In una giornata debole per la Borsa italiana non fanno eccezione le azioni A2a, che proseguono la loro fase correttiva di breve periodo partita nelle settimane passate dopo la pubblicazione dei conti del 3° trimestre.
In queste ore poco impatto sta avendo il nuovo accordo sottoscritto dall’utility lombarda con Siad nel settore delle energie rinnovabili. Questo prevede la fornitura di 87,6 GWh annui di energia elettrica da fonti rinnovabili, garantita in modalità Base Load, ovvero con una disponibilità costante durante tutte le ore dell’anno.
L’energia sarà prodotta da impianti A2a distribuiti su tutto il territorio nazionale, con un mix tecnologico composto per circa il 70% da fonte eolica e 30% da fotovoltaico. Questo approvvigionamento, pari al consumo di circa 32.400 famiglie, consentirà di evitare l’emissione di circa 44.000 tonnellate di CO2 l’anno.
L’accordo di queste ore è in linea con il Piano strategico al 2035 dell’azienda guidata da Renato Mazzoncini e conferma non solo il suo contributo alla decarbonizzazione del Paese ma rafforza il suo ruolo nella transizione energetica. Siad raggiunge l’obiettivo strategico di riduzione delle emissioni del 25% e il 40% di utilizzo di energie rinnovabili entro il prossimo anno. L’intesa odierna va inoltre a rafforzare la partnership tra le due aziende, che nel 2021 avevano sottoscritto un PPA, riguardante la fornitura di energia verde da un impianto fotovoltaico in grado di generare 15 GWh l’anno.
Azioni A2a: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno muovendo le azioni A2a a Piazza Affari. Con volumi in calo rispetto alle precedenti sedute, è una giornata ancora all’insegna della debolezza. Con un calo dello 0,7%, il titolo transita nei pressi dei 2,27 euro. Con un’impostazione di fondo che rimane al rialzo, nel breve periodo fondamentale sarà la tenuta dei prossimi supporti situati sui 2,25 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo.
Nel caso in cui dovessimo assistere alla violazione dei questi supporti, si avrebbe a un rafforzamento di quella pressione ribassista partita nello scorso mese di novembre da area 2,74 euro, con prossimi obiettivi situati sui 2,20 euro. La perdita di tali sostegni dovrebbe far continuare le vendite, spingendo il titolo prima in direzione dei 2,15 euro e successivamente verso i minimi degli ultimi 8 mesi in area 2,10-2,07 euro.
Al contrario la tenuta dei 2,25 potrebbe porre le basi per un rimbalzo del titolo il cui primo obiettivo sarebbe situato sui 2,31-2,32 euro e a seguire i 2,37-2,40 euro, dove troviamo sia la media mobile a 50 giorni che l’indicatore daily del Supertrend. Il superamento di queste aree resistenziali dovrebbe rafforzare il quadro grafico di breve termine, con prossimi target i 2,45 euro e successivamente la soglia dei 2,50 euro.
Se le azioni avessero la forza di lasciarsi alle spalle questi ultimi livelli, si dovrebbe assistere a una continuazione del recupero in direzione dei 2,54 euro e in seguito i 2,60 euro. Oltre queste aree si aprirebbero le porte per andare a chiudere il gap-down lasciato aperto lo scorso 12 novembre in area 2,693 euro e successivamente i top d periodo in area 2,74 euro.
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