolato sulla base dell’Isee aggiornato al 2026. L’adeguamento delle fasce comporta un effetto immediato: molte famiglie che l’anno precedente rientravano in scaglioni intermedi ora si ritrovano nella prima fascia, ottenendo un importo più alto a parità di reddito.
La fascia più bassa sale fino a 17.468,51 euro, mentre nel 2025 si fermava a 17.227,33 euro. Questo spostamento, apparentemente minimo, permette a migliaia di nuclei di accedere all’importo massimo dell’Assegno Unico, che passa da 201 euro a 203,8 euro per figlio. L’aumento è modesto, ma costante, e si somma agli arretrati che arrivano con i pagamenti di marzo.
Anche la fascia più alta viene aggiornata. L’importo minimo dell’Assegno Unico spetta ora ai nuclei con Isee oltre 46.582,71 euro, mentre l’anno precedente la soglia era inferiore. Il valore minimo sale a 58,3 euro, contro i 57,5 euro del 2025. Chi l’anno scorso si trovava appena sopra la soglia massima ora rientra in una fascia più favorevole, ottenendo un assegno leggermente più alto.
L’aggiornamento dell’Isee non riguarda solo le fasce, ma anche la composizione del nucleo. Le nuove regole tengono conto delle modifiche introdotte dalla normativa più recente, con particolare attenzione ai nuclei con figli e alle situazioni di inclusione sociale. Inoltre, gli immobili distrutti o dichiarati inagibili a causa di calamità naturali non vengono considerati nel calcolo dell’Isee 2026, alleggerendo la posizione economica di molte famiglie colpite da eventi straordinari.
Come cambiano le maggiorazioni: aumenti per figli piccoli, famiglie numerose e disabilità
Le maggiorazioni dell’Assegno Unico rappresentano una parte fondamentale della misura, perché permettono di modulare il sostegno in base alle caratteristiche del nucleo familiare. Nel 2026 vengono aggiornate sia le maggiorazioni fisse sia quelle variabili in base all’Isee.
Le maggiorazioni fisse aumentano leggermente grazie alla rivalutazione. Per i figli con disabilità, ad esempio, gli importi crescono in modo proporzionale:
- per i figli non autosufficienti si passa a 122,3 euro,
- per la disabilità grave a 110,6 euro,
- per la disabilità media a 99,1 euro.
Anche la maggiorazione per le madri con meno di 21 anni viene adeguata e sale a 23,3 euro. Le maggiorazioni variabili, invece, dipendono dalla fascia Isee. La maggiorazione per i figli successivi al secondo parte da 99,1 euro nella fascia più bassa e scende gradualmente fino a 17,4 euro per i redditi più alti. Il bonus per il secondo percettore di reddito segue la stessa logica, con un valore massimo di 34,9 euro.
Accanto alle maggiorazioni tradizionali Inps, il 2026 introduce tre potenziamenti importanti:
- Per i figli sotto un anno, l’importo dell’Assegno Unico aumenta del 50% fino al compimento del primo anno di vita.
- Per i nuclei con almeno tre figli, l’aumento del 50% si applica ai figli tra uno e tre anni, purché l’Isee non superi la fascia massima.
- Per le famiglie con quattro o più figli, viene riconosciuta una maggiorazione forfettaria di 150 euro.
Questi interventi rafforzano il sostegno alle famiglie numerose e a quelle con bambini molto piccoli, categorie che negli ultimi anni hanno registrato un aumento dei costi quotidiani più marcato.
Arretrati, scadenze e cosa succede senza Isee aggiornato
Gli arretrati della rivalutazione vengono pagati con gli accrediti del 19 e 20 marzo, coprendo le mensilità di gennaio e febbraio. Tuttavia, per ricevere l’importo corretto è necessario presentare la nuova Dsu entro il 30 giugno. Senza un Isee aggiornato, l’Assegno Unico viene erogato nella misura minima, indipendentemente dal reddito reale del nucleo familiare.
L’aggiornamento della Dsu è stato semplificato grazie ai nuovi modelli, che includono sezioni dedicate ai nuclei con figli e ai requisiti per le prestazioni familiari. Le attestazioni aggiornate sono già disponibili nei servizi online dell’Inps, permettendo alle famiglie di verificare rapidamente la propria posizione.
Il 2026 si presenta quindi come un anno di transizione, in cui l’Assegno Unico si adatta alle nuove fasce Isee e alle esigenze delle famiglie, con aumenti che, pur contenuti, contribuiscono a rendere più sostenibili le spese legate ai figli









