Asset management: crollo dei ricavi nel 2022, ecco come sarà il 2023 - Borsa&Finanza

Asset management: crollo dei ricavi nel 2022, ecco come sarà il 2023

Asset management: crollo dei ricavi nel 2022, ecco come sarà il 2023

Il crollo dei mercati nel 2022 ha rappresentato un grosso problema per l’asset management. Dopo un 2021 da record, i gestori patrimoniali hanno registrato un forte calo dei ricavi derivanti dalle commissioni di gestione e di performance. Nel 2023 dovranno quindi trovare delle soluzioni per tagliare i costi e investire nella crescita.

Riguardo il primo aspetto, anche nell’asset management vi è una compressione dei costi del personale e del blocco delle assunzioni, almeno fino a quando la situazione non volgerà al meglio. Tuttavia, per evitare forti tagli alla forza lavoro, i gestori stanno cercando di ridimensionare i bonus. Per quanto attiene alla crescita, gli asset manager sono alla ricerca di fondi freschi per incrementare la dotazione tecnologica e conquistare nuovi clienti.

 

 

Asset management: ecco cosa pensano i gestori per il 2023

Lo scenario che si prospetta nel 2023 non sembrerebbe particolarmente facile, perché a ostacolare i piani dell’asset management potrebbe essere una recessione più o meno profonda che andrà a colpire i mercati. Ciò comporta che bisognerà prendere delle decisioni strategiche: “i manager dovranno decidere su cosa si concentreranno e su cosa non si concentreranno. Dovranno essere fatti grandi cambiamenti strutturali per eliminare i costi dal business”, ha affermato Julia Hobart, partner presso Oliver Wyman.

Uno degli aspetti più controversi riguarda quali sono i settori che hanno zoppicato negli ultimi anni e quindi come comportarsi di conseguenza. “Cosa fa un asset manager quando i ricavi diminuiscono? Tende a fare a meno di ciò che non ha funzionato negli ultimi tre o cinque anni e a mettere un maggiore controllo sulle cose che non sono cresciute”, ha detto Jeremy Taylor, direttore dell’attività di Lazard AM. La scelta delle attività su cui puntare potrebbe fare la differenza in questo quadro molto confuso. Patrick Thomson, Amministratore Delegato per l’Europa di JP Morgan AM, ha riferito che l’azienda continuerà a investire in tendenze di lungo periodo come investimenti sostenibili, alternativi, gestione attiva e fondi negoziati in Borsa.

Un altro settore da valutare sarà quello obbligazionario, dopo che l’aumento dei tassi d’interesse nel 2022 ha innescato un forte deflusso dai fondi e un calo sostanziale dei prezzi. Se i fondi obbligazionari inizieranno a riprendersi con il nuovo anno sarà “una benedizione per i gestori patrimoniali perché si vedranno flussi provenienti da altre classi di attività a margine più elevato verso un reddito fisso a basso margine”, ha affermato Tom Mills, analista per il settore di Jefferies.

L’arrivo di una recessione inoltre potrebbe portare a grossi cambiamenti nelle modalità di investimento, come il passaggio dai fondi comuni agli ETF. Martin Small, direttore finanziario di BlackRock, ha detto che “ogni volta che ci sono super shock sul mercato”, i portafogli subiscono grandi cambiamenti. “Nei mercati al dettaglio statunitensi, c’è un passaggio dai conti di intermediazione alla consulenza basata su commissioni, il che significa più portafogli modello e più ETF”, ha aggiunto.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *