Mentre i produttori di auto elettriche europei e statunitensi annaspano di fronte al calo della domanda, l’automotive cinese mostra segnali di forza. Xiaomi ha dichiarato di aver raccolto 5,5 miliardi di dollari dalla vendita di azioni per sostenere i suoi piani sui veicoli elettrici. La società ha collocato 800 milioni di azioni a 53,25 dollari di Hong Kong ciascuna. Il prezzo finale si è avvicinato alla parte alta della fascia compresa tra 52,80 e 54,60 HKD.
L’azienda ha dichiarato che il denaro sarà utilizzato per finanziare l’espansione del business, la ricerca e lo sviluppo tecnologico. Il terzo produttore di smartphone al mondo ha iniziato a produrre auto elettriche lo scorso anno, con il lancio della berlina SU7. Nel 2024, il business ha generato un fatturato di 32,1 miliardi di yuan, pari a 4,4 miliardi di dollari, registrando la consegna di 135 mila veicoli. L’azienda ha come obiettivo di consegnare quest’anno fino a 350 mila veicoli, mentre inizierà a esportare all’estero a partire dal 2027. Per questo scopo, ha acquistato un terreno di 52 ettari nel sud di Pechino, dove costruirà una fabbrica di automobili.
La vendita delle azioni di Xiaomi arriva poche settimane dopo quella di BYD da 5,6 miliardi di dollari. L’emissione della società con sede a Shenzhen è stata la più grande a Hong Kong dal 2021, allorché il leader della consegna cibo a domicilio Meituan ha raccolto 10 miliardi di dollari. Anche BYD intende cambiare marcia, dopo che le sue vendite hanno superato quelle di Tesla. L’ascesa del colosso cinese è stata incontenibile negli ultimi anni, facendo leva sul vantaggio competitivo dell’integrazione verticale che permette di tenere i costi bassi lungo tutta la catena di produzione.
Automotive cinese: cosa significa il boom della raccolta di capitali
Gli accordi di Xiaomi e BYD segnano un passo importante dell’automotive cinese, in un contesto in cui le tensioni a livello internazionale sono alte a causa della guerra commerciale in corso innescata dai dazi USA. L’ondata di raccolta di capitali è frutto di un sentiment positivo che oggi c’è nel settore tecnologico cinese, a differenza di quanto accadeva solo fino a pochi mesi fa. Il governo di Pechino ha deciso di sostenere le grandi aziende tecnologiche e stimolarle allo sviluppo e all’innovazione. Nel frattempo, Hong Kong si sta rivelando un hub importante nelle emissioni di azioni. Quest’anno la cifra ha superato i 13 miliardi di dollari e ora la piazza finanziaria è sulla buona strada per registrare il più prolifico trimestre dal periodo aprile-giugno del 2021 (dati Bloomberg).
Tutto ciò si è riflesso in Borsa, con l’indice Hang Seng di Hong Kong che è diventato uno dei migliori performer del mondo. Xiaomi ha visto la sua capitalizzazione aumentare di quasi il 55% da inizio 2025, ma più che triplicare da agosto scorso dopo che la società ha realizzato la crescita dei ricavi più rapida dal 2021. Le azioni BYD sono invece salite del 46% quest’anno, portando a oltre l’80% la performance negli ultimi 12 mesi.
Gli investitori stanno mostrando un rinnovato interesse per le operazioni cinesi dopo averle evitate negli ultimi anni. “La festa sembra continuare”, ha detto Andy Maynard, responsabile delle azioni di China Renaissance Securities. “Nelle ultime settimane ci sono stati 11 miliardi di dollari in nuova carta, è impressionante. Le persone sono ancora felici di comprare, indipendentemente da ciò che sta accadendo a livello di geopolitica”. Secondo Vey-Sern Ling, amministratore delegato di Union Bancaire Privee, ora “altre società che probabilmente seguiranno l’esempio (di Xiaomi e BYD, n.d.r.) saranno per lo più tecnologiche, in particolare quelle che hanno visto i prezzi delle loro azioni salire. È una buona opportunità per utilizzare i prezzi più alti delle loro azioni per raccogliere più soldi”.









