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Asset allocation: come gestire il patrimonio di un calciatore

Squadra di calcio schierata

Il 2022 è stato un anno difficile per gli investitori. Per la prima volta dagli anni ’70, sia le azioni che le obbligazioni e la liquidità si sono svalutate in contemporanea. Condizioni che hanno reso difficile trovare asset allocation in grado di resistere e non essere affossate dall’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime, spinti dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e dall’incremento delle tensioni geopolitiche internazionali, in particolare tra Stati Uniti e Cina. L’inflazione al galoppo ha costretto le Banche centrali occidentali a rialzare i tassi di interesse con decisione e rapidità.

Il 2022, anno da dimenticare, potrebbe in realtà aver creato ottime opportunità che un investitore preparato dovrebbe saper sfruttare, soprattutto se si sceglie l’orizzonte temporale corretto, ossia il lungo periodo. Purtroppo è quello che molti non fanno. Davide Boero, Pietro Cesareo e Andrea Manciani di Azimut lo ripetono sempre ai clienti del servizio Football Wealth Management, espressamente dedicato al mondo del calcio. Il consiglio però vale per tutti.

 

Bottom di mercato, occasione rara

Un’occasione così capita raramente. Individuare un minimo di mercato con precisione è difficile quando non impossibile. Individuare situazioni di svalutazione eccessiva delle asset class è più semplice. “Il 2022 potrebbe essere l’anno peggiore dal 1937 – spiega Davide Boero – ma ogni crisi è stata seguita da un rialzo estremo. Per tale ragione i primi mesi del 2023 saranno fondamentali per pianificare i rendimenti futuri”.

In altre parole: non bisogna avere paura di investire ora. Non tutto e subito ma seguendo una pianificazione bilanciata. “Nella gestione degli investimenti di un giocatore di calcio – prosegue Pietro Cesareo – bisogna tenere presente l’orizzonte temporale di accumulo della ricchezza che è limitato in dieci anni o poco più. In questo lasso di tempo è necessario ottenere la massima rivalutazione possibile del proprio patrimonio”. Dunque, in prospettiva, l’occasione che si presenta sui mercati finanziari alla fine del 2022 è molto interessante.

 

I punti fermi di una asset allocation bilanciata

“Oggi abbiamo la possibilità di inserire nelle asset allocation nuovi asset legati all’economia reale – spiega Andrea Manciani – in grado di fornire un rendimento indipendentemente dall’andamento dei mercati di Borsa. Le soluzioni di investimento possibili sono numerose e devono essere costruite sulle esigenze e sulle disponibilità finanziarie di ogni singolo cliente”. In particolare, in una gestione patrimoniale bilanciata secondo gli esperti di Azimut bisognerebbe prestare attenzione a:

 

  • investimenti alternativi in economia reale;
  • partecipazione a “club deal”;
  • migliorare il bilanciamento tra componente azionaria e obbligazionaria nelle varie fasi di mercato;
  • diversificare il portafoglio per aree geografiche, stili di gestone e settori economici;
  • efficientare le componenti di reddito e fiscali;
  • favorire gli investimenti in piani di accumulo (Pac) per mediare prezzi di mercato e ridurre gli effetti della volatilità in portafoglio;
  • costruire un piano previdenziale, a seconda dei casi.

 

L’alternativa di economia reale e club deal

Negli ultimi anni, per diversificare le asset allocation nei portafogli e aggiungervi rendimento, si è sempre di più fatto ricorso agli investimenti alternativi in economia reale. Investire nell’economia reale significa investire su una varietà estesa di imprese non quotate in borsa, impegnate nella produzione di beni e servizi. In Italia ciò significa investire nelle migliaia di piccole e medie imprese che riescono a competere anche a livello internazionale, con la loro flessibilità e innovatività. Si può farlo utilizzando fondi dedicati (fondi di venture capital, di private debt, di real estate e di private equity) o partecipando a “club deal”, questi ultimi riservati a gruppi ristretti di investitori sulla base del loro patrimonio. In virtù dell’elevato reddito i calciatori possono accedere a questo genere di investimenti irraggiungibili per il risparmiatore tradizionale.

Molti di questi strumenti finanziari offrono la possibilità di investire in tutte le fasi del ciclo di vita di un’azienda, dalla startup, alla multinazionale di successo, oppure immettendo liquidità sia sottoforma di equity, sia di debito, ma anche attraverso l’acquisizione di pacchetti di maggioranza o minoranza per subentrare nell’implementazione e nella ricostruzione societaria con lo scopo di farne crescere il valore.

L’investimento in economia reale è inoltre favorito dalla normativa sui Pir (Piani individuali di risparmio) che permette l’esenzione dalla tassazione sui rendimenti fino a 40.000 euro l’anno se si mantiene l’investimento per cinque anni e l’esenzione dalla tassa di successione.

 

Il bilanciamento dell’asset allocation di portafoglio

“La parte di patrimonio dedicata a generare rivalutazioni adeguate viene poi bilanciata con investimenti più tradizionale, in particolare azionario e obbligazionario, diversificando per aree geografiche. Questo è quello che facciamo” riprende Boero, sottolineando che oggi i mercati finanziari hanno raggiunto valutazioni che permettono di stimare un rendimento prospettico interessante sul mondo azionario che su quello obbligazionario. “Per questo è necessario, una volta individuata la parte di reddito destinabile alle spese correnti, bilanciare il capitale sui mercati quotati a seconda delle fasi dell’anno. Inoltre, è necessario investire gradualmente su determinati asset, favorendo piani di accumulo, in modo da mediare i prezzi di acquisto e ridurre la volatilità” conclude il consulente finanziario di Azimut.

Un’ultima parte dell’asset allocation potrebbe essere dedicata alla costruzione di una pensione alternativa, investendo in un fondo pensione. “Anche in questo caso, tra l’altro, si può usufruire dei vantaggi fiscali previsti dalla normativa – spiega Cesareo -. Bisogna tenere sempre a mente che il professionista che, nella migliore delle ipotesi, abbia firmato il suo primo contratto a 18 anni, si troverà a 33-35 in vista del termine della carriera calcistica senza aver raggiunto i limiti di anzianità”.

Infine, un suggerimento di gestione del patrimonio arriva da Andrea Manciani, che spiega come “la sottoscrizione di una polizza, all’interno della quale è possibile inserire sia i fondi che compongono il portafoglio, sia le gestioni patrimoniali prescelte, si ottiene la compensazione fiscale tra plusvalenze e minusvalenze dei prodotti inseriti in polizza, il differimento sulla ritenuta fiscale sui capital gain fino al momento del riscatto della polizza e la possibilità di inserimento di una serie di coperture sul premio versato”.

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