Azioni Alphabet: quali i target ribassisti dopo i conti trimestrali? - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Azioni Alphabet: quali i target ribassisti dopo i conti trimestrali?

Un'immagine di un esterno di una sede di Alphabet, con sedie e tavolini e la G di Google

Al centro dell’attenzione a Wall Street oggi ci saranno le azioni Alphabet, che in apertura di contrattazioni dovrebbero soffrire dopo la trimestrale a  luci e ombre diffusa nella serata di ieri. Nello specifico, la holding a cui fa capo Google ha chiuso l’ultimo trimestre del 2023 con un fatturato in rialzo del 13%, a 86,3 miliardi di dollari rispetto ai 76,05 miliardi riportati nello stesso trimestre del 2022, oltre le stime degli analisti che erano poste a 85,33 miliardi di dollari. Nel periodo in corso è risultato in forte rialzo anche l’utile netto, balzato del 52% a 20,7 miliardi di dollari rispetto ai 13,6 dello stesso periodo dell’anno precedente. L’utile per azione è invece passato da 1,05 dollari del 2022 a 1,64 dollari, anche in questo caso sopra le attese di consensus a 1,59 dollari.

Per quanto riguarda le singole divisioni, ottimi i numeri che arrivano da Google Cloud, il cui giro di affari ha raggiunto i 9,19 miliardi di dollari, superando il consenso posto a 8,94 miliardi di dollari. I costi di acquisizione del traffico sono risultati invece sotto le attese a 13,9 miliardi di dollari.

A deludere sono state le entrate pubblicitarie di YouTube, a 9,2 miliardi di dollari, leggermente sotto le attese posizionate a 9,21 miliardi di dollari. Delusione anche dai ricavi provenienti da Google, che a breve dovrebbe superare i 100 milioni di abbonati, attestatisi a 48 miliardi di euro rispetto ad attese a 48,15 miliardi di dollari. Nell’intero 2023 il fatturato di Alphabet ha registrato un rialzo del 9% a 307,4 miliardi di dollari, con un utile netto in salita del 23% a 73,8 miliardi di dollari.

Nel corso della presentazione dei dati l’amministratore delegato, Sundar Pichai, ha confermato che gli investimenti in AI renderanno necessari ulteriori tagli al personale, in particolar modo nelle aree meno strategiche quali hardware and engineering. I nuovi licenziamenti andranno ad aggiungersi ai 12.000 dipendenti già eliminati nel corso dello scorso anno. In questo contesto gli investitori e gli analisti vorranno capire se Gemini, il nuovo modello di AI lanciato nelle passate settimane, possa trasformarsi in una ulteriore fonte di  ricavi e profitti come avviene per Chatgpt e Copilot in Microsoft.

 

Azioni Alphabet: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come potrebbero reagire le azioni Alphabet dopo queste notizie. Dopo aver chiuso la giornata di ieri in ribasso dell’1,34% a 151,46 dollari, sempre vicino ai suoi top in area 153,6 dollari, le attese per la seduta odierna sono per un’apertura in deciso territorio negativo nei pressi dei 143 dollari. Il movimento odierno andrebbe ad avvicinare i prezzi verso gli ex top registrati nello scorso mese di ottobre nei pressi dei 141 dollari, dove troviamo anche la trendline ascendente che parte dai minimi segnati il 27 ottobre dello scorso anno. Dal punto di vista operativo la violazione di tali supporti dovrebbe far proseguire le vendite, il cui prossimo obiettivo sarebbe posto sui 135 dollari e successivamente i 128,5 dollari. Nel caso in cui anche questi ultimi sostegni dovessero essere persi, aumenterebbero le chance di andare a rivedere i minimi degli ultimi 6 mesi situati nei pressi dei 120 dollari.

Al contrario, la tenuta dei 141 dollari catalogherebbe le vendite odierne come delle normali prese di beneficio, utili per rientrare in acquisto sul titolo. In questo caso avremmo un primo target sui 148,1 dollari, dove verrebbe chiuso il gap rialzista lasciato aperto lo scorso 24 gennaio, e successivamente un nuovo test dei massimi in area 153,5 dollari. Nel caso in cui dovessimo assistere a un superamento di queste aree resistenziali si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico con possibili nuovi allunghi verso i 160 dollari e a seguire i 165 dollari.

 

DISCLAIMER

Le analisi in oggetto non sono state sponsorizzate dall’emittente o dall’intermediario menzionato. Le informazioni contenute non devono essere considerate né interpretate come consulenza in materia di investimenti. Eventuali punti di vista e/o opinioni espressi non sono intesi e non devono essere interpretate come raccomandazioni o consigli di investimento, fiscali e/o legali. BORSAEFINANZA SRL non si assume alcuna responsabilità per azioni, costi, spese, danni e perdite subite a seguito di informazioni, punti di vista o opinioni presenti nelle analisi di borsaefinanza.it. Prima di intraprendere decisioni di investimento, invitiamo gli utenti a leggere la documentazione regolamentare sempre disponibile per legge sui siti degli emittenti ed ottenere una consulenza professionale. Qui è possibile trovare le informazioni sul produttore dell’analisi.

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *