Asta dei BOT: ecco come funziona il collocamento di questi titoli di Stato

Asta dei BOT: ecco come funziona il collocamento di questi titoli di Stato

Asta dei BOT: ecco come funziona il collocamento di questi titoli di Stato

Il collocamento dei BOT sul mercato primario dei titoli di Stato avviene attraverso il meccanismo dell’asta pubblica o mediante consorzio. Nel primo caso si crea una vera e propria competizione tra gli investitori in maniera trasparente, la cui aggiudicazione si realizza in base al prezzo e al rendimento offerto. Nel secondo caso invece si ha la vendita per mezzo di un consorzio di banche d’affari scelte tra gli specialist dei titoli di Stato. Normalmente l’asta pubblica è quella utilizzata per il mercato domestico, che vengono quotati al DomesticMOT, mentre il collocamento tramite consorzio ha luogo più che altro tra gli investitori esteri che trattano titoli sull’EuroMOT. QUI come funziona il MOT.

 

BOT: cosa sono e come funzionano

I BOT, che stanno per Buoni Ordinari del Tesoro, rappresentano i titoli di Stato italiani aventi due caratteristiche: la prima è che sono prive di cedola; la seconda è che la scadenza è inferiore a un anno, quindi la durata solitamente può essere di 3, 6 o 12 mesi. Il rendimento lordo di tali strumenti finanziari è determinato dalla differenza tra il valore nominale di rimborso (o di vendita se si cede il titolo prima della scadenza) e quello di emissione (o di acquisto nel mercato secondario), rapportata al capitale investito, tutto in funzione dei giorni di detenzione del titolo. Per arrivare al rendimento netto occorre tenere conto dei costi di intermediazione e dell’applicazione della ritenuta fiscale del 12,50%. 

 

BOT: ecco come si svolge l’asta

Ogni trimestre il Tesoro fissa le date delle aste, che avvengono su base mensile. Nell’occasione vengono comunicati anche gli importi che saranno offerti mese per mese. Il meccanismo d’asta per i BOT è quello dell’asta competitiva. Come funziona? Ogni partecipante può presentare fino alle ore 11 del giorno d’asta fino a tre richieste attraverso la Rete Nazionale Interbancaria, dove indica il prezzo, il rendimento e la quantità che intende acquistare. L’importo minimo offerto non può essere inferiore a 1,5 milioni di euro. Le domande possono essere modificate più volte entro quell’orario, dopodiché il sistema le rigetta in automatico. Le richieste sono emesse in codice e, a partire dalle 11, vengono decodificate attraverso una chiave informatica e ordinate in base ai parametri suddetti. 

Il luogo dove viene effettuata la gara è presso la Divisione Debito Pubblico della Banca d’Italia, alla presenza di un funzionario dell’istituto centrale e del Ministero dell’Economia e delle Finanze, denominato ufficiale rogante, e che è responsabile affinché l’asta avvenga in maniera regolare. Al termine delle operazioni viene diramato il comunicato stampa da parte del funzionario della Banca d’Italia e dell’ufficiale rogante con il quale sono resi noti gli esiti dell’asta e le notizie di maggiore interesse. In particolare verranno pubblicati il prezzo di aggiudicazione e il rendimento medio ponderato lordo d’asta. Quest’ultimo è compreso fra un rendimento minimo accoglibile (o di salvaguardia), che non è mai negativo, e un rendimento massimo accoglibile (o di esclusione).

Il meccanismo di aggiudicazione dell’asta competitiva consiste nell’assegnazione per ordine decrescente di prezzo o crescente di rendimento. Un esempio può aiutare a chiarire. Supponiamo che il Tesoro voglia piazzare BOT per 100 miliardi di euro e vi partecipano quattro investitori. A offre un prezzo che corrispondente a un rendimento del 3% per 20 miliardi di euro, B un prezzo con rendimento del 4% per 50 miliardi, C un prezzo con rendimento del 5% per 30 miliardi e D un prezzo con rendimento del 6% per 10 miliardi. In tal caso, verranno raccolte le offerte di A, B e C, mentre D rimane fuori perché la quantità che il Tesoro intendeva collocare è stata soddisfatta con rendimenti più bassi. 

La data di regolamento è di 3 giorni lavorativi dopo quella in cui si svolge l’asta e corrisponde normalmente con la data di scadenza dei titoli corrispondenti, in modo da facilitarne il reinvestimento. Il regolamento avviene attraverso il Sistema Centralizzato dei Pagamenti della Banca d’Italia. 

L’aggiudicazione nell’asta dei BOT ha subito delle modifiche nel tempo. Prima del 1992, il Tesoro stabiliva un prezzo base, al di sotto del quale tutte le offerte venivano scartate di default. In questo modo lo Stato fissava un tetto al rendimento. Oggi invece ogni partecipante è libero di proporre i prezzi e i rendimenti che ritiene opportuni, fatto salvo che la competizione che si viene a creare non consiglia di spingere troppo sul prezzo in quanto si rischia di rimanere fuori dall’assegnazione.

Per i BOT a 6 e 12 mesi, il Tesoro ha esteso la riapertura riservata agli specialist. L’importo massimo offerto è pari al 10% dell’emissione ordinaria e l’assegnazione avviene fino alle ore 15.30 del giorno lavorativo successivo a quello dell’asta pubblica. 

 

BOT: chi partecipa all’asta

Alle aste dei BOT partecipano più che altro investitori istituzionali, gli unici dotati sempre di capitale sufficiente e interessati a impiegare la liquidità in eccesso. Chiaramente possono prendervi parte anche gli investitori retail, facendo richiesta a una banca abilitata che farà da intermediario. In tal caso, sarà necessario per il risparmiatore aprire un conto titoli presso l’istituto finanziario, pagando ovviamente la commissione d’intermediazione e gestione. 

Ogni banca deve garantire alla clientela che sottoscrive i titoli in asta l’applicazione del prezzo medio ponderato risultante dalla stessa. Tuttavia, la presenza di operatori al dettaglio è pressoché inesistente nel mercato primario, visti i rendimenti molto scarsi che offrono da molti anni questa tipologia di titoli di Stato.

 

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