Azioni: 5 grandi rischi potrebbero turbare i mercati a settembre

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Settembre è tradizionalmente un mese ostico per le azioni e l’ultima seduta a Wall Street ha subito alimentato qualche brutto presagio. L’indice S&P 500 ha chiuso con una perdita dello 0,64% venerdì scorso. Niente di allarmante per ora, ma l’attenzione degli investitori è alta per quanto potrebbe accadere nelle prossime settimane.

 

In questo articolo:

 

  • Azioni: cosa sta turbando gli investitori
  • Ecco 5 grandi rischi a settembre

 

Azioni: cosa sta turbando gli investitori

L’entusiasmo del mercato nei confronti delle azioni è stato frenato negli ultimi giorni da una serie di fatti che hanno indotto gli operatori a prendere profitto dopo un’ascesa delle quotazioni partita da circa metà aprile. Le tensioni a livello geopolitico – con le trattative per la fine della guerra Russia-Ucraina ancora in alto mare – stanno recitando un ruolo importante, mentre si sta scatenando la corsa ai beni rifugio. Nel contempo, la mossa del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di licenziare la governatrice della Federal Reserve Lisa Cook ha sollevato preoccupazioni sull’indipendenza della Banca centrale americana. La trimestrale di Nvidia pubblicata il 27 agosto è stata eccezionale come al solito, superando le aspettative degli analisti. Tuttavia, il mercato è stato abituato a numeri strabordanti e ora ha alzato le pretese. Ciò significa che letture “più normali” non forniscono quella spinta alle Borse che si è vista in altre occasioni.

 

Attenzione ai rischi

I banchi di prova per le azioni sono molteplici nel mese di settembre, secondo gli osservatori finanziari. Uno riguarda la Fed, che il 16/17 settembre si riunirà per decidere sui tassi di interesse. Analisti e investitori si aspettano che il governatore Jerome Powell tagli il costo del denaro di un quarto di punto, ma c’è chi non esclude una sforbiciata di 50 punti base se i dati sull’occupazione in programma per venerdì 5 settembre dovessero essere particolarmente deludenti. Tuttavia, quanto accaduto recentemente con la questione di Lisa Cook ha riacceso le preoccupazioni sull’indipendenza della Fed, la quale potrebbe essere portata ad indugiare ancora prima di abbassare i tassi facendo aumentare l’incertezza sulle prospettive.

Un altro rischio per le azioni proviene dalla Francia, dove il primo ministro Francois Bayrou potrebbe non ottenere il voto di fiducia l’8 settembre allorché presenterà il piano dei tagli del bilancio. Una caduta del governo implicherebbe la scelta del presidente della Repubblica Emmanuel Macron di nominare un nuovo premier o scogliere il parlamento indicendo nuove elezioni. Ciò getterebbe la Francia in un territorio di incertezza, con ripercussioni potenzialmente gravi per il mercato azionario nazionale ed europeo. Ci potrebbe essere “un effetto domino e dovremo mettere in discussione la sostenibilità della performance dei mercati europei”, ha detto Stephane Ekolo, strategist azionario globale del broker Tradition.

Un terzo rischio potrebbe derivare dalla guerra in Ucraina. Dopo il vertice in Alaska del mese scorso tra Trump e il presidente russo Vladimir Putin per porre fine al conflitto, si sperava che tutti quanti marciassero verso un accordo di pace. In realtà questa speranza è andata via via affievolendosi, come confermano gli ultimi attacchi russi e ucraini alle reciproche centrali energetiche. Questo clima di tensione rischia di inasprire ulteriormente il sentiment degli investitori, che si allontanerebbero dalle attività più rischiose.

In quarto luogo, potrebbe riaffacciarsi l’incubo dei dazi, nonostante gli accordi finora raggiunti tra Trump e diversi partners commerciali. A preoccupare è la pressione che gli Usa stanno esercitando sull’India, mentre gli investitori vorranno verificare se l’estensione della tregua con la Cina sia temporanea o diventerà permanente.

Infine, c’è da considerare un discorso di valutazioni dei mercati azionari che viaggiano sui massimi storici e potrebbero indurre gli investitori a prendersi una pausa. Questo ancor più che settembre è storicamente un mese debole per le azioni. Dal 2020, l’indice MSCI World è diminuito in media di quasi il 4% ogni settembre.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari