Azioni A2A: quali target con cessione asset ad Ascopiave e accordo con Bp?

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A Piazza Affari la nuova settimana si apre all’insegna degli acquisti per le azioni A2A, che beneficiano di alcune operazioni comunicate nelle ultime ore dall’utility milanese. Il primo accordo del gruppo guidato da Renato Mazzoncini e stato siglato con Ascopiave, con la cessione a quest’ultima del 100% di Ap Reti Gas North, società che gestisce circa 490 mila utenze di riconsegna gas, situate nelle province di Brescia, Cremona, Bergamo, Pavia e Lodi. L’operazione sarà efficace a partire da domani e il valore è vicino ai 430 milioni di euro. Il perimetro comprende un’attività regolata di 397 milioni di euro e un margine operativo lordo pari nel 2023 a 44 milioni di euro. L’acquisizione è stata finanziata da Ascopiave utilizzando parte dei proventi derivanti dalla cessione della partecipazione in EstEnergy e per il resto tramite debito bancario.

La seconda operazione riguarda un accordo con Bp per la compravendita di gas naturale liquefatto da 1 miliardo di metri cubi circa all’anno tra il 2027 e il 2044. Grazie a questo accordo A2A ha scelto di diversificare il mix delle forniture, beneficiando di una maggiore stabilità e prevedibilità dei prezzi nel medio lungo periodo. Il contratto è in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dal piano industriale del gruppo al 2035. Questo prevede una riduzione del 65% delle emissioni di scopo 1 e 2, grazie anche alla crescita della capacità installata da fonti rinnovabili, pari a 5,7 GW, e all’elettrificazione dei consumi energetici finali. Le consegne del gas, che partiranno nell’ultima parte del 2027, vedranno una riduzione dei carichi a partire dal 2042.

 

Azioni A2A: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni A2A sulla Borsa italiana. Con volumi in calo rispetto alla media giornaliera mensile, è una seduta al momento in leggero territorio positivo, con i prezzi che scambiano in area 2,29 euro. Con tutti i time frame e gli indicatori di forza impostati al rialzo, le attese sono per una continuazione degli acquisti, prima in direzione dei 2,35-2,38 euro, massimi annuali, e a seguire i massimi del 2008 situati sui 2,50 euro. L’eventuale superamento di queste aree resistenziali andrebbe a rafforzare la struttura grafica di fondo, con prossimi obiettivi i 2,65-2,70 euro e successivamente i 2,90 euro. In questo contesto tutte le prese di beneficio che dovessero riportare i corsi verso i 2,20-2,18 euro, dove troviamo sia la media mobile di lungo periodo che l’indicatore daily del Supertrend, rappresenterebbero delle buy opportunity.

Al contrario, la perdita dei livelli appena menzionati, dovrebbe innescare una fase correttiva più profonda in direzione dei 2,10-2,09 euro e successivamente i 2,05 euro. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli dovessero essere violati, si apriranno le porte per ulteriori discese prima in direzione della soglia dei 2 euro e a seguire sui minimi registrati nello scorso mese di aprile in area 1,89 euro. La perdita di tali supporti andrebbe a indebolire la struttura grafica primaria, la quale potrebbe essere sfruttata per operazioni ribassiste. In questo caso il prossimo target sarebbe sugli 1,82 euro e a seguire gli 1,75 euro, che rappresentano gli ex massimi di marzo 2023.

 

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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