Azioni Banca Mediolanum: cosa fare in Borsa dopo i conti semestrali?

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È una giornata volatile per le azioni Banca Mediolanum a Piazza Affari, in scia ai dati del primo semestre comunicati nelle scorse ore. In un contesto di relativa stabilità dei tassi di interesse, la società guidata da Massimo Doris ha terminato i primi sei mesi dell’anno con un utile netto in crescita del 24% a 450 milioni di euro e un margine da interessi in rialzo del 20% a 418 milioni di euro. Nel corso della prima metà dell’anno le commissioni nette hanno registrato un incremento del 15% a 587,4 milioni di euro, con un margine operativo che rispetto allo stesso periodo del 2023 ha registrato una salita del 22% a 566,1 milioni di euro. Le masse gestite si sono attestate a 129,5 miliardi di euro, in rialzo del 15%, con gli impieghi alla clientela retail a 16,95 miliardi di euro, stabili rispetto a 12 mesi fa.

Numeri positivi sono giunti dai volumi commerciali che sono passati da 6,46 miliardi di euro agli attuali 7,01 miliardi. La raccolta netta totale ha visto una crescita del 21% a 5,66 miliardi di euro, mentre quella gestita è risultata in crescita del 43% a 3,09 miliardi di euro. Infine decisamente solido il CET 1 ratio che si è attestato al 23,7%.

Grazie a questi numeri Banca Mediolanum ha confermato la guidance sull’anno in corso, che dovrebbe vedere una raccolta netta in risparmio gestito a  6,5-7 miliardi di euro e un margine da interessi in crescita di circa il 10% rispetto al precedente esercizio. Infine, il Cost/Income Ratio dovrebbe essere in linea con i valori registrati nell’esercizio 2023 a circa 40%, con un costo del rischio in linea con l’esercizio 2023 a circa 20 bps.

 

Azioni Banca Mediolanum: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire come si sta muovendo l’azione Banca Mediolanum sul FTSE Mib. Con volumi in aumento rispetto alle sedute precedenti, è una giornata al momento negativa. Dal punto di vista operativo eventuali correzioni che dovessero riportare le quotazioni in area 10,45-10,40 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, potrebbero rappresentare delle occasioni di acquisto. La tenuta di questi sostegni dovrebbe aprire le porte a un ritorno degli acquisti fin verso i top di sempre situati oltre la soglia degli 11 euro. Nel caso in cui queste aree resistenziali dovessero essere lasciate alle spalle, si avrebbe un rafforzamento del quadro grafico, con possibile espansione di ulteriori rialzi verso gli 11,5 euro e successivamente i 12 euro.

Al contrario, la perdita dei 10,45 euro dovrebbe far proseguire la fase correttiva prima verso i 10,3 euro e in seguito in direzione della soglia dei 10 euro. Fondamentale diventerebbe la tenuta di questi supporti per evitare un test sui 9,70-9,65 euro, dove troviamo la media mobile di lungo periodo, e successivamente gli ex massimi del 2023 in area 9,5 euro. Nel caso in cui si dovesse assistere alla violazione di questi ultimi supporti, si avrebbe un deciso indebolimento del quadro grafico, con possibili espansione dei ribassi fin verso la soglia dei 9 euro.

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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