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Azioni Alphabet: quali i risvolti con delocalizzazione in India?

Una sede di Google

Tra i temi da seguire a Wall Street nell’ultima seduta dell’ottava troviamo le azioni Alphabet, dopo la decisione presa da Google di delocalizzare la sua produzione al di fuori della Cina. Il paese scelto dal colosso statunitense, guidato dall’amministratore delegato Sundar Pichai sarà l’India, dove Google inizierà a produrre gli smartphone della serie Pixel 8 e 8 Pro, presentati nelle scorse settimane, per poi estendere nel 2024 l’attività ad altri modelli. La decisione, presa in queste ore, consentirà all’azienda da una parte di diversificare la catena di approvvigionamento che fino dipende fortemente dalla Cina e dall’altra aggirare le tensioni con gli Stati Uniti.

Nel corso dell’evento Google for India l’azienda ha anche svelato ulteriori piani di investimento nel paese, come l’utilizzo delle sue infrastrutture legate al cloud per digitalizzare i servizi per i cittadini da parte delle pubbliche amministrazioni. Ricordiamo che già nei mesi passati l’azienda aveva contattato alcuni potenziali partner con cui stipulare accordi di collaborazione, tra cui Lava, Dixon e Foxconn che avevano avuto accesso agli incentivi governativi per la promozione della produzione locale.

Sottolineiamo infine che solo 24 ore fa Google ha dichiarato di essere pronta a lanciare una nuova funzione di Google Search per gli studenti di lingua inglese. Nello specifico il gigante tecnologico è pronto nei prossimi giorni a far utilizzare lo strumento di apprendimento dell’inglese per gli utenti Android in Argentina, Colombia, India, Indonesia, Messico e Venezuela con un feedback personalizzato in tempo reale.

 

Azioni Alphabet: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere cosa ci suggerisce l’analisi tecnica sulle azioni Alphabet per le prossime giornate. Nonostante la debolezza delle ultime due sedute non cambia il trend primario presente sul titolo Alphabet, con i prezzi che rimangono sempre vicini ai top annuali situati sui 141 dollari. Nel breve termine, l’eventuale superamento di queste aree andrebbe a rafforzare ulteriormente il quadro grafico, con possibili allunghi prima verso i 143,5 dollari e in seguito sui massimi di sempre situati sui 151,6 dollari. Nel caso in cui i prezzi dovessero lasciarsi alle spalle questi ultimi livelli si andrebbe a realizzare un testa e spalle rialzista con target ambiziosi fin oltre la soglia dei 200 dollari. In questo contesto eventuali prese di beneficio verso i 130 dollari, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle buy opportunity.

Al contrario, una discesa delle quotazioni sotto i 130 dollari, dove passa la trendline rialzista che parte dai minimi dello scorso mese di marzo, aprirebbe la strada a vendite più intense con un primo obiettivo la ricopertura del gap-up lasciato aperto lo scorso 26 luglio in area 123,15 dollari e a seguire i 115 dollari, dove transita la media mobile di lungo periodo. Dal punto di vista operativo una discesa sotto tali supporti farebbe proseguire la fase correttiva fin verso i 105 dollari, dove troviamo l’importante trendline ascendente che parte dai minimi di ottobre 2022 e congiunge i minimi di gennaio e marzo dell’anno in corso.

 

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AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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