Le vendite dei auto elettriche accelerano in Europa e negli Stati Uniti, a fronte dell’aumento dei prezzi di benzina e gasolio dettati dalla guerra in Iran. Il settore potrebbe uscire vincitore dallo scenario attuale. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).
Lo scoppio della guerra in Iran ha avuto e sta avendo forti ripercussioni sui prezzi delle materie prime energetiche. I prezzi di gas e petrolio hanno ripercorso la parabola che già nel 2022, all’epoca dell’avvio del conflitto in Ucraina, aveva portato a un forte incremento delle quotazioni del greggio. Se già allora il mercato delle auto elettriche era stato protagonista di una decisa ascesa nelle preferenze dei consumatori, l’attuale contesto pare spingere con decisione la diffusione mass market dei veicoli elettrici.
Nei primi tre mesi del 2026 le vendite in Europa sono cresciute del 32,5% rispetto a 12 mesi prima, toccando le quasi 547mila autovetture immatricolate. Dal 15,2% del 2025, la market share è salita al 19,4%. Una tendenza che interessa tutti i principali mercati di sbocco, Italia compresa. Nel Belpaese sono state vendute 37.836 unità nei primi tre mesi dell’anno, con una crescita delle immatricolazioni del 64,7% e una quota di mercato arrivata al 7,8% del totale dal 5,2% del 2025. Un trend che proprio con lo scoppio della guerra in Iran ha visto una netta accelerazione: nel solo mese di marzo sono state immatricolate 16.000 auto elettriche, nuovo record storico per un singolo mese e un impressionante +71,1% su base annua.
Negli Usa la tendenza è simile e l’abbandono dei motori termici per neutralizzare la volatilità dei costi energetici appare su entrambe le sponde dell’Atlantico non più e non solo una scelta economica ma piuttosto una strategia di difesa economica. Le auto elettriche appaiono dunque tra i possibili vincitori di questo nuovo contesto geopolitico e a favorirne le prospettive contribuisce anche l’avvicinarsi della parità di prezzo tra termico ed elettrico. Scenario attualmente previsto per il 2030 ma che potrebbe addirittura avvicinarsi se la crescita delle vendite dovesse favorire lo sviluppo di economie di scala.









