Azionario growth: tempesta perfetta, puntare sulle società di qualità - Borsa&Finanza

Azionario growth: tempesta perfetta, puntare sulle società di qualità

Un faro nel mezzo di una tempesta

La tempesta perfetta si è abbattuta sulle Borse e si è accanita in particolare contro l’azionario growth. I titoli delle società più innovative e dinamiche, che hanno vissuto momenti di gloria durante gli anni del Covid (2020 e 2021), hanno fatto peggio del resto del mercato nel 2022. La fine dei lockdown è stata uno degli inneschi dell’indebolimento ma i principali colpevoli del sell-off sono l’inflazione e il rialzo dei tassi di interesse. Tra un paio di mesi si potrebbe aggiungere anche la recessione a peggiorare lo scenario. Tuttavia per Comgest, asset manager con un approccio di investimento “quality growth” di lungo periodo, le vendite indiscriminate che hanno colpito il segmento nei mesi passati hanno abbassato le valutazioni anche di quelle imprese più solide, creando delle opportunità interessanti.

 

Società growth, conta il posizionamento sul mercato

Le strategie growth hanno sofferto tutte nella prima parte dell’anno, che siano quality o meno. E Comgest non lo nasconde. La strategia Comgest Growth Europe, per esempio, è in rosso del 26%. L’indice Msci World Growth ha perso nello stesso periodo (dato al 30 settembre 2022) il 32,28% contro il -25,13% segnato dall’indice Msci World. “Ma non per questo cambieremo lo stile di investimento che ci accompagna da quarant’anni” ha chiarito Gabriella Berglund, responsabile Comgest per l’Italia, che ha poi proseguito: “Il nostro stile di investimento è stato penalizzato quest’anno ma l’azionario growth di qualità tornerà interessante”.

Azioni di società con bilanci solidi, la capacità di generare flussi di cassa positivi, con un potere di determinazione del prezzo, finanziariamente poco esposte, con una visibilità dei ricavi e con utili in crescita costante potrebbero essere per Comgest una scelta vincente. Anche in virtù della svalutazione subita da inizio anno, che ha riportato il rapporto prezzo/utili sui livelli delle medie di lungo termine (20x) e, in alcuni casi, anche al di sotto.

 

Azionario growth, i titoli da tenere d’occhio

Le imprese inserite nei portafogli di Comgest, nonostante non siano scampate alle vendite, hanno conseguito ottimi risultati nella crescita degli utili o in sviluppi idiosincratici. A sottolinearlo è Zak Smerczak, analista e gestore Comgest Growth World, che cita Novo Nordisk, Eli Lilly ed Essilor Luxottica come esempi. Le prime due hanno sviluppato dei farmaci contro l’obesità, un problema che coinvolge l’intero mondo sviluppato, mentre la società della famiglia Del Vecchio sta ottenendo sinergie importanti dopo l’acquisizione di Grand Vision e potrebbe vedere i margini salire dal 15% al 20% circa nei prossimi anni. “Per il futuro confidiamo sulla resilienza degli utili delle nostre società, che mostrano un tasso di crescita annuale composto degli utili per azione a 5 anni del 12%, e che sono tutte caratterizzate da bilanci solidi, margini elevati, capacità di compensare l’inflazione con aumenti di prezzo e una sensibilità economica relativamente bassa” ha proseguito Smerczak.

Tra le altre azioni che secondo Comgest sono destinate a fare bene nei prossimi anni ci sono Asml, società leader nei sistemi di fotolitografia per l’industria dei semiconduttori e monopolista su alcuni sistemi avanzati come l’Euv (Extreme ultraviolet litogrpahy), Lvmh e Ferrari, marchi del lusso con un elevato pricing power, Sika, leader della chimica industriale, Tencent e Meta nel mondo virtuale, Costco e Amazon nell’e-commerce. Sono solo alcuni esempi di società che beneficiano di fattori di crescita positivi e di un forte interesse dei clienti che Comgest ha deciso di inserire nei suoi portafogli con un’ottica di lungo termine.

 

La solidità è fatta anche di sostenibilità

L’importanza dei fattori ESG non è secondaria nel processo di selezione delle società su cui Comgest investe. Lo ha chiarito Xing Xu, analista ESG Asia ex-Japan a corollario della presentazione di Comgest. “Abbiamo scelto di incorporare i criteri ESG nel nostro processo di investimento – ha commentato – e puntiamo ad avere una valutazione completa delle società in cui investiamo, integrando la qualità dei dati finanziari con i criteri ESG”. In particolare la cultura aziendale e la buona governance sono valori considerati importanti da Comgest: “Analizziamo la cultura aziendale per vedere se essa presenti delle caratteristiche che permettono di attrarre i talenti o, al contrario, se all’interno dell’azienda sia riscontrabile una cultura tossica che porta alla fuga dei cervelli, cercando di favorire il miglioramento implementando pratiche di engagement” ha concluso l’analista.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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