Auto elettriche, l’Europa non ci crede abbastanza e intanto Byd prende terreno

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Le case automobilistiche europee arrivano alla vigilia del nuovo pacchetto Ue chiedendo margini per continuare a produrre motori a combustione oltre il 2035, proprio mentre la domanda di auto elettriche nel continente sta accelerando e ridisegnando gli equilibri competitivi. Ed è in questa faglia che si sta inserendo la Cina, con Byd che cresce a ritmi che l’industria europea non può più permettersi di ignorare.

 

In questo articolo:

 

  • Auto termiche, l’Europa cerca di rinegoziare la scadenza del 2035
  • Una transizione che avanza
  • Auto elettriche, la Cina accelera mentre l’Europa guarda indietro

 

Auto termiche, l’Europa cerca di rinegoziare la scadenza del 2035

Dopo aver sostenuto obiettivi ambiziosi all’inizio del decennio, Volkswagen, Renault e gli altri produttori europei spingono ora per un ammorbidimento del divieto sulle auto a combustione previsto per il 2035. Le principali associazioni di settore chiedono che carburanti a zero emissioni di CO₂, ibridi plug-in e range extender restino sul mercato anche dopo quella data, sostenendo che la rigidità normativa potrebbe aggravare la già complessa posizione competitiva dell’industria europea.

A tal proposito, come riportato da Reuters, la Commissione europea dovrebbe annunciare nel mese di dicembre la creazione di una nuova categoria di piccole auto elettriche a prezzi accessibili, proprio con l’obiettivo di contrastare la concorrenza cinese e rilanciare il mercato europeo. L’idea, ha spiegato il Commissario all’Industria Stephane Séjourné all’Automotive Industry Day di Parigi, è permettere ai produttori di lanciare veicoli compatti tra 15.000 e 20.000 euro, alleggerendo i vincoli normativi che oggi incidono sui costi finali.

 

Una transizione che avanza

Se è vero che la transizione ha attraversato due anni di rallentamento, gli ultimi dati Acea indicano una ripresa netta dell’elettrico in Europa. I dati Acea, come riportato in un precedente articolo di Borsa&Finanza, mostrano che nei primi dieci mesi dell’anno i veicoli elettrici a batteria hanno raggiunto una quota del 16%, in aumento rispetto al 13% del 2023. In ottobre, le immatricolazioni complessive nell’Ue sono salite del 4,9%, con una spinta determinante proprio dai veicoli a nuova energia: il loro peso è arrivato al 63,9% delle vendite, contro il 55,4% dello scorso anno.

Le auto elettriche hanno segnato un balzo del 38,6% nel mese, mentre le ibride plug-in sono cresciute del 43,2% e le ibride del 9,4%. Nonostante infrastrutture ancora insufficienti in Europa centrale e orientale e costi energetici elevati, la traiettoria della domanda è in salita.

 

Auto elettriche, la Cina accelera mentre l’Europa guarda indietro

Il cambiamento più evidente arriva però dalla Cina, e in particolare da Byd, oggi il nome che più di tutti sta ridisegnando gli equilibri del mercato europeo. Il gruppo cinese specializzato in veicoli elettrici ha registrato a ottobre un aumento del 195% delle immatricolazioni, passando da 4.525 a 13.350 unità. Nei primi dieci mesi dell’anno la crescita è stata ancora più evidente, +239,6% per un totale di 94.216 veicoli venduti. Mentre le case europee chiedono più tempo per mantenere in vita il motore a combustione e discutono di deroghe al 2035, Byd sta aumentando la propria presenza proprio nel segmento che cresce di più.

La progressione di Byd mostra che il riequilibrio in atto non è episodico, ma strutturale. E, a questo punto, una domanda s’impone: possiamo davvero dare per scontato che la clientela continuerà a scegliere i marchi premium europei solo per mera consuetudine? Gli ultimi dati suggeriscono che, mentre l’Europa preferisce rimanere ancorata alla combustione, una parte del mercato ha già iniziato a orientarsi altrove.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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