Si chiama Alexa+ e stravolge totalmente l’assistente digitale di Amazon. Quel “più” viene dalla robusta iniezione di intelligenza artificiale che Alexa ha ricevuto: diventa più naturale e interattiva. Negli Usa, da marzo, sarà incluso in Amazon Prime (senza sovrapprezzi), permettendo conversazioni fluide senza ripetere “Alexa” a ogni comando. Oltre a funzioni classiche come gestione della smart home e musica, Alexa+ prenota ristoranti, compra biglietti di eventi, ordina taxi e analizza documenti.
L’amministratore delegato di Amazon, Andy Jassy, ha aggiunto: “Nessuno investe più di noi sull’AI”. L’azienda di Bezos ha già annunciato per il 2025 100 miliardi di dollari di investimenti, molti dei quali andranno proprio su intelligenza artificiale e data center.
Amazon lavora da anni per far evolvere il suo assistente, per evitare che non sia affetto dalle “allucinazioni” tipiche dei modelli di linguaggio alla base dell’AI, garantendo risposte corrette. Con oltre 600 milioni di dispositivi Alexa e la potenza del cloud Aws, l’azienda di Jeff Bezos salta in prima fila nella corsa al maggiordomo digitale, a cui concorrono anche Apple (che con Siri è in ritardo), Google e Meta, oltre a OpenAI. Alexa+ arriverà “entro fine anno in Europa”, mentre per l’Italia non è stata ancora annunciata una data precisa.
Azioni Amazon: quotazioni alle prese con il supporto a 200 dollari
Quotate sul mercato tecnologico statunitense Nasdaq, le azioni Amazon sembrano essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di venerdì. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 192,52, per poi andare a chiudere non distante sul finale.
In seguito al minimo relativo toccato lo scorso 5 agosto 2024 sul livello 151,61, l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un perdurante movimento rialzista, pur condito da fisiologici ritracciamenti periodici, ma sempre posizionato al di sopra di una precisa trendline ascendente, fino a realizzare un massimo storico a quota 242,48 (4 febbraio).
Da quel momento, la corsa delle quotazioni ha preso fiato con alcune giornate negative che sono state il preludio a un movimento di storno più spiccato. Amazon, infatti, sta correndo troppo e da troppo tempo e, come insegna la statistica dello scorso anno, dopo ogni massimo assoluto battuto segue sempre una lieve inversione di tendenza.
In particolare, dopo la discesa dell’ultimo mese, i corsi delle azioni Amazon sono alle prese con l’importante supporto presente sul livello 200. Sarà quindi necessario monitorare con attenzione quello che avverrà nelle prossime giornate anche se probabilmente nell’immediato futuro si assisterà a un rimbalzo che potrebbe riportare i prezzi fin verso la prima resistenza individuabile in area 216.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 202,22 con target nell’intorno dei 216 dollari, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 192,52 con obiettivo molto vicino al livello 180,22. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a metà febbraio. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “ipervenduto” vicino al livello 28.

L’andamento di breve termine delle azioni AMAZON









