C’è un numero che più di altri permette di identificare il momento che sta attraversando Azimut: 945 milioni di euro. È la raccolta netta di marzo 2026, un dato che, preso isolatamente, racconta un mese solido, ma che acquista un significato ben diverso se inserito nella traiettoria del trimestre. Perché è proprio quel numero a portare il totale da inizio anno a 4,6 miliardi di euro, una soglia che sposta l’asticella e definisce con chiarezza il passo del gruppo nei primi tre mesi dell’anno.
In questo articolo:
- Azimut, l’impatto del risparmio gestito
- Il ruolo centrale dei fondi comuni
- Azimut, l’importanza dell’Italia
Azimut, l’impatto del risparmio gestito
Come si evince dal comunicato ufficiale, a fine marzo le masse complessive si sono attestate a 143,8 miliardi di euro, in crescita del 2% rispetto ai 140,9 miliardi di fine 2025. Anche qui, il dato assoluto è solo una parte della storia. L’incremento delle masse, infatti, è il risultato combinato della raccolta e dell’andamento dei mercati, ma nel caso di Azimut è la componente dei flussi a fare la differenza.
Non sorprendono allora le parole di Alessandro Zambotti, ceo e cfo del gruppo. “Chiudere il primo trimestre con una raccolta di 4,6 miliardi di euro è una chiara dimostrazione della fiducia che i clienti ripongono nelle nostre soluzioni di investimento, che spaziano dai mercati pubblici a quelli privati”. È una dichiarazione che va letta con attenzione, perché mette in fila due elementi chiave: da un lato la dimensione dei flussi, dall’altro la loro composizione.
Marzo, in questo senso, è un mese particolarmente indicativo. Dei 945 milioni raccolti, oltre il 70% è confluito in soluzioni di risparmio gestito. Un dato che non solo conferma la qualità della raccolta, ma segnala anche una precisa direzione strategica. In un contesto in cui la liquidità può muoversi rapidamente verso strumenti più tattici, il fatto che la maggior parte dei flussi si indirizzi verso prodotti gestiti indica un livello di fiducia più profondo, legato alla relazione consulenziale e alla struttura dell’offerta.
Il ruolo centrale dei fondi comuni
Entrando nel dettaglio delle componenti, emerge con chiarezza il ruolo centrale dei fondi comuni, che nel mese registrano 634 milioni di raccolta e portano il totale da inizio anno a 2,7 miliardi, con masse che salgono a 51,1 miliardi (+3,6% rispetto a fine 2025). È qui che si concentra una parte significativa della crescita, a dimostrazione di come il core business tradizionale continui a funzionare con efficacia. Importante anche il contributo dei fondi alternativi, che a marzo raccolgono 51 milioni e arrivano a 337 milioni nel trimestre, con masse in crescita del 5,1% a 7,5 miliardi. Non si tratta di numeri ancora comparabili con quelli dei fondi tradizionali, ma la dinamica percentuale racconta una tendenza chiara: il peso dei private markets è in aumento e contribuisce in modo crescente alla qualità complessiva della raccolta.
Più articolata è la lettura delle altre componenti. Le attività di discretionary & advisory registrano 142 milioni nel mese, ma restano sostanzialmente stabili nel trimestre (+55 milioni), con masse in lieve calo a 43,3 miliardi (-1,1%). Un dato che riflette probabilmente una riallocazione interna dei flussi più che una debolezza strutturale. Anche il segmento life e fondi pensione mostra una dinamica contenuta, con 11 milioni a marzo e 43 milioni da inizio anno, mentre le masse scendono leggermente a 10,2 miliardi (-2,1%).
A fare da contrappeso è il contributo delle affiliate strategiche, che continuano a rappresentare uno dei pilastri della crescita. Con 106 milioni di raccolta a marzo e 1,47 miliardi nel trimestre, questo segmento porta le masse a 31,7 miliardi (+4,8%). È un dato particolarmente rilevante perché riflette l’espansione del gruppo in attività complementari e partnership, che rafforzano la diversificazione del modello.
Azimut, l’importanza dell’Italia
Se si sposta lo sguardo sulla distribuzione geografica, il quadro si arricchisce ulteriormente. L’Italia resta il principale motore, con 802 milioni di raccolta a marzo e 2,34 miliardi nel trimestre. Le masse domestiche si attestano a 68,3 miliardi, sostanzialmente stabili (+0,5%). È un dato che conferma la solidità della rete, ma anche una certa maturità del mercato, dove la crescita passa sempre più dalla qualità dei flussi piuttosto che dalla loro espansione quantitativa.
Diverso il discorso per le altre aree. L’EMEA registra un dato mensile negativo (-47 milioni), ma chiude il trimestre in positivo per 109 milioni, con masse in crescita del 4,7% a 11,1 miliardi. Le Americhe mostrano una dinamica più lineare, con 86 milioni a marzo e 497 milioni da inizio anno, portando le masse a 28,7 miliardi (+2,2%). L’Asia-Pacifico resta più volatile, con un leggero deflusso nel mese (-2 milioni), ma un saldo positivo nel trimestre (+193 milioni), mentre le masse si mantengono sostanzialmente stabili a 3,9 miliardi.
Ancora una volta, sono le affiliate strategiche a distinguersi, con 1,47 miliardi di raccolta nel trimestre e una crescita delle masse del 4,8%. Un contributo che rafforza l’idea di un modello sempre più articolato, in cui la crescita non dipende da un’unica area o da un solo prodotto, ma da una combinazione di fattori. È proprio questa combinazione a costituire il vero punto di forza di Azimut Holding. La diversificazione, più volte richiamata anche nelle parole di Alessandro Zambotti, non è uno slogan, ma un elemento tangibile che emerge dai numeri. Diversificazione per prodotto, per geografia, per canale distributivo. Un equilibrio che consente al gruppo di assorbire eventuali debolezze in una componente con la forza delle altre.
Non è un caso che lo stesso Zambotti sottolinei come “la diversificazione e resilienza del nostro modello di business ci permettono di navigare i mercati con solidità anche nelle fasi più volatili e complesse”. È una frase che, letta alla luce dei dati, trova un riscontro concreto. In un trimestre che non è stato privo di incertezze sui mercati, Azimut è riuscita a mantenere un ritmo di raccolta elevato, senza evidenti discontinuità.









