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Azionario Cina, cosa fare dopo la presentazione degli obiettivi di crescita

Nell'immagine la sala plenaria dell'Assemblea nazionale del popolo cinese

La Cina ha un obiettivo di crescita del PIL 2024 al 5%, lo stesso livello dello scorso anno. Il deficit è atteso al 3%, a fronte del 3,8% del 2023. È quanto si legge nel documento governativo presentato in apertura del Congresso nazionale del popolo. Anche per quest’anno è atteso un programma di emissioni di titoli speciali di debito per un controvalore di 1.000 miliardi di yuan (circa 140 miliardi di dollari), da iscrivere fuori bilancio per sostenere le parti in difficoltà dell’economia domestica. Altri obiettivi ambiziosi del piano della Cina sono l’inflazione al 3% – ma il Paese è alle prese con una pericolosa spirale di deflazione – la creazione di 12 milioni di nuovi posti di lavoro urbani e un tasso di disoccupazione intorno al 5,5%.

Occhi puntati anche su Taiwan, con la conferma della determinazione a contrastarne l’indipendenza. Per questo motivo la Cina ha stimato una crescita del 7,2% del budget militare nel 2024, allo stesso livello dello scorso anno, a 1.665 miliardi di yuan (circa 232 miliardi di dollari).

 

Azioni Cina, le quotazioni del FTSE China A50 puntano a 12.250

Contenente le azioni quotate sulle Borsa di Shanghai e Shenzhen, l’indice FTSE China A50 sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri (+1,63%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 12.044, per poi andare a chiudere sul finale non distante a quota 12.004.

Dopo il doppio minimo formatosi nella seconda metà di gennaio in area 10.750, l’indice cinese ha invertito drasticamente la propria rotta con un deciso movimento di risalita, piuttosto costante e lineare. Al momento non vi sono stati ritracciamenti degni di nota, se non pochissime sedute negative subito riassorbite il giorno successivo, ma non è neanche il momento di attenderseli, visto che i corsi scontano già l’oramai imminente raggiungimento della resistenza posta sul livello 12.250 (massimo relativo di inizio novembre 2023), Quindi, c’è ancora spazio per un’ulteriore rialzo e occasione per entrare sul mercato. Dai massimi del 2023, infatti, il calo dei prezzi è stato molto netto ed è molto probabile che il recupero in corso sia solido e duraturo, ovviamente destinato a investitori di medio/lungo periodo.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 12.044 con target nell’intorno dei 12.250 punti, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 11.758 con obiettivo molto vicino al livello 11.571. L’impostazione algoritmica, infatti, vede i prezzi stazionare al di sopra dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a inizio febbraio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 64.


L’andamento di breve termine dell’indice FTSE China A50

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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