Con l’avvicinarsi del nuovo anno, si inizia a parlare dell’aumento dell’Assegno Unico 2026. Come ogni gennaio, infatti, l’Inps adegua importi e soglie Isee dell’Auu in base alla variazione del costo della vita calcolato dall’Istat. Si tratta di un aggiornamento automatico che riflette l’andamento dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, al fine di preservare il potere d’acquisto.
Ma di quanto aumenteranno gli importi nel 2026? Quando scatteranno gli aumenti effettivi? E serve una nuova domanda per ricevere il contributo aggiornato?
In questo articolo:
- Aumento Assegno Unico 2026: rivalutazione dell’1,7% su importi e soglie Isee
- Aumento maggiorazioni Assegno Unico 2026: nuovi importi per figli, madri e famiglie numerose
- Da quando scattano gli aumenti dell’Assegno Unico 2026: calendario dei pagamenti Inps
- Nuove domande o semplice aggiornamento Isee: cosa fare per ricevere l’aumento
- Cosa cambia per le famiglie
Aumento Assegno Unico 2026: rivalutazione dell’1,7% su importi e soglie Isee
L’Inps applicherà una rivalutazione dell’1,7% agli importi dell’Assegno Unico Universale 2026, sulla base della variazione media dei prezzi comunicata dall’Istat per il 2025. La percentuale, apparentemente modesta, comporterà tuttavia un aumento generalizzato sia per gli importi base sia per le maggiorazioni. La finalità è quella di mantenere stabile il valore reale del beneficio, compensando gli effetti dell’inflazione. Nel dettaglio, l’importo minimo per la fascia Isee più alta (oltre 46.720,53 euro) salirà a 58,5 euro mensili, contro i 57,5 euro del 2025.
Per le fasce più basse, gli incrementi saranno proporzionali:
Isee fino a 17.520,19 euro: 204,4 euro mensili (erano 201 euro nel 2025);
Isee tra 21.725 e 21.841 euro: 182,8 euro (contro 179,7 nel 2025);
Isee tra 26.163 e 26.280 euro: 160,6 euro (contro 157,9 nel 2025).
In sintesi, un aumento medio di circa 3 euro a figlio per le fasce più basse e un euro circa per le più alte. L’effetto complessivo, pur contenuto, garantisce un adeguamento coerente con l’andamento dei prezzi e la politica di indicizzazione annuale.
Aumento maggiorazioni Assegno Unico 2026: nuovi importi per figli, madri e famiglie numerose
Non solo l’importo base, ma anche le maggiorazioni dell’Assegno Unico 2026 beneficeranno dell’aumento dell’1,7%.
Le somme aggiuntive, riconosciute in presenza di condizioni specifiche come disabilità o numero di figli, rappresentano una componente importante del sostegno economico.
Ecco la nuova tabella delle maggiorazioni fisse valide per tutte le fasce Isee:
Figlio under 21 non autosufficiente: 122,7 euro (da 120,6 nel 2025);
Figlio under 21 con disabilità grave: 111,0 euro (da 109,1);
Figlio under 21 con disabilità media: 99,4 euro (da 97,7);
Madre con meno di 21 anni: 23,4 euro (da 23).
A queste si aggiungono le maggiorazioni variabili legate all’Isee:
Figli dal terzo in poi: da 99,4 euro (fascia più bassa) a 17,5 euro (fascia più alta);
Bonus secondo percettore di reddito: da 35,0 euro (fascia più bassa) a importi progressivamente decrescenti.
L’aumento generalizzato delle maggiorazioni conferma la volontà di sostenere in modo particolare le famiglie numerose e quelle con figli disabili, categorie che beneficiano maggiormente del sistema Auu.
Da quando scattano gli aumenti dell’Assegno Unico 2026: calendario dei pagamenti Inps
Come da prassi, gli aumenti dell’Assegno Unico scatteranno automaticamente con il nuovo anno, ma i pagamenti Inps rivalutati saranno visibili a partire da febbraio 2026.
Il mese di gennaio, infatti, servirà all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale per aggiornare le tabelle, applicare la rivalutazione e verificare la corretta integrazione dei dati Isee. Gli adeguamenti relativi al mese di gennaio 2026 verranno poi corrisposti con gli arretrati a marzo, insieme alla mensilità ordinaria.
È quindi importante che i beneficiari non si allarmino se a gennaio gli importi risultassero invariati: l’aumento sarà applicato in modo retroattivo.
L’Inps pubblicherà come di consueto sul proprio portale le tabelle ufficiali aggiornate entro fine gennaio, con il dettaglio delle soglie Isee e delle relative fasce di importo.
Nuova domanda o semplice aggiornamento Isee? Cosa fare per ricevere l’aumento
Un punto fondamentale riguarda la necessità di presentare una nuova domanda. Anche per il 2026, chi già percepisce l’AUU non dovrà ripresentare la richiesta: il diritto resta valido, a condizione che la precedente domanda non sia revocata, decaduta o respinta.
Ciò che cambia, invece, è l’obbligo di aggiornare la Dichiarazione Sostitutiva Unica (Dsu) per ottenere il nuovo Isee 2026. Senza questo aggiornamento, l’Inps erogherà l’importo minimo previsto dalla legge, indipendentemente dal reddito reale della famiglia.
La DSU può essere presentata dal 1° gennaio e fino al 30 giugno 2026. Se viene trasmessa entro questa data, gli importi già percepiti verranno ricalcolati retroattivamente da marzo, con il pagamento degli arretrati dovuti.
In pratica:
Nessuna nuova domanda per l’Assegno Unico 2026;
Obbligatorio aggiornare l’Isee per ottenere l’importo corretto;
Arretrati riconosciuti se la Dsu è presentata entro il 30 giugno.
Un passaggio essenziale per non perdere parte dell’aumento previsto.
Cosa cambia per le famiglie
L’aumento dell’Assegno Unico 2026 non introduce modifiche strutturali, ma conferma la stabilità del sistema di sostegno alla genitorialità introdotto nel 2022.
Con l’adeguamento dell’1,7%, il beneficio si consolida come misura cardine del welfare familiare, garantendo una protezione costante contro l’erosione del potere d’acquisto.
Le famiglie con redditi medio-bassi continueranno a ricevere la parte più significativa del beneficio, mentre restano invariate le logiche di modulazione legate al numero dei figli e all’Isee. Il tutto in un contesto in cui l’Inps punta a semplificare le procedure e a rendere i pagamenti sempre più automatizzati.
In prospettiva, il Governo potrebbe valutare nel corso del 2026 ulteriori interventi selettivi – ad esempio aumenti straordinari per famiglie numerose o con figli disabili – ma al momento non risultano provvedimenti ufficiali in tal senso.









