Aumento Assegno Sociale 2025, ecco di quanto cresce

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L’Aumento dell’Assegno Sociale nel 2025 non è più un’utopia. Il sostegno destinato ai soggetti in evidente stato di difficoltà economica viene ritoccato annualmente per adeguare l’importo alla percentuale di inflazione. Fortunatamente, sono buone le notizie per i percettori dell’aiuto che dal prossimo anno potrebbero vedere l’Assegno Sociale lievitare negli importi, non solo per effetto della percentuale di inflazione, ma per tutta una serie di fattori di cui ci occuperemo più avanti. Ma di quanto potrebbe incrementare l’Assegno Sociale 2025 e quali altre novità sono attese nel nuovo anno?

 

Assegno Sociale 2025, le previsioni sulla percentuale di rivalutazione

Allo stato attuale, non è possibile dare un’indicazione specifica della percentuale di rivalutazione per il 2025. Qualche dettaglio in più sarà disponibile solo dopo la pubblicazione del consueto decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze atteso per Natale.

È possibile però farsi un’idea su cosa ci aspetta il prossimo dando uno sguardo alle ultime previsioni. Secondo gli esperti, la percentuale di inflazione potrebbe oscillare tra l’1,5% e l’1,6%, una percentuale molto più bassa rispetto a quella del 2023 e del 2024. Basta andare indietro nel tempo di un anno per capire la portata di questa frenata. Sul finire del 2023 la percentuale di rivalutazione ha oltrepassato la soglia del 5%, un dato di gran lunga superiore rispetto a quello ipotizzato dagli esperti per il prossimo anno.

Tuttavia, la questione chiave resta un’altra: il governo seguirà una previsione leggermente inferiore rispetto al dato reale, oppure ci sarà un riallineamento completo ai valori effettivi dell’inflazione?

 

 

Aumento Assegno Sociale 2025, i nuovi importi

Prima soffermarci sull’aumento dell’Assegno Sociale 2025 è importante fare una precisazione: il contributo lo scorso anno è stato rivalutato del 5,4%, per una percentuale più bassa rispetto a quella dell’inflazione effettiva del 5,7%. Di conseguenza, ad inizio 2025, scatta il conguaglio per il recupero della differenza (0,3%).

Ma veniamo agli incrementi e ai nuovi importi del contributo attesi dal prossimo anno. Ovviamente, l’aumento dell’Assegno Sociale 2025 varia in misura diversa, come già anticipato, in base alla percentuale di inflazione. Partendo dall’importo garantito nel 2024, pari a 534,41 euro per 13 mensilità, si possono fare tutte le valutazioni del caso. Per il momento si può procedere solo per ipotesi, tenuto conto delle stime avanzate dagli esperti in materia.

Nello specifico, l’importo dell’Assegno Sociale salirà a 544,59 euro se le previsioni sul 2025 troveranno conferma nella realtà e se la rivalutazione si attesterà sull’1,6%. Viceversa, con una percentuale di rivalutazione dell’1,5%, l’aumento sarà più contenuto: mensilmente si riceveranno 544,10 euro.

Una differenza di pochi spiccioli, è vero, ma che potrebbe comunque fare la differenza in un contesto come quello attuale dominato dai rincari. Attenzione, però, perché spetta sempre al Ministero determinare la percentuale di rivalutazione dell’Assegno Sociale 2025, motivo per cui è sempre bene prendere con le pinze gli importi sopra citati.

 

A chi spetta, requisiti e come viene pagato

L’Assegno Sociale è una prestazione pagata dall’INPS a chi, nel rispetto delle condizioni fissate per l’accesso alla misura, si trova a vivere in condizioni di disagio economico. Subentrato alla pensione sociale, è riconosciuto solo se si rispettano specifici requisiti personali e reddituali.

L’Assegno Sociale spetta a coloro che non hanno o hanno un reddito insufficiente rispetto ai limiti annuali stabiliti (6.947,33 euro nel 2024 per i single, 13.894,66 euro per le famiglie), con un’età anagrafica di almeno 67 anni. In più, è necessario possedere la cittadinanza italiana (o equivalente) e risiedere in modo continuativo in Italia. Altro requisito, introdotto nel 2009, prevede almeno 10 anni di soggiorno legale e ininterrotto sul territorio dello Stato.

Il pagamento, invece, può avvenire in:

 

  • Forma intera –  a chi non ha alcun reddito, nel caso di persone non coniugate, oppure a chi ha un reddito familiare inferiore all’importo annuo dell’assegno;
  • Forma ridotta – rivolta a chi ha un reddito inferiore al totale annuo dell’assegno (se non coniugato) oppure a chi, se sposato, possiede un reddito familiare compreso tra l’importo annuo dell’assegno e il doppio di tale valore.

 

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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